In Italia e in Europa

Traguardi e meriti della cooperazione bancaria

La Cooperazione Bancaria continua ad evidenziare successi più che lusinghieri all’interno dell’Unione Europea, mostrando ancora una volta nel suo biglietto da visita, qualora qualcuno ne senta ancora la necessità, quanto sia efficiente sia sotto il profilo economico che sociale il modello cooperativo nel sistema bancario internazionale.

È di pochi giorni, infatti, la pubblicazione dei risultati economici preliminari per il 2013 ottenuti in Germania dal gruppo DZ Bank, specializzato nel retail e nel corporate banking e controllato da circa 1.100 banche cooperative tedesche.

Pur in un contesto diverso da quello che continua ad essere quello recessivo italiano, i dati del gruppo DZ Bank testimoniano la vitalità che il movimento della Cooperazione Bancaria continua ad avere nel paese che ne ha visto l’affermazione grazie al contributo di Hermann Schulze-Delitzsch e di Friedrich Wilhelm Raiffeisen.

Infatti, l’utile lordo del gruppo è aumentato del 68% circa ed il coefficiente del Core Tier 1 è stato pari al 9,2%. A ciò si aggiunge, inoltre, la crescita del credito alle imprese e soprattutto l’incremento (+19%) dei nuovi finanziamenti rivolti alle aziende che operano con l’estero.

Traguardi che confermano la vitalità della Cooperazione Bancaria in Germania, i cui meriti sono stati ampiamente riconosciuti sia dal Governatore della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, che nel novembre del 2012 al forum delle Banche Popolari e Cooperative tedesche sottolineò già allora la loro importanza ricordando come esse rappresentino la spina dorsale dell’economia tedesca e quanto il loro successo sia di vitale importanza non solo per la Germania, ma per la zona euro nel suo complesso.

Un apprezzamento, questo, che è stato espresso anche dalla Cancelliera Angela Merkel sempre nel 2012, in occasione della cerimonia ufficiale avvenuta a Berlino per “L’anno Internazionale delle Cooperative” promosso dalle nazioni Unite, ribadendo ancora una volta come la Cooperazione sia un modello organizzativo per il futuro. In particolare, la Cancelliera ha ricordato che “In un contesto nel quale molti cittadini vogliono essere più coinvolti nel processo decisionale politico ed economico, la forma cooperativa d’impresa rappresenta una modalità attraverso la quale è possibile affrontare i problemi grazie all’impegno civico e senza l’assistenza dello Stato”.

Tali giudizi non possono che essere considerati con estremo favore nel nostro Paese, dalla Cooperazione Bancari italiana, che rappresenta oltre il 40% in termini di dipendenze del sistema creditizio nazionale.
Così come avvenuto in Germania, anche in Italia le Banche Popolari, che sono parte integrante della Cooperazione Bancaria, hanno continuato a promuovere la coesione sociale e la tenuta del tessuto produttivo in un contesto economico più complesso che, a differenza di quello tedesco, è stato decisamente recessivo, evidenziando risultati positivi per quanto riguarda le principali grandezze patrimoniali nell’anno passato, con una crescita della quota di mercato degli impieghi alle imprese di mezzo punto percentuale rispetto al 2012, arrivando così al 26,2% ed evidenziando una migliore efficienza allocativa.

Il sostegno alle aziende, soprattutto a quelle di minori dimensioni è testimoniato, inoltre, dal flusso dei nuovi finanziamenti che nell’arco dei 12 mesi dell’anno passato hanno raggiunto la cifra di 34 miliardi di euro. Numeri, questi, che uniti a quelli dei soci (1,3 milioni) e dei clienti (12,3 milioni) testimoniano il successo ed il radicamento di un movimento da sempre vicino alle istanze dei territori e delle comunità locali.

La speranza, pertanto, è che l’apprezzamento sempre più ampio e diffuso verso la Cooperazione Bancaria possa contribuire all’interno del futuro quadro dell’unione bancaria europea a preservare quella “biodiversità” nel mercato del credito, necessaria per assicurare quel risultato di maggiore stabilità economico-finanziaria che le istituzioni europee dicono di voler perseguire e raggiungere.

* Segretario Generale Associazione Nazionale fra le Banche Popolari
 

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