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Appello all'Occidente

Tra iconoclastia e terrorismo: ecco perché l’Occidente deve risvegliarsi

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Per coloro che hanno studiato con immenso piacere i racconti dell’antica Europa, questo periodo corrente ha guadagnato una stima infelice dal punto di vista archeo-storico: soprattutto negli ultmi mesi, infatti, abbiamo assistito con grande dispiacere alla deturpazione di monumenti raffiguranti le personalità occidentali che hanno lasciato un’impronta decisa nel nostro passato.

Il nostro continente è inoltre minacciato continuamente dagli apparati terroristici come quello dell’ISIS, i quali non aspettano nient’altro che la caduta di ogni singolo monumento architettonico e scultoreo, al fine di cancellare definitivamente i resti del nostro mondo, in modo particolare quello antico.

Comunque, nonostante i contraccolpi subiti, alcune nazioni d’Europa, prevalentemente nell’area dell’est, hanno dimostrato di voler combattere le imposizioni globaliste, le quali si basano principalmente sull’immigrazione di massa, uno strumento molto versatile se l’intento è quello di costruire una sorta di “Torre di Babele”.

Se è vero che l’importanza di un’area geografica non si misura nella ricchezza aurea o petrolifera, bensì nei resti archeologici, è possibile affermare che l’Occidente sia tra i luoghi più ricchi al mondo: dunque, tutto ciò spiegherebbe il costante tormento economico e sociale che esso subisce dalle matrici esterne.

La nostra identità è ormai sull’orlo del baratro, i nostri costumi sono stati lacerati dalle scabrose novità contemporanee: l’unico desiderio dei nostri persecutori è quello di cancellare una storia millenaria, su cui spesso si basano anche le loro radici. Infatti, le prime testimonianze riguardanti le popolazioni avulse dal nostro continente vengono proprio dai manoscritti degli storici europei, come Erodoto o Tucidide, senza considerare l’estensione del grande impero romano, che può vantare la scoperta e la conquista di plurimi territori.

La caduta dell’Occidente non è un rischio solo per le terre annesse a quest’ultimo, ma anche un campanello d’allarme per il resto delle civiltà presenti sul nostro pianeta. Per quanto riguarda la tutela delle testimonianze storiche europee in forma architettonica, letteraria ed artistica di vario genere, è necessario che queste ultime vengano protette e divulgate ad ogni costo: in questo modo, i popoli a cui appartengono, potranno prendere coscienza e preservarle nell’arco dei secoli.

Ora più che mai è importante per i popoli europei informarsi sulla propria cultura e sulla propria genealogia: coloro che hanno scelto di impegnarsi, nella protezione dei propri “monili tradizionali”, sono degni di essere definiti propriamente “uomini e donne d’Occidente”.

Dunque, in questo caso, non si può non concordare con Julius Evola, il quale disse: “Ad un’unica cosa si badi: a rimanere in piedi in un mondo di rovine”.

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