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La politica estera dei 5 Stelle

Tristi Comici. Beppe Grillo, Dario Fo e l’Italia fuori dalla NATO

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Ieri sera Dario Fo, indicato dal portavoce del movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, a papabile per la presidenza della Repubblica, ha spiegato che "Il principio basilare della Repubblica è che siamo contro la guerra. Si spendono miliardi per le forze di difesa. Ma chi ci attacca? Da chi dobbiamo difenderci?".  Grillo, intervistato nella sua villa, aveva già preannunciato che il welfare o il reddito di cittadinanza saranno finanziati rivedendo la missione in Afghanistan. Dopo l'11 Settembre e nel quadro della guerra mondiale  nell'Islam (ve la ricordate la Siria?, per Grillo niente operazioni in Mali), il nostro sostegno alla missione internazionale in Afghanistan è a rischio e se queste posizioni dovessero trovare una sponda nel Pd, i nostri Alleati a Foggy Bottom dovranno iniziare seriamente a preoccuparsi. La politica estera di una potenza internazionale nella mani dei due comici?

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35 COMMENTS

  1. aiuto!!!

    siamo messi
    aiuto!!!

    siamo messi davvero in ottime mani!!!
    persone che non vogliono vedere la realtà, che vivono nel loro bellissimo mondo, dove non ci sono guerre, non ci sono religioni, non ci sono differenze tra uomini e donne…beati loro!!!
    io invece vivo in un mondo peggiore, purtroppo, dove gli islamici mettono a ferro e fuoco l’africa, vogliono invadere l’europa, i rom che hanno tolto la serenità a chi vive nelle villette nei paese di provincia…

    li invidio moltissimo!!!
    spero un giorno ci invitino nel loro bellissimo mondo!

  2. Meglio 2 comici, che un
    Meglio 2 comici, che un gruppo di buffoni che hanno portato l’Italia, allo sfascio e ostaggio della Merkel (Germaia)

