Terrorismo, l’Italia rinuncia a processare il feroce mullah Krekar

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Terrorismo, l’Italia rinuncia a processare il feroce mullah Krekar

30 Novembre 2016

Krekar era stato arrestato nel novembre del 2015 in Norvegia, a seguito di un’indagine dei carabinieri del Ros seguita da un blitz per smantellare un’organizzazione composta da 16 curdi e un kosovaro, radicata in diversi Paesi europei. Secondo gli investigatori italiani, il mullah attivo nel reclutamento di volontari, era il “capo assoluto” dell’organizzazione, la cui cellula più importante operava a Merano. 

Il suo avvocato, Brynjar Meling, ha salutato la decisione e la prossima liberazione di Krekar come “una vittoria del diritto”, “Si tratta di una sconfitta per quanti intendevano nascondere una espulsione dietro una domanda di estradizione“.

Vive in Norvegia come rifugiato dal 1991 ed era accusato dalle autorità italiane di essere la mente di cellule radicali collegate all’isis. Il mullah si è sempre difeso sostenendo che il suo unico scopo era quello di dare vita a un partito politico per operare nel Kurdistan iracheno. Tanto spregiudicato da aver minacciato di morte persino Erna Solberg, primo ministro norvegese. Una volta scarcerato era stato arrestato nuovamente per aver lanciato una fatwa contro un curdo che aveva bruciato il Corano, invitando ogni vero credente a ucciderlo. Anche in questo caso fu rimesso in libertà in quanto le minacce furono interpretate dai giudici norvegesi piuttosto come opinioni personali. Oslo aveva tentato in ogni modo, negli ultimi anni, di estradare Krekar lontano dal proprio paese, per paura che le sue attività di proselitismo potessero portare danni ben maggiori di qualche sporadica minaccia.

Le autorità di sicurezza norvegesi hanno reso noto che l’Italia ha rinunciato alla richiesta di estradizione del mullah Krekar, detenuto in Norvegia e sospettato dalla giustizia italiana di essere a capo di un gruppo che voleva instaurare un califfato al posto del governo eletto in Kurdistan, di preparare attentati in Europa e reclutare combattenti per la Jihad.   

Alcuni giorni fa la Corte Suprema norvegese aveva respinto l’appello presentato dal mullah Krekar contro l’estradizione in Italia, aprendo così la strada alla sua consegna alla giustizia italiana. E oggi l’Italia mette in libertà uno dei più pericolosi predicatori islamici del mondo.