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Codici segreti

Tra mito e realtà: tutti i segreti della valigetta nucleare Usa

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Il presidente americano, da pochi giorni Joe Biden, è il commander-in-chief, cioè il capo supremo delle forze armate degli Stati Uniti e può disporre di tutto l’arsenale nucleare e conoscere i piani relativi a un’eventuale guerra atomica. Il Presidente è infatti l’unico in grado di autorizzare l’impiego delle testate nucleari, ma non ha alcun pulsante rosso presente sulla scrivania dello Studio Ovale, come Trump aveva lasciato intendere in un braccio di ferro a colpi di tweet con il leader nordcoreano Kim Jong-un (che a sua volta sosteneva di averlo).

Il consenso all’attacco viene fornito attraverso l’attivazione di speciali codici in suo esclusivo possesso secondo le regole di ingaggio conservate in una valigetta chiamata “Football”. Si tratta della famosa valigetta in pelle nera che lo segue in ogni suo spostamento e che è custodita – legata con una catena al polso – da uno dei cinque componenti del team di incaricati militari che conoscono a perfezione le procedure da seguire in caso di attacco atomico.

La valigetta è in uso fin dai tempi di Dwight D. Eisenhower (Presidente dal 1953 al 1961), ma soltanto dalla crisi missilistica di Cuba (1962), sotto la presidenza di John F. Kennedy, segue il Presidente ovunque.

Il contenuto della “Football” è stato reso noto nel 1980 da Bill Guley, all’epoca direttore dell’ufficio militare della Casa Bianca. Sarà un po’ deludente riconoscerlo, ma al suo interno si trova soprattutto carta. Il documento più importante è il Black Book, un vero e proprio prontuario della guerra nucleare di 75 pagine con la descrizione degli obiettivi possibili, del loro valore strategico secondo i vari scenari e delle vittime che un eventuale attacco potrebbe causare. Altri due fascicoli contengono un elenco dei luoghi sicuri dove trasferire il Presidente in caso di attacco nucleare e le procedure radiotelevisive d’emergenza per comunicare con la Nazione.

La valigetta di acciaio modello ‘Zero Hallibrurton’ pesa circa 20 chili e contiene anche un telefono e un’antenna satellitare che vengono usati qualora il Presidente si trovi in viaggio e si debba mettere in contatto attraverso una linea sicura e via satellite con il National Military Command Center (NMCC), il centro di comando militare statunitense che gestisce tutti i lanci di ordigni nucleari.

Dal punto di vista pratico ciò che il Presidente porta sempre addosso sono i “codici di attacco” riportati su un documento chiamato “Biscuit” (biscotto). Si tratta una card molto simile ad una carta di credito nella quale sono riportati dei codici che servono al Presidente degli Stati Uniti per autenticarsi e dare uno specifico ordine di attacco atomico secondo uno dei protocolli contenuti nella valigetta. Secondo quanto riportato dal Washington Post i presidenti non sempre si sono curati molto del “Biscuit”: Jimmy Carter lo mandò in lavanderia insieme alla sua giacca mentre Bill Clinton lo perse e per mesi non disse niente a nessuno.

La consegna della valigetta nucleare tra il Presidente uscente e quello eletto è il momento più riservato della cerimonia di insediamento. Molti futuri presidenti degli Stati Uniti hanno ricevuto i codici delle armi atomiche (che vengono attivati solo dopo il giuramento) poche ore prima dell’inaugurazione, nella Blair House, di fronte alla Casa Bianca, la residenza dove di solito trascorrono le ultime ore prima dell’investitura.

Quest’anno anche questa procedura è stata investita dalla discontinuità. L’assenza di Donald Trump alla cerimonia di giuramento di Joe Biden aveva già reso più complicata del solito la transizione dei poteri e aveva costretto il Pentagono a tracciare un nuovo protocollo che prevedesse il passaggio senza che i due Presidenti si incontrassero. Per questo nel giorno del cambio della guardia, secondo quanto riportato dalla Cnn, Donald avrebbe portato la valigetta con sé nel suo viaggio verso la Florida e verso la sua residenza di Mar-a-Lago. La Football sarebbe quindi partita con Trump e sarebbe rimasta operativa fino alle 11.59, cioè l’ora esatta del giuramento di Joe Biden, alle 12.00 in punto l’addetto militare di turno – con valigetta al polso – sarebbe ripartito e rientrato a Washington a bordo dell’Air Force One. Sempre secondo indiscrezioni Biden avrebbe ricevuto una seconda valigetta attivata dopo il suo giuramento a Capitol Hill.

Questo cambio di protocollo ci ha permesso di scoprire che in realtà non c’è una sola ‘football’, ma sarebbero addirittura tre o quattro: una seguirebbe il Presidente, un’altra il Vice Presidente e un’altra (forse due) è conservata per eventi particolari come appunto gli insediamenti o i discorsi sullo stato dell’Unione.

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