  3. non sottovalutare Grillo
    Mi auguro che la dirigenza del Pdl non sottovaluti il fenomeno Grillo. Non perchè io lo condivida, anzi. Semmai mi preoccupa moltissimo. Attenzione, perchè il fenomeno Grillo non è facilmente inquadrabile e come tale non è facilmente superabile. Non lo si supera certamente con strane alchimie partitiche. Il fenomeno Grillo è la manifestazione politica di un nuovo ’68, che covava sotto le ceneri sempre calde del precedente ’68 e che è cresciuto nel sottobosco delle università, come nei gruppi estremisti di anarchici delle periferie urbane e in mille altri rivoli. Ora ha trovato una sua rappresentanza politica raccogliendo un consenso tutt’altro che risibile. Il problema non si supererà facilmente, durerà a lungo e farà molti danni. Prepariamoci a subire questi nuovi danni sociali, economici, culturali. Il fenomeno Grillo si supera solo con una “ricostruzione” dell’uomo occidentale in genere e italiano in specie, un uomo (una umanità) devastata da secoli di distruzioni spirituali, di devastazioni culturali. Avete sempre tutti sottovalutato il disordine morale che è cresciuto soprattutto dal dopoguerra in poi nella gioventù italiana, e la politica italiana, ad iniziare dalla Democrazia Cristiana, non ha mai voluto prenderne atto, studiare il fenomeno con intelligenza, porvi rimedio. Anzi, la politica italiana ha sempre avallato questo fenomeno, ha sempre preferito cedere per non perdere non sapendo che cedere vuol dire preparare la sconfitta futura. Ora la sconfitta della società civile è arrivata. La botta è stata potente, il futuro è nero. Bisogna lavorare sugli uomini, su ogni uomo, bisogna arrivare a tutti gli uomini. Bisogna curarsi non solo di coloro che paiono uomini normali, a posto, civili, ma occorre (occorreva) arrivare là dove c’è il disagio, cosa che la politica non ha mai voluto fare. Si è lasciata crescere una periferia urbana fatta di un sottoproletariato disperato, si sono volute far crescere innaturalmente le città creando un mondo di disperazione. Non si è curato l’ordine civile, come non si è curato l’ordine urbanistico nella frenesia di industrializzare tutto. Non si è usato il cervello solo per ingordigia di denaro da parte di molti politici che per decenni e decenni sono vissuti di mazzette e di ruberie varie ed ecco che lentamente è cresciuto un movimento. Ora un rivoluzionario di professione, analogamente a quanto fece nel 1789 Robespierre o nel 1917 Lenin ha incanalato la protesta rauca o con poca voce in una protesta organizzata, in un partito che urla. E’ vero, sarà la debolezza della democrazia che permette queste cose, ma dal momento che la democrazia moderna non si riesce a correggere almeno con una dose di aristocrazia (non necessariamente aristocrazia di origine, ma almeno aristocrazia di pensiero) si deve lavorare al massimo delle possibilità e capacità per educare il popolo, prevenire i disagi, far crescere le virtù nella società. Ci vogliono, cioè, politici altamente virtuosi, di certissima onestà, non politici profittatori del loro ruolo, ci vogliono politici culturalmente molto preparati, veri educatori del popolo oltre che perfetti amministratori, pronti a sacrificare la loro vita, la loro libertà, il loro divertimento per il bene della Patria secondo una mentalità che era propria dei politici di un tempo che, quanto a sacrifici, personali non erano secondi a nessuno. Mi vengono in mente due esempi luminosi, fra tanti: Joseph De Maistre, Clemente Solaro della Margarita. Da lì bisogna prendere esempio, dai migliori. Il politico non deve passare le ferie sulle barche a farsi fotografare mezzo nudo mentre fa i tuffi, il politico non deve vantarsi di ville sparse per il mondo. Il politico deve essere assolutamente virtuoso e soprattutto deve ricordarsi ogni gioro di una parola: Sacrificio! La sua vita deve essere totalmente sacrificata alla Patria, deve lavorare più di ogni altro, deve rinunciare a ferie e svaghi, ad ogni momento che lo distolga dal suo grande dovere di primo servitore. Ora se non ripristiniamo questa mentalità politica nulla di buono sapremo fare e i Grillo di turno pronti a distruggere la società non mancheranno mai. In una parola, bisogna tornare ad una società cristiana e ad una politica cristiana, la Dottrina Sociale della Chiesa che è capace di dare risposte certe alle istanze dell’uomo di ieri come di oggi perchè fa riferimento ai valori eterni ed immutabili.

  4. Quanta ipocrisia, se
    Quanta ipocrisia, se l’Italia non partecipasse alle missioni di pace internazionali sarebbe tagliata fuori dalle decisioni che contano del mondo occidentale. Non si può far parte di una comunità internazionale e volere solo i benefici e non gli oneri.
    Se vuoi la pace preparati alla guerra.

  5. se vuoi la pace…
    Antonio, sono d’accordo con te circa il fatto che ci sia molta ipocrisia, sono d’accordo con l’intervento in Afghanistan e nemmeno un briciolo con Grillo. Cri-cri-cri, solo quello sa dire!!! Ma non concordo sul fatto che se vuoi la pace prepara la guerra. guella era una massima degli antichi, prima della venuta di Cristo, che ci ha insegnato l’importanza della pace, che rimane comunque sempre un bene superiore. Intendo, con Pio XII, la vera pace che è tutt’uno con la verità. Cfr. “La pace interne delle nazioni” con gli scritti del grandissimo Papa Pio XII. Quindi, concludo, se vuoi la pace prepara la pace, nella verità, altrimenti è solo una finta pace, è pacifismo che nulla ha a che vedere con la pace. Il pacifisismo non prepara la pace, prepara il disordine sociale, la guerra talora è inevitabile e quando la si deve combattere (di difesa, non di offesa, di difesa dei confini o del bene di un popolo come quello Afghano minacciato dai talebani) la si combatte e se si muore l’importante è morire confessati e guadagnarsi il Paradiso. Ma l’obiettivo è sempre la Pace, la Vera Pace che sola esiste nella verità, cioè in Gesù Cristo ma senza illusioni. Perchè Gesù l’ha detto che quaggiù è una valle di lacrime, e purtroppo anche di guerra. Purtroppo, talora!

