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Tra i 45 galli del Pd ce n’è uno che canta

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Fatti i democratici, ora bisognerà fare il partito. Peccato che l’assise di cervelli che dovrà provvedere alla gestazione del Pd non ha fatto in tempo ad insediarsi che già sono iniziati i mugugni: c’è chi dice che quarantacinque galli a cantare siano obbiettivamente troppi, e chi, rimasto fuori della porta, lamenta inique esclusioni. Per non parlare delle donne, che dopo aver venduto agli italiani la panzana del governo delle pari opportunità, si sono accorte che di applicare le “quote rosa” i loro colleghi non vogliono neanche sentir parlare.

Nel gotha dell’unico partito italiano che riesce a litigare ancor prima di nascere c’è di tutto: da Antonio Bassolino e Rosa Russo Jervolino, ansiosi di lasciarsi alle spalle Napoli e i suoi sacchi di “mondezza”, ai leader promessi sposi Fassino e Rutelli; da Gad Lerner ai ministri ulivisti del governo Prodi; dal sindaco di Roma e aspirante condottiero Walter Veltroni all’italiano di mezzo Marco Follini; dal governatore calabrese Agazio Loiero allo stesso premier, che non poteva mancare.

Di Vincenzo Visco non c’è traccia. C’è invece Angelo Rovati, l’ex consigliere di Palazzo Chigi bruciato dal caso Tronchetti – Telecom. A piazza Santi Apostoli sono tutti avvisati: meglio non lasciare in giro bigliettini intestati… (c.p.)


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