Home News Tre giorni fa era un “flop”, ma oggi il caso Ruby è nuovo fango sul Cav.

Le nuove accuse al Cav.

Tre giorni fa era un “flop”, ma oggi il caso Ruby è nuovo fango sul Cav.

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“Caso Ruby, Berlusconi è indagato” titola il Corriere. “Ruby, sei giorni ad Arcore dal premier . Berlusconi è indagato a Milano” scrive a caratteri cubitali Repubblica. “Caso Ruby, procura subito all'assalto: Il Cav indagato: ‘Invito a comparire’” si legge su Il Giornale. E ancora, su La Stampa: “Caso Ruby, Berlusconi indagato ‘Sesso quando era minorenne’. Il primo incontro a S. Valentino”.

Sulle prime pagine dei principali quotidiani nazionali sembra essere riesploso il sexygate che a fine ottobre travolse come un uragano il Cav. Eppure solo tre giorni fa si dava per “archiviato” il caso, definito dalla stampa a voci spiegate un “flop”. La stessa Prima Commissione del Csm al plenum di Palazzo dei Marescialli, mercoledì, dopo la sua istruttoria sul caso, aveva chiesto l’archiviazione della lettera-esposto presentata dal pm del tribunale per i minorenni di Milano Annamaria Fiorillo, che si era occupata di Ruby, la ragazza marocchina portata in Questura a Milano con l’accusa di furto e poi rilasciata e affidata al consigliere regionale Nicole Minetti dopo una telefonata del presidente del Consiglio Berlusconi.

Nella sua nota Fiorillo aveva segnalato discrepanze tra quanto accaduto e quanto riferito in Parlamento dal ministro Maroni sulla vicenda. In particolare, aveva evidenziato di non aver mai autorizzato l’affidamento di Ruby alla Minetti, a differenza di quanto detto dal titolare del Viminale, chiedendo al Csm di chiarire la situazione. La Commissione mercoledì aveva stabilito che sono accertamenti che esulano dalla competenza del Csm e aveva anche escluso che ci fossero i presupposti per l’apertura di una pratica a tutela del magistrato poiché la sua credibilità non è stata messa in pericolo o danneggiata dalle parole del ministro dell’Interno, che si è limitato a difendere i suoi uomini e a esprimere una posizione diversa dal pm di Milano, ma in toni rimasti sempre rispettosi, spiegano a Palazzo dei marescialli. Di qui la decisione di chiedere al plenum di chiudere il fascicolo, senza nemmeno procedere a un’attività istruttoria.

Ma oggi l’inversione a U sulla vicenda perché la Procura di Milano ha aperto un nuovo dossier. Silvio Berlusconi è indagato per le ipotesi di reato di “prostituzione minorile” e di “concussione”. Questa seconda accusa riguarda proprio la telefonata con cui la scorta del Cavaliere chiese, nella notte, ai vertici della questura milanese di consegnare la minorenne alla consigliera Minetti. “Tutto regolare”, aveva detto Edmondo Bruti Liberati, procuratore della Repubblica di Milano, al termine degli accertamenti su quella telefonata.

Ora invece la linea della Procura è cambiata, e sembra sposare in pieno la linea del pubblico ministero minorile Annamaria Fiorillo. Fonti vicine alla Procura spiegano così il cambio di rotta: nella vecchia dichiarazione di Bruti Liberati (“leggetela bene”) si asseriva solo che la procedura seguita dalla questura era stata regolare, ma non si era mai sostenuto che fosse stato legittimo l'intervento della segreteria di Palazzo Chigi. E' proprio quell'intervento che ora porta a configurare a carico di Berlusconi l'accusa assai pesante di concussione. Successivamente al comunicato, secondo i pm milanesi, sarebbero intervenuti nuovi elementi e nuove valutazioni che hanno portato, a ridosso di Natale, a iscrivere il premier nel registro degli indagati. Tra gli elementi d'accusa ci sarebbero anche le registrazioni delle telefonate al 113, la centrale operativa della polizia, nel corso della notte.

Complessa poco chiara anche la situazione relativa alla seconda accusa mossa al premier: quella di sfruttamento della prostituzione minorile. Il Cavaliere, secondo la Procura, non solo avrebbe avuto rapporti con la marocchina, ma sarebbe stato pienamente consapevole di trovarsi di fronte ad una minorenne. Eppure nei verbali pubblicati finora dai giornali “Ruby Rubacuori” sosteneva di avere partecipato alle feste e ha sempre escluso incontri privati con il premier.

Non solo. Da ottobre ad oggi non risulta che Ruby sia più stata interrogata. Probabilmente la Procura ha acquisito altri elementi (testimonianze di altre ragazze presenti alle feste, ma anche intercettazioni telefoniche e ambientali) che hanno convinto i pm che l'incontro tra Ruby e il premier sia stato più ravvicinato di quanto raccontato dalla ragazza. Per gli avvocati del premier quella della Procura di Milano è una "gravissima intromissione nella vita privata del presidente del Consiglio senza precedenti nella storia giudiziaria del Paese", basata su una vicenda "assurda e infondata già ampiamente smentite da tutti i testimoni e dai diretti protagonisti".

Resta il fatto che il premier, iscritto nel registro degli indagati il 21 dicembre scorso, dovrà comparire in Procura. La storia, quindi, è tutt’altro che "archiviata".

 

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