Torino. Medico ‘Molinette’: “Non ho messo io la sacca di sangue”
08 Settembre 2010
di Redazione
"La sacca non l’ho messa su io". È quanto afferma, in un’intervista a La Stampa Maurizio Sacchetti, medico dell’Ospedale Molinette di Torino, sul caso della morte della 76enne alla quale era stata fatta una trasfusione con una sacca di sangue diverso dal suo gruppo.
A chiedere il nome al paziente prima della trasfusione, afferma il medico, è "chi mette la sacca e di solito sono le infermiere a metterla". Nel caso della donna deceduta sottolinea di non aver messo lui la sacca: "può metterla anche il medico, ma in genere viene messa dalle infermiere – precisa – E se l’ha messa l’infermiera è lei che deve chiedere nome e cognome. Io però non voglio fare dichiarazioni contro nessuno, non voglio mettere nei guai nessuno".
"Ho letto da qualche parte su internet che il dottor Rapellino, il responsabile del Risk Management dell’ospedale, sostiene che ci siano procedure informatizzate, per non confondere i pazienti – sottolinea Sacchetti -. Bene, il sistema non funziona: lei fa ‘bip’ sul braccialettino del malato e poi sulla sacca di sangue, e il sistema non funziona. Può verificare in qualsiasi momento".
Riguardo alla notizia relativa a una sua sospensione, Sacchetti afferma di non aver ricevuto "nulla, solo la telefonata di un collega. Devo ancora parlare con il mio primario, che è anche il capo di dipartimento. Devo capire che cosa dire e che cosa fare". E sulla ricostruzione di quanto accaduto conclude: "Non confermo nulla. Non ho neanche un legale. L’ospedale può dire ciò che vuole ma bisogna verificare".
