Testimonianza di un leader

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Testimonianza di un leader

09 Giugno 2007

La Francia ha voltato pagina. Dopo oltre dodici anni dominati dalla
figura di Jacques Chirac gli elettori hanno conferito a Nicolas Sarkozy la
responsabilità di guidare il paese. Si è trattato di una grande rivoluzione
politica. Il popolo ha premiato un progetto innovativo,  fondato su valori certi, con il quale
introdurre una ventata di novità nelle istituzioni francesi. Il tenace ministro
degli Interni del governo de Villipen ha lanciato agli elettori messaggi
semplici e chiari. Ha spiegato che sarà premiato il merito. Ha dichiarato che
sarà favorita l’integrazione responsabile. I nuovi cittadini, provenienti dalle
realtà più svantaggiate, saranno ospitati e coinvolti nella vita democratica della
Francia. Verrà richiesto loro, però, di rispettare le sue leggi e di osservarne
i costumi e le tradizioni. Gli immigrati, soprattutto, dovranno sentirsi parte
integrante della nuova patria nella quale intendono vivere. La Repubblica
promuoverà il benessere sociale salvaguardando i diritti di tutti. La
diffusione della ricchezza sarà un impegno ineludibile per le nuove forze di
governo. Sono questi alcuni punti fondamentali sui quali si basa il programma
del neopresidente francese. Elementi che possono essere rintracciati nel saggio
“Testimonianza”, pubblicato dalla casa editrice Nuove Idee. Un
contributo in cui Nicolas Sarkozy ha tracciato le linee della sua proposta per
conquistare l’Eliseo.

Quali sono gli aspetti prevalenti che caratterizzano la missione
della quale egli si sente investito? Quali sono stati i temi forti della sua
condotta come amministratore? Sarkozy fa leva sulla sua esperienza. Nel libro
ripercorre il suo lavoro come ministro degli Interni, carica che ha ricoperto
fino a pochi mesi fa, e come ministro delle Finanze, attività che ha svolto nel
governo Raffarin dal marzo al novembre del 2004. Gli argomenti che vengono
esaminati sono, pertanto, il frutto del suo lungo impegno. Pagina dopo pagina,
Sarkozy chiarisce quali devono essere le qualità più utili per gestire la
“cosa pubblica”. In primo luogo, i politici devono essere colti
“dalla passione del presente”. Le questioni irrisolte devono essere
affrontate utilizzando l’arma del pragmatismo. L’obiettivo principale di ogni
azione politica deve essere quello di raggiungere, nel più breve tempo
possibile, i risultati prefissati. D’altra parte, le doti di cui ogni candidato
deve disporre si devono tradurre nell’amore virtuoso e orgoglioso per la
Francia. Un sentimento di appartenenza che si concretizza nell’idea di un
nuovo  gollismo. Un’idea che assume
valore nella prospettiva di una radicale trasformazione della società. Secondo
Sarkozy il gollismo non ha ancora esaurito la sua spinta. Esso disegnerà la
fisionomia di una cultura antica e fiera, pronta a confrontarsi con il mondo.
In questo senso, il presidente di Alleanza Nazionale, Gianfranco Fini, non ha
dubbi. Nella sua prefazione sottolinea che il gollismo deve determinare una
visione più moderna della ‘Grandeur’ francese. “Una diversa e più moderna
articolazione della ‘Grandeur’ francese – scrive Fini. Questo è in sintesi lo
spirito che per Sarkozy dovrebbe animare il nuovo gollismo”.

 

Le idee del presidente francese affondano le loro origini
nell’impegno quotidiano. Come responsabile dell’Interno, infatti, Sarkozy ha
messo in campo tutte le sue doti misurandole con i problemi reali. Non è un
ideologo capace soltanto di
pontificare sul nulla. Ha fronteggiato con coraggio le rivolte delle
banlieues parigine. Non ha avuto paura di esporsi al rischio di critiche
feroci. Ha stroncato le sommosse con la forza necessaria. Da candidato alla
presidenza della Repubblica ha sfidato la sua rivale offrendo al popolo una
testimonianza più limpida e un programma al passo con i tempi. Un programma con
cui modernizzare il paese dando le risposte di cui i suoi concittadini hanno
sempre più bisogno.

 

Rinnovare nel segno della continuità. Rinnovare forti dell’orgoglio
di appartenere ad una delle democrazie occidentali più importanti dello
scacchiere internazionale. Ecco quali sono le parole chiave del suo lavoro. Un
lavoro per la Francia giocato sul desiderio di agire prima che le questioni sul
tappeto diventino ingestibili. Nell’introduzione del suo libro mette in
evidenza le regole principali della sua pratica politica. “L’azione
innanzitutto – scrive. Sulla base della mia esperienza di vita, la parola, le
idee, la comunicazione, non hanno   alcun
senso se non facilitano, promuovono, determinano l’azione. Trasformare la
quotidianità – aggiunge ancora –  realizzare
ciò che va oltre la mera possibilità materiale, immaginare ed individuare nuovi
spazi di manovra: ecco ciò che mi ha sempre  
veramente appassionato”. Fresco di nomina ha cercato subito di
tenere fede al patto sancito con gli elettori. Ha espresso il desiderio di
governare nell’interesse dei francesi tenendo in considerazione tutte le
sensibilità della nazione. In poche ore si 
è reso protagonista di alcune mosse con le quali ha ribadito i termini
della sua agenda politica. Ha confermato la sua stretta alleanza con la
Germania rendendo visita al cancelliere tedesco Angela Merkel. Ma non solo. La
sua volontà di fornire soluzioni immediate si è materializzata nel varo di un
esecutivo snello di quindici ministri ben diverso da quelli che lo hanno preceduto.
La componente femminile è stata notevolmente accresciuta. Il governo presieduto
da Francois Fillon è composto da sette donne che ricoprono incarichi di primo
piano. Il ministro più giovane, Valérie Pécresse, ha appena trentanove anni e
occupa la poltrona del dicastero dell’Università e della Ricerca. Rachida Dati,
di origini maghrebine riveste il ruolo di ministro della Giustizia. Anche il
ministero degli Interni, uno dei 
dicasteri più delicati, è stato affidato a una donna, Michèle
Alliot-Marie.

 

Il manifesto politico che Sarkozy presenta nel suo libro non sembra
lettera morta. Il suo comportamento è coerente con le sue proposte. Riformare,
lanciare nell’arena politica francese volti giovani e freschi, essere pronti ad
ascoltare la voce profonda del paese. L’inizio di Nicolas Sarkozy è davvero
promettente. Una bella lezione, insomma, per gli ambienti paludati che
gravitano intorno a Montecitorio.