“The Millionaire” fa il pieno di statuette ma è anche la Notte dell’alta moda

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“The Millionaire” fa il pieno di statuette ma è anche la Notte dell’alta moda

23 Febbraio 2009

La scorsa notte si è svolta l’81esima edizione della cerimonia di premiazione degli Academy Awards al Kodak Theatre di Los Angeles. I progettisti Bill Condon e Laurence Mark hanno allestito un palcoscenico dove era rappresentato lo storico disegno a volute di Michelangelo che decora la piazza del Campidoglio a Roma.

E’ stata una parata di stelle che, prima di ricevere i premi tanto ambiti, hanno sfilato sul red carpet sfoggiando vestiti alla moda e lanciando gridolini di eccitazione quando parlavano del loro ultimo Valentino. Per quanto riguarda la passerella, molte critiche a Sarah Jessica Parker – che indossava un vestitino un po’ troppo da principessa – mentre tutti d’accordo su Keira Knightley, sobria e senza collana neanche fosse Grace Kelly.

L’attore australiano Hugh Jackman è stato scelto come presentatore della serata, una scelta inusuale – quella dei produttori dello show trasmesso in diretta dalla ABC – visto che, tradizionalmente, il conduttore della cerimonia della consegna degli Oscar è un attore comico (da Billy Crystal a Steve Martin). Sul palco anche altri volti celebri, tra cui l’intramontabile Sofia Loren che, accompagnata dal figlio Edoardo, ha sfoggiato un vestito giallo. L’attrice ha avuto l’onore di consegnare uno degli Academy Awards più prestigiosi, quello alla migliore attrice protagonista.

Lo scontro tra i due film con maggiori candidature è stata difficile sin dall’inizio: "The Millionaire" ne aveva 10 mentre "Il curioso caso di Benjamin Button" addirittura 13. Alla fine ha vinto l’originale favola in stile bollywoodiano diretta dal regista inglese Danny Boyle, che si è portata a casa con 8 premi: Oscar al miglior film, regia,sceneggiatura non originale, fotografia, suono, montaggio, colonna sonora e miglior canzone originale.

Il produttore Christian Colson, sul palco del Kodak Theatre con tutta la crew, ha ricordato che questo film è il frutto di un piccolo miracolo: "E’ stato un viaggio straordinario, iniziato senza star, senza soldi, ma con una sceneggiatura incredibile e un genio come regista". Ed è stato proprio Danny Boyle – l’ex ragazzo selvaggio del punk inglese che si fece conoscere al grande pubblico con un film politicamente scorretto come "Trainspotting" – la vera star della serata, tanto da arrivare a saltare letteralmente di gioia sul palco quando ha ricevuto la statuetta come miglior regista.

Il grande sconfitto di quest’anno è invece “Il curioso caso di Benjamin Button”, il film interpretato da Brad Pitt e girato da David Fincher: arrivato alla notte degli Oscar con 13 nomination, ha ricevuto solo tre premi minori, quello alla scenografia, al trucco e per gli effetti speciali.

Penelope Cruz ha vinto l’Oscar come miglior attrice non protagonista per "Vicky Cristina Barcelona" di Woody Allen. Visibilmente commossa al momento di ricevere il suo primo Oscar, l’attrice spagnola – vestita con un abito bianco scollato – ha voluto condividere il premio con le altre candidate, gli attori con cui ha lavorato, Woody Allen, Almodovar e "tutti i registi che mi hanno diretto". "È mai svenuto qualcuno su questo palco?", si è domandata ridendo dalla vetrina del Kodak Theatre. L’attrice ha poi concluso il suo discorso in spagnolo ringraziando tutti gli attori del suo paese.

Heath Ledger ha vinto il premio come miglior attore non protagonista per "Il cavaliere oscuro". Si tratta di un premio postumo attribuito dopo la morte del giovane attore a soli 28 anni per overdose di medicinali, il 22 gennaio del 2008. Ledger aveva già vinto il Golden Globe per la sua interpretazione del Joker ed era già stato candidato all’Oscar tre anni fa per "I segreti di Brokeback Mountain". Il momento della consegna è stato particolarmente commovente: a ritirare l’Oscar è stata la famiglia dell’attore australiano scomparso un anno fa. "È una grande esperienza per noi stare qui – ha detto il padre – Vogliamo ringraziare l’Academy a nome di mio figlio. Sarebbe stato felice di venire accettato da voi in un settore che amava tanto". E la madre, rivolgendosi alla platea, ha commentato: "Lui amava molto la vita e abbiamo così deciso di festeggiare, di essere felici".

Il premio alla migliore attrice protagonista è andato a Kate Winslet per la sua interpretazione in "The Reader" ("Il dubbio"). Dopo sei candidature la bella Kate ha dichiarato che in questa serata si è avverato il suo sogno nel cassetto: "Già a un anno sognavo questo momento – ha affermato emozionata l’attrice inglese – al posto della statuetta tenevo in mano uno shampoo ed è allora che ho preparato il mio discorso di ringraziamento".

Il premio al migliore attore è andato invece a Sean Penn per il film "Milk" di Gus Van Sant, dove Penn interpreta il ruolo di Harvey Milk, il primo politico omosessuale americano ucciso nel 1978. "Milk" si è anche aggiudicato  l’Oscar per la migliore sceneggiatura originale. Tra le altre cose, il "Bad boy" del cinema americano ha dichiarato polemicamente che "chi si batte per il divieto ai matrimoni omosessuali deve solo vergognarsi," e ancora che "è arrivato il momento di dare pari diritti a tutti”. Penn si è detto "orgoglioso del suo paese capace di eleggere un uomo elegante e di creare artisti coraggiosi". Infine un pensiero a Mickey Rourke – anche lui in corsa per l’Oscar: "E’ l’esempio che ci si può sempre risollevare. È mio fratello".

Durante la cerimonia degli Oscar c’è stato anche spazio per quei personaggi che si sono distinti nel mondo del sociale: standing ovation per Jerry Lewis che ha ricevuto il premio umanitario Jean Hersholt (Jean Hersholt Humanitarian Award). "Per tutta la mia vita ho pensato che fare qualcosa di buono non fosse certo il mezzo per ricevere un premio – ha detto il vecchio ‘Picchiatello’  – questo riconoscimento comunque mi tocca il cuore e ringrazio tutta l’Academy".

Non meno meritati, infine, i premi tecnici. L’Oscar come miglior film d’animazione va a "Wall-E" di Andrew Stanton, mentre quello per il miglior cortometraggio d’animiazione a "La maison en petits cubes" di Kunio Kato. "Spielzeugland" (Toyland) di Jochen Alexander Freydank ha vinto l’Oscar per il miglior cortometraggio. Michael ÒConnor quello per i migliori costumi in "La duchessa". "Departures", infine, ha vinto l’Oscar come miglior film straniero.