Home News Torna l’annuncite renziana ma il “tesoretto” da 47 miliardi è solo fuffa

Gentiloni dà i numeri

Torna l’annuncite renziana ma il “tesoretto” da 47 miliardi è solo fuffa

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"Adesso ci sono i soldi per ripartire". Così il premier Gentiloni ha salutato la firma “simbolica” che ripartisce i 47 miliardi previsti per il “Fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese”, stanziati dalla scorsa legge di bilancio, il famoso "tesoretto" da spendere nel 15ennio 2017-2032 rivendicato più volte da Matteo Renzi che rispunta puntualmente ogni qualvolta qualcuno prova a ricordare all'ex premier che il suo governo dei mille giorni è stato quello che ha portato il debito pubblico a 135 miliardi di euro. Il piano, guarda caso, rispunta proprio quando il voto in autunno si profila sempre più vicino.

Gentiloni, con tanto di scena solenne per la firma del decreto nella cornice della sala dei Galeoni di Palazzo Chigi, ha elencato i settori in cui il fondo verrà diviso: infrastrutture, trasporti, scuole, sicurezza, ambiente, ricerca. "Uno Stato che investe in opere pubbliche a lungo termine è uno Stato che investe in sicurezza e spero che avvicini il lavoro e le tasse dei cittadini alla vita delle nostre comunità con una migliore qualità diffusa del nostro territorio", sottolinea il premier. Oltre 20 miliardi sono destinati a strade e ferrovie, trasferimenti locali e porti. Poi la messa in sicurezza delle scuole e degli uffici pubblici per un totale di 8 miliardi. Acqua e sanità, periferie, il settore della difesa, l'informatizzazione della giustizia gli altri ambiti interessati dal decreto.

Tutto molto bello e interessante, ma la domanda è: questi 47 miliardi da dove arriveranno? Quali coperture sono state previste per il fondo? Se Padoan per riuscire a trovare i famosi 3,5 miliardi di euro della manovrina ha dovuto fare i salti mortali, ora da dove salta fuori questo “tesoretto”? Come avevamo già anticipato, i 47 miliardi previsti per il “Fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese”, sono stati solo “assegnati” dal 2017 al 2030. Per cui, si tratta di fondi virtuali da trovare di anno in anno. La verità purtroppo è la solita: riparte, alla grande, la campagna elettorale, e riparte sul modello referendum: promesse, promesse e soltanto promesse. Ma vedendo com'è andata a finire il 4 dicembre scorso, gli italiani ormai hanno capito con chi hanno a che fare. 

 

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1 COMMENT

  1. Io capisco benissimo che un
    Io capisco benissimo che un giornale come ” l’occidentale” non possa parlar chiaro a questi traditori della Patria, della risma di Gentiloni, Renzi, Letta, Monti e C. Strapagati traditori per facilitare il saccheggio della ricchezza prodotta in Italia per infilarli nelle tasche dei loro padroni, Goldman Sachs e C.
    A me invece non fanno paura e lotterò con tutte le mie forze contro questi traditori o se preferite completi deficienti.
    Nel decennio del 1930 un intellettuale americano che ammirava Mussolini e che viveva in Italia anche perchè amava il nostro Paese, Ezra Pound, mandava messaggi dall’Italia ai connazionali anglo americani via radio in lingua inglese, e dicendo:
    Popolo americano, fate attenzione, il vostro nemico non è in Europa, ma si trova in casa vostra ed è il Federal Reserve ed il sistema bancario rotschildiano.
    Pound era letterato ed intendeva di emissione monetaria. Egli scrisse un libro in italiano: “A che serve il denaro”, mi sembra nel 1932.
    In quel libro diceva: “Quando il governo vi dice che non c’è denaro per questo o per quello, non credete, Si tratta solo di delinquenti dementi che hanno lo scopo di imbrogliarvi.
    e aggiungeva: “dire che non vi sono soldi per costruire una linea ferroviaria, è come dire che non si può costruire la ferrovia per insufficienza di Kilometri”…

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