Tibet non alza la bandiera e Pechino spara. 24 si immolano nel 2013

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Tibet non alza la bandiera e Pechino spara. 24 si immolano nel 2013

12 Ottobre 2013

La repressione della Cina in Tibet continua. Quattro persone sono state uccise dalla polizia di Pechino nelle provincia autonoma sotto occupazione cinese. Si erano opposti a issare la bandiera cinese, come ordina una nuova ordinanza a tutti i residenti. Da qui un grappolo di manifestazioni di protesta, finché la polizia ha aperto il fuoco, facendo nell’ultima settimana morti e feriti. Dorje Draktsel, leader nella protesta contro l’alzabandiera, è stato arrestato. Migliaia di agenti e di forze paramilitari di Pechino controllano le aree del Tibet interessate dalla protesta. Dal 2008, l’anno della protesta scoppiata in concomitanza con il passaggio della fiaccola delle Olimpiadi di Pechino, non si registravano più scontri di questa entità ma dal 2011, 121 tibetani si sono dati fuoco chiedendo a gran voce il ritorno in patria del Dalai Lama. 24 persone si sono tolte la vita in questo modo dall’inizio del 2013.