  6. Un Presidente ex-“repubblichino”?
    Non aggiungo niente a quanto ha scritto Giacomo56, perché mi trova sostanzialmente d’accordo. Solo vorrei far presente una cosa, che forse non tutti sanno: dopo l’8 settembre 1943, l’allora giovane Dario Fo fece parte delle forze armate della Repubblica Sociale Italiana. Solo nel dopoguerra si buttò a sinistra, forse perché, nel confuso socialismo da lui sempre professato da allora, vedeva una possibilità d’attuazione dei “18 punti di Verona”, il documento finale del primo ed unico Congresso del Partito Fascista Repubblicano, piuttosto che nella politica concretamente svolta dal MSI; il quale si trovò ben presto, suo malgrado, a svolgere un ruolo che non gli competeva: quello di un partito conservatore, mai nato nella c.d. “Prima Repubblica”, e malamente anche nella seconda. In altre parole, Fo anticipò, di quasi un quarto di secolo, quel “nazi-maoismo”, sorto ai margini del “sessantotto”…

  7. Non si può raggiungere la
    Non si può raggiungere la pace senza combattimento, Gesù lo insegna dicendo che Lui è il fuoco che porta divisione….., la pace non è per persone pigre richiede impegno e presa di posizione (combattimento), la storia della cristianità è piena di soldati (anche della antica Roma)che si schierano con Gesù perche in Lui vedono il giusto e il combattente

  8. Crisi di valori
    “C’è crisi”. Una frase da “bar”. Si è vero c’è crisi. Ma a differenza del 1929, non è una crisi solo economica. Siamo di fronte ad una crisi di valori, un vero e proprio medioevo tecnologico.
    Dall’illuminismo in poi la civiltà occidentale è andata secolarizzandosi sempre più: alcuni lo chiamano progresso culturale. “I tempi cambiano” ti dicono. “Nulla è immutabile.” “Tutto è relativo”. E’ l’ultima frase che mi fa maggior spavento, da giovane 23enne. Tutto è relativo. Non avere certezze, ce ne stiamo rendendo conto, conduce al nulla, al fare un po’ quello che ci pare. E chi di noi ha ricevuto certi valori dalla famiglia, fa fatica a trovarli nella società, perché è la stessa società ad indicarli come retrogradi. Ricordo che stavo dando l’esame di lingua tedesca 2 all’Università e mi passò sotto il naso un articolo di una giornalista austriaca, tratto da “Profil”, autorevole rivista appunto austriaca.
    Da ciò nascono movimenti come quello di Beppe Grillo. Un coagulato di persone provenienti dai centri sociali, con sole idee distruttive. Fenomeno che non esiste solo in Italia.

  9. L’Italia fuori dalla Nato
    Perchè no ? Contro chi dobbiamo combattere per tenere 200 e più testate nucleari nel nostro “paese” ?
    Magari se cominciamo non dico di smettere di fare i servi, ma a farlo con una parvenza di dignità,non sarebbe male per noi e per L’ Italia.Fare le guerre per conto terzi con la scusa della demmmocccazzia, è il massimo dell’ipocrisia e del servilismo cialtrone.

