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Trump-Biden, sfida a distanza in tv. Il presidente: se rivinco, l’economia migliorerà ancora

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Il Town Halls meeting, un dibattito indiretto sul modello civico di domande poste da cittadini, tra Trump e Biden, si è concluso, sulle due reti rivali: la Nbc, da Miami, per il presidente, la Abc, da Filadelfia, per lo sfidante democratico. Con un Trump quasi sempre interrotto da Savannah Guthrie, da un lato, e il solito Biden, dall’altro, compassato. Un evento verificatosi dopo il rifiuto di Biden di confrontarsi con Trump direttamente, a causa dell’infezione, da cui il presidente è subito guarito, da coronavirus, e quello di Trump in un confronto a distanza. In scena, è andato il solito copione, per Trump, con Guthrie della Nbc che gli ha chiesto della sua esperienza con il coronavirus e sulle sue vicende fiscali, nonché delle questioni come l’assistenza sanitaria, della Corte Suprema e della questione sulla presunta “supremazia bianca”, con botta e risposta veloci e decise da parte di Trump, che ha ribattuto punto su punto. Anche sul movimento, QAnon, considerato di estrema destra, che Trump né condanna, né esalta. Questa volta, però, a differenza del primo faccia a faccia, si è parlato anche di politica estera, con l’ex vice presidente Biden, ai tempi dei due mandati di Obama, costretto ad ammettere che Trump, seppur senza «un piano di politica estera coerente», sempre secondo Biden, almeno un «un po’ di credito, ma non molto» sull’argomento l’ha meritato. Anzi, Biden si è complimentato con il presidente per il recente accordo sul Medio Oriente, gli Accordi di Abramo, pur aggiungendo che gli Stati Uniti ora sono più isolati e meno sicuri sotto la guida di Trump. «Nel mondo, adesso non hanno molta fiducia di noi” (We’re not very well trusted around the world), ha detto Biden, per poi aggiungere che Trump ha scambiato delle lettere con il leader nordcoreano Kim Jong Un, sottolineando il suo rapporto con il presidente russo Vladimir Putin come prova che la politica estera di Trump sia sbagliata. Biden ha anche annunciato che se