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Tornado piega Oklahoma, l’America prega e non si arrende

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L'America che prega, religiosa coraggiosa e resiliente, non si piega al Tornado che ha colpito l'Oklahoma, per la quarta volta in una dozzina d'anni. Il governatore Mary Fallin va in tv a "Good Morning America" e dice che ora bisogna ricostruire. Il tornado si lascia dietro decine di morti, molti giovanissimi, e almeno un centinaio di feriti. Fallin prega soprattutto che arrivino presto soccorsi e rifornimenti. La memoria degli americani va all'altra disastrosa tragedia che colpì Oklahoma City, le bombe del 1995, molti pensavano che non si sarebbe potuto verificare niente di peggio rispetto ad allora, ma si sa che la natura è matrigna. Allora come adesso, però, Oklahoma City verrà ricostruita, dice Fallin, "Ma è incredibile quello che abbiamo visto e quanta distruzione c'è stata. Ognuno deve ringraziare il cielo di essere sopravvissuto". Dio dà, Dio toglie e l'America che prega questo lo sa bene. Il repubblicano Tom Cole ha commosso gli americani raccontando alla CNN i danni provocati dal tornado alla sua città. "Ecco s'è rimasto oggi della mia città," ha detto Cole commentando le immagini di distruzione a telefono da Washington : "Ho parlato con mia moglie. Non riusciamo neppure più a riconoscere casa nostra e i luoghi dove andavamo a lavorare. E' presto per capire quanto è grave quello che è successo e nessuno deve specularci sopra". Per adesso, gli americani pregano che qualche altro superstite possa ancora uscire miracolosamente dalle macerie. Obama: "Siamo al vostro fianco e non vi lasceremo soli".
 

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