  10. grillo
    Grillo è la versione attuale di quella che fu la nascita del fascismo.Un substrato organico che trovò e trova nella bassezza della classe politica, il conseguente degrado di tutte le gerarchie istituzionali e l’appiattimento socio culturale dell’intera nazione la linfa per svilupparsi. NON CI SONO ALTERNATIVE,questi i sintomi,questa la malattia,questo il risultato.Salvarsi si potrebbe solo in presenza di un nuovo rinascimento etico che ci riportasse alle origini civili dell’essere, un miracolo per il quale non ci sono presupposti.

  11. Certo che ne avete di coraggio
    Parlate di missioni di pace, qundo invece sono condotte da persone armate, Gino Strada é in missione di pace, non quelli che dite voi. Non volete accettare che i militari sono li a difendere installazioni industriali (raffinerie)perciò quando qualcuno ci lascia le penne diventa un eroe… ma de che? Se vai a fare un lavoro che ti pagano 5000 euro al mese qualche rischio ci sarà pure,no? Allora se morire sul lavoro, a causa di rischi che conoscevi quando lo hai accettato, ti trasforma in un eroe mi aspetto funerali di stato per i dipendenti della Thyssen o dell’Ilva…
    Altro che comici, basta alle guerre e subito. PS__ non so se siano più tristi un libero pensatore (Grillo) ed un premio Nobel (Fo) oppure uno squallido satrapo pervertito che corre dietro alle minorenni e fa porcherie a destra e a manca per non finire in galera… (Berlusconi, tanto per essere chiari)

  12. La dignità te la devi
    La dignità te la devi conquistare con la credibiltà, con l’opportunismo pensi di essere furbo ma sei servo dei più forti.

  13. Comici e grillini
    I comici, secondo me, mettono in evidenza ed amplificano quelli che sono i desideri di certa sinistra, secondo la quale non conta la realtà, ma conta quella che loro pensano sia la realtà. Vi ricordate i commenti, i film gli sproloqui su Zapatero, Segolène Royale, il tifo per Obama il quale, una volta eletto ha continuato la politica estera del suo esecrato predecessore? Vi ricordate come, ad elezioni perse, hanno sbandierato che se ne sarebbero andati di corsa dall’Italia, salvo poi restare e fare un sacco di soldi?
    E i grillini…. con il dovuto rispetto, mi sembrano la reincarnazione dei talebani. Alla furia iconoclasta di questi ultimi, al loro cieco appiattimento su certe parti del Corano, hanno sostituito un’ iconoclasia più casereccia, più all’italiana. Per cui lotta intransigente per esmpio agli inceneritori che, guarda caso funzionano benissimo e sono accettati dovunque. Sono forse cretini, per i grillini, gli olandesi, i tedeschi, e gli altri che con i rifiuti inceneriti fanno soldi alle spalle dei napoletani? Evidentemente si, sono i grillini ad essere più intelligenti e civili. E poi lotta alla TAV che osa bucare le sacre montagne della Valsusa. E qui i cretini sono gli svizzeri, che di tunnel da più di 50 km ne hanno già scavati due? E il loro monolitico credere al profeta strillnte dove lo mettiamo? Ma mi facciano il piacere……

  14. @ Antonio -Lei dice: Se
    @ Antonio -Lei dice: Se l’Italia non partecipasse alle “missioni di pace” sarebbe tagliata fuori dalle decisioni che contano. Io non mi ero accorta che l’Italia contasse qualcosa.

  15. X Aloisio -Sono d’accordo.
    X Aloisio -Sono d’accordo. Cercare di smettere di fare gli ascari (con tutto il rispetto per gli Ascari) degli Americani e’ l’unica idea buona di Grillo. PS. Non sono pacifista.

  16. Dott. Di Palma, perché mai
    Dott. Di Palma, perché mai i nostri alleati a Foggy Bottom dovrebbero iniziare seriamente a preoccuparsi, visto che sono intenzionati lasciare l’Afghanistan prima di noi?

  17. x Cesare Tadiello
    Io non so di dove sia lei, ma immaginiamo che lei abiti in una vallata dove i paesi si sono sviluppatti tutti a ridosso dell’unica strada provinciale a 2 corsie (una per ogni senso di marcia, da 5/6 metri). Se adesso le dicessero che per 30 anni dei camion per il trasporto di terra faranno avanti e indietro giorno e notte incessantemente su quell’unica strada che attraversa anche il suo paese e magari le passa anche sotto il balcone, lei come reagirebe? Riesce ad immaginare il disagio, il rumore, le vibrazioni? Li ci sono pochi condomini moderni, la maggioranza sono case private ad un piano, magari non nuovissime, e le vibrazioni portebbero anche comprometterele gravemente.Se perizie asseverate riportassero la presenza di amianto ed uranio nelle montagne, e per forza di cose, con le operazioni di scavo, finissero per essere respirate da tutti, lei sarebbe d’accordo?
    Si sentirebbe un talebano? Questa é la situazione della ValSusa e io lo so perché è molto vicina a dove abito, non per sentito dire. Dovrebbe vedere la bellezza di Novalesa, di Vaie, di Sant’Antonino, di Avigliana, sono delle perle tra le montagne, se le vedesse capirebbe perché le persone sono disposte a lottare anche duramente per fermare la distuzione e mantenere la loro identità, altro che talebani. Lei, invece, dovrebbe parlare per esperienze vissute non per sentito dire come i pappagalli.__NO TAV per quelle zone é una scelta obbligata.

  18. Commento a “Soroco”: “Nuovo rinascimento etico”
    Il Commentatore “Soroco” ha evidenziato il nucleo del problema. Per la rinascita etica che profetizza impossibile, ci vorrebbe una riforma accademica dal di dentro: un ritorno *della* (non solo “alla”) buona retorica (ciceroniana/virgiliana). Difficile, ma non impossibile. I presupposti sono insiti nella natura umana. Nulla di piu’ servi’ a Dante Alighieri.

  19. Risposta ad Anonimo. Ma quale?
    L’articolo trova missive da quattro diversi interlocutori, che non si firmano. Non ho quindi l’onore di sapere a quale dei quattro devo la mia risposta. O forse si tratta sempre della stessa persona? Mi domando, perchè ci sia sempre reticenza a dichiararsi civilmente con le proprie generalità.
    O forse l’anonimo è il più anonimo di tutti, quel mascheratissimo Beppe Grillo di televisivo presenzialismo. Se fosse così, quale sommo onore per me.
    A parte queste quisquilie, affermo senza dubbio che i cretini sono gli svizzeri, ed argomento:
    Il tunnel di base del Gottardo è lungo 57 km. e si estende da Bodio, nel Ticino, ad Erstfeld, nel cantone di Uri. La conformazione delle valli interessate è assolutamente paragonabile. Sia nel Ticino, sia in Valsusa il fondovalle è stretto e già percorso da una strada statale, un’autostrada, una ferrovia preesistente. In entrambe le valli sono insediati ridenti paesini e comunità consolidate. In entrambe vi sono fabbriche, depositi, manufatti umani. Non vi è nulla, ma proprio nulla, che possa far dire che la Valsusa è oltremodo svantaggiata. In più in Svizzera la ferrovia percorrerà in valle e fuori dal tunnel un ben maggiore numero di chilometri. E allora? Il mio interlocutore scrive di strazio trentennale, di paesi storici deturpati. Ma gli svizzeri? Il tunnel è già stato forato, i milioni di tonnellate di roccia di risulta sono già stati trasportati altrove. Cosa è successo? Niente. Ma si sa, gli svizzeri sono un po’ sempliciotti…

  20. Ma quali missioni di pace…
    Sono un nuovo anonimo e motivo il mio anonimato con una ragione molto semplice: costringere l’avversario a considerare l’argomento e non la persona, evitando inutili polemiche. Trovo non degno di particolare interesse né l’articolo né il dibattito suscitato. Per me la questione è semplice: l’Italia è totalmente asservita, dall’epoca della sua disfatta bellica, agli Usa e quindi ad Israele. Chi non vuol vedere questa realtà o è stato totalmente istupidito da oltre mezzo secolo di lavaggio del cervello o è un colluso. Non vedo una terza spiegazione…

  21. il motivo degli anonimi é chiaro
    il sistema di forum di questo… ehmmm giornale? propone come nome utente del post “anonimo” e quindi se non lo si cambia quello rimane. Le soluzioni sono due o implementare un sistema di login non anonimo con user e password fornite dopo una registrazione, ed allora i commenti scenderebbero notevolmente, in quanto lo scrivere sul forum di questo … ehmmm giornale?, non giustifica lo sforzo di una registrazione con magari mail di conferma per verificare le credenziali, oppure implemntare un sistema automatico che al posto di “anonimo” proponga che so “lettore xyz” con un numero univoco (per gli assidui di questo … ehmmm giornale?, univoco significa “che sia diverso ad ogni messaggio”), come succede nei forum di altri giornali. Problema risolto.

  22. x Cesare Tadiello
    Guardi che svizzera ed italia non sono uguali, ne come legislature e neanche come orografia, se cerca le differenze su internet trova siti che gliele spiegano, cosa che non ho assolutamente voglia di fare io, ci vorrebbe troppo tempo e dovrei, visto l’elemento, ripetere le cose più volte. Però un consiglio glielo voglio dare: prima di sparare c@xxate su cose che non conosce, si documenti, rischierà di farsi credere intelligente, cosa che non credo le capiti molto spesso.____PS spero che inizino a scavare un tunnel trentennale nel suo giardino, con tanti auguri.

  23. Anonimato e oscenita’
    E’ mia esperienza che “commentatori” che scelgono di celare il proprio nome (qualunque sia la loro professata scusa) siano i piu’ propensi a scrivere oscenita’. E l’anonimato e l’oscenita’ (entrambi sintomi di perdita di personalita’) sono una loro scelta che intacca la credibilita’ di qualunque loro intervento.

  24. Sull’anonimato
    In risposta ad alcuni commenti. Io di oscenità o di illegalità non ne ho scritto e non ne scrivo: non mi divertono. Inoltre, scegliere fra Anonimo ed un nome di fantasia non passa molta differenza. Scegliere e certificare il proprio nome, significa affollare i tribunali, dovendone rispondere anche la Direzione, se pubblica un commento gravemente offensivo verso terzi. Ritengo che sia un efficace rimedio ai difetti del sistema la scelta dell’Anonimato, per costringere ogni contradditore a misurarsi sugli argomenti e non dare sfogo alla polemica. Nessuno mi paga (assicuro) per intervenire qui e se anonimello desidera restare solo con la sua vacuità potrei accontentarlo. Ogni commento è moderato e chi dirige la baracca può regolarsi come meglio crede e quindi non pubblicare le oscenità. La legge e la giurisprudenza fissano delle regole al riguardo: pertinenza, continenza, veridicità. La mia personale esperienza è che buona parte dei siti che hanno uno spazio commenti ha dei filtri di natura ideologica: se vanno nel senso voluto, allora passano. Se remano contro, non passano. Quale sia la natura ideologica de l’Occidentale ed in particolare di Loquenzi mi è ben chiaro. Poiché lui è pagato e credo anche altri lo siano, è lui che ci guadagna dai miei commenti che spesso superano di gran lunga gli articoli. Io che sono un autolesionista perdo solo il mio tempo regalando perle ai porci, secondo il racconto evangelico. Quanto agli abituali avventori, beh… non mi si faccia dire! Saluti.

  25. Sulla natura dei Forum
    Se si tratta di opporre ad un articolo – dove in calce si trovano commenti di ordinaria irrilevanza (bene, bravo, vai avanti, saluti a casa, oppure: fai schifo) – annotazioni in funzione del proprio tempo e delle proprie pulsioni, lo spazio è appunto quello destinato ed i commenti riguardano principalmente chi ha scritto l’articolo, se ha interesse a sapere le reazioni suscitate dalla propria scrittura. In nessun caso i commenti possono essere intesi come un “dialogo” fra chi non sa chi è l’altro. Quindi, se si leggono i commenti è perché chi legge l’articolo può essere interessato a leggere anche le reazioni (autentiche e non falsate o pilotate) al testo pubblicato, non all’altro commentatore o avventore di una osteria virtuale. Altro caso (e qualche volta mi è capitato) è che il commento sia di una rilevanza tale da non giustificarsi la sua posizione nello spazio commenti. Quindi viene estratto dalla Redazione che ne fa un articolo a parte, di evidenza grafica e sostanziale non inferiore al testo dell’articolista… Chi non capisce questo, capisce poco sul senso e sull’uso utile della rete…

  26. Un ramoscello d’ulivo all’Anonimo
    Allo strenuo difensore dell’Anonimato offro oggi un ramoscello d’ulivo. In questa settimana che ha avuto la festa de papà, il giorno della felicità (secondo l’Onu) il primo giorno di primavera e, domenica prossima, le Palme non si può non essere buoni e magnanimi.
    Ti invito, caro Anonimo, a rinfoderare la spada ed accettare un cordiale “shake hands”. Possiamo tutti andare d’accordo, negri e bianchi, fascisti e comunisti, grassi Ferrara e stecchini Fassino, Balotelli e l’intelligenza. Con un po’ di buona volontà ci possiamo riuscire tutti.
    A Te Anonimo un solo piccolo suggerimento: io posso semz’altro essere uno sparacazzate, un ignorante, un difensore del mio orticello, ma questo non Ti dovrebbe autorizzare a disprezzare questo giornale (potresti anche fare a meno di leggerlo!) il suo direttore “pagato e filtratore di opinioni” e potresti anche fare a meno di considerare di infimo livello l’intelligenza dei suoi lettori. O no?

  27. Una aggiunta…
    io non leggo questo giornale, che disprezzo globalmente da quando esiste… Io leggo tutta la Rete, dove con un clic si passa da una pagina all’altra… L’unico vero e serio problema è se vale il mio tempo, o quanto vale il mio tempo, ma questo è affar mio e solo mio… Se poi qualcuno vuole il mio nome e cognome, indirizzo, ecc. e se vuole pure un appuntamento, me lo faccia sapere in privato…

  28. Una aggiunta…
    io non leggo questo giornale, che disprezzo globalmente da quando esiste… Io leggo tutta la Rete, dove con un clic si passa da una pagina all’altra… L’unico vero e serio problema è se vale il mio tempo, o quanto vale il mio tempo, ma questo è affar mio e solo mio… Se poi qualcuno vuole il mio nome e cognome, indirizzo, ecc. e se vuole pure un appuntamento, me lo faccia sapere in privato… Di Olivi ne possiedo poi abbastanza e no mi serve un ramoscello…

  29. X Ominona
    Se il non cambiare “anonimo” può essere sintomo di pigrizia o di menefreghismo, il cambiario per scrivere “anonimo” al contrario e’ solo sintomo di demenza…

  30. Anonimo, che splendida prontezza..
    .. di riflessi. Ci hai messo 5 giorni 11 ore e 10 minuti per accorgerti che “ominona” non è altro che il palindromo di “Anonimo”!! Congratulazioni vivissime!! l’Italia ha bisogno di menti così sveglie e personalità così ferree, anzi, rocciose! Così incrollabili nelle loro certezze!!
    Ma, sta’ attento, perché mi fai venire in mente quella vecchia freddura che recita:
    A: solo gli imbecilli non cambiano mai parere…
    B: ma nei sei sicuro?
    A: Io? Sicurissimo!

    Ciao.

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