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Trattative tra UE e Turchia in crisi dopo il fallimento del piano finlandese

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Le trattative tra UE e Turchia per una possibile soluzione all’impasse su Cipro si sono interrotte questo lunedì senza un accordo. La Presidenza finlandese dell’UE ha affermato di non credere di poter mediare una soluzione della questione prima della fine del semestre di presidenza.

Dopo un incontro con le controparti cipriota e turca, il ministro degli affari esteri finlandese Erkki Tuomioja ha dichiarato che “sfortunatamente, siamo giunti alla conclusione che in questo momento le circostanze non permettono il raggiungimento di un accordo durante la Presidenza finlandese”.

“Ci saranno delle conseguenze” ha poi aggiunto “questa situazione non può continuare.”

All’inizio della prossima settimana scadrà il termine concesso ad Ankara per ripristinare i commerci con Cipro, Stato membro dell’UE, uno degli obblighi sanciti nell’accordo sull’unione doganale tra UE e Turchia. Il 6 dicembre la Commissione europea dovrebbe emanare una raccomandazione sulle conseguenze di una violazione da parte della Turchia.

“La Presidenza, insieme alla Commissione, comincerà subito a effettuare i preparativi per la continuazione dei negoziati di accesso della Turchia all’UE,” è stato affermato in una dichiarazione della Presidenze finlandese.

Bruxelles vuole tenere in piedi le trattative.
In reazione all’ipotesi di fallimento dei negoziati, il Commissario europeo all’Allargamento Olli Rehn ha ribadito che la Commissione lotterà per tenere in piedi le trattative.

“La Commissione ritiene che i negoziati non possano essere interrotti completamente. Il treno rallenterà ma non si fermerà,” ha detto il Commissario.

In un discorso Rehn ha inoltre chiesto con forza che i capitali dell’UE non perdano di vista l’importanza strategica delle aspirazioni europeistiche della Turchia e ha criticato quei politici che “continuamente mettono in dubbio la vocazione della Turchia ad entrare nell’UE.”

Ad ogni modo tutte le parti in causa sono vincolate all’esito delle elezioni parlamentari in Turchia del prossimo anno; prima sarà difficile fare concessioni, anche se svariati Stati membri dell’UE, inclusi quelli più grandi, non vogliono lasciar correre la questione.

Le trattative hanno vacillato già all’inizio di quest’anno, quando la Turchia ha affermato che non avrebbe normalizzato le relazioni con Cipro finché l’UE non avesse onorato la promessa di porre fine all’isolamento economico della parte nord dell’isola, controllata dalla Turchia. I frenetici negoziati diplomatici dietro le quinte da parte della Finlandia nelle passate settimane non hanno portato risultati.
 
Nel tentativo di smuovere le acque la settimana scorsa la Finlandia aveva lanciato un ultimatum, sostenendo di non essere disposta a lasciare che la questione prendesse il sopravvento nell’agenda  dell’incontro tra i leader dell’UE il 14 e 15 dicembre.

Ritorno all’ONU.

Dal canto suo la Commissione ha detto che la questione di Cipro dovrebbe ritornare sul tavolo delle Nazioni Unite in seguito al fallimento di Helsinki di siglare un accordo provvisorio.

“La formula finlandese era realistica e mirava a creare un gioco a somma positiva tra le parti coinvolte. Purtroppo alla fine non è decollata,” ha detto Rehn, aggiungendo che dopo l’insuccesso di cinque presidenze consecutive dell’UE a raggiungere un’intesa parziale, “la conclusione da cogliere in sostanza è che la via migliore alla soluzione dei problemi è un’intesa completa.”

Il Commissario ha invitato i leader dell’UE a chiedere una ripresa delle trattative per un’intesa completa sotto l’egida dell’ONU, durante il loro summit di dicembre in maniera tale da “favorire un serio progresso.”

da EU Observer
(Traduzione di CM)

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