Tronca: “2500 Vigili in Abruzzo, questa tragedia mi ricorda l’Irpinia”

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Tronca: “2500 Vigili in Abruzzo, questa tragedia mi ricorda l’Irpinia”

07 Aprile 2009

La tragedia dell’Abruzzo gli ricorda quella dell’Irpinia col terremoto che, anche allora, spazzò via interi paesi seminando morte tra la popolazione. A L’Aquila e nei centri piegati dal sisma, da trentasei ore lavorano senza sosta i “suoi” uomini: 2500 vigili del fuoco  arrivati da tutt’Italia. Il prefetto Francesco Paolo Tronca dirige il Dipartimento dei  Vigili del Fuoco da quattro mesi e da lunedì notte anche il Comitato operativo istituito nel quartier generale della Protezione Civile.

E’ in contatto costante con il sottosegretario Guido Bertolaso, capo della Protezione Civile nominato commissario per l’emergenza terremoto, che in Abruzzo sta guidando la macchina dei soccorsi e il piano di interventi previsto per catastrofi di questo genere. Da Roma il prefetto Tronca coordina le attività di soccorso, dall’invio di unità cinofile e strumenti tecnologici all’avanguardia impiegati nella ricerca di sopravvissuti ancora imprigionati tra le macerie, allo smistamento di tendopoli e strutture per garantire alloggi agli sfollati, alla predisposizione di mezzi per rimuovere le macerie e ripristinare condizioni di vita, per quanto possibili, vicine alla normalità.    

  “Sono state inviate in Abruzzo migliaia di tende per garantire assistenza alla popolazione colpita dal sisma e sono ben ottocento i volontari impiegati nelle operazioni di allestimento; in altre parole una immensa catena di montaggio che lavora incessantemente per rispondere alle esigenze dei cittadini che hanno perso le loro case”, spiega Tronca mentre osserva la grande mappa della regione abruzzese dove sono segnati i centri colpiti e i numeri dell’imponente macchina dei soccorsi che impegna settemila persone: oltre ai vigili del fuoco, sono mille gli uomini dell’esercito e delle forze dell’ordine che presidiano il territorio così come i volontari dislocati nei punti raccolta dove sono stati allestiti presidi sanitari, strutture per preparare pasti o distribuire generi di prima necessità.

“In questo momento – spiega Tronca – sono due gli obiettivi che ci impegnano: l’organizzazione delle attività di soccorso e la pianificazione degli interventi di assistenza alla popolazione. Lavoriamo con grande determinazione per far fronte ad una situazione grave e straordinaria, con la massima concentrazione rispetto alle cose da fare”.

Non molla un minuto i “suoi” in Abruzzo e di fronte a tragedie di questa portata c’è una cosa che lo colpisce in modo particolare: “Il senso del dovere, dello Stato e lo spirito di abnegazione e la grande generosità nei confronti dei cittadini. Ancora una volta il corpo nazionale dei vigili del fuoco ha dimostrato l’elevato livello di professionalità che ne caratterizza l’impegno quotidiano a servizio della collettività”.

Squilla il telefono, la conversazione si interrompe: c’è da affrontare l’ennesimo briefing con l’Aquila e i “suoi” uomini.