Torino. Sequestrati a due famiglie nomadi beni per 15 milioni di euro
07 Ottobre 2009
di Redazione
Un tesoro da 15 milioni di euro realizzato grazie a centinaia di truffe ad anziani è stato sequestrato ieri dalla divisione anticrimine della Questura di Torino a due famiglie di nomadi.
Fra i beni sequestrati figurano nove ville, con tanto di giardini, scuderie, stalle e garage, un lussuoso appartamento con collaboratrice domestica, risultato di proprietà di disoccupati nullatenenti, diverse auto, motociclette e camper per un valore di 75 mila euro, terreni, conti correnti, polizze vita e fondi di investimenti, fra cui 435 quote di un fondo di investimento obbligazioni paesi emergenti, per un totale che supera il milione di euro. La maggior parte delle proprietà immobiliari non erano abitate dai componenti delle due famiglie nomadi che avevano invece avviato una vera e propria attività immobiliare mettendo in vendita le lussuose ville.
Secondo gli investigatori che hanno potuto adottare la misura patrimoniale del sequestro anticipato di beni in vista della confisca, le due famiglie, imparentate fra loro, avevano dato vita ad un vero e proprio ‘cartello della truffa’ ai danni di anziani soli e malati che venivano raggirati da finti poliziotti, carabinieri, impiegati statali, questo veniva fatto credere alle vittime, in verifiche di denaro fuori corso o falso.
I truffatori riuscivano in questo modo a conquistare la fiducia delle vittime alle quali non solo portavano via beni trovati in casa, ma si facevano anche indicare da loro i codici segreti dei loro bancomat. Gli accertamenti hanno portato, nella giornata di ieri, all’esecuzione dei sequestri di beni mobili, immobili e denaro stimati al momento in almeno 15 milioni di euro.
La maggior parte dei sequestri sono avvenuti nel comune di Montalenghe, il cui sindaco Valerio Grosso, ha voluto ringraziare gli agenti della Questura “anche a nome dei cittadini onesti del mio paese che tutti i giorni si trovavano di fronte a questa enorme ricchezza che non era al frutto di un lavoro onesto. È stato dato un segnale importate – ha aggiunto – ossia che il crimine non paga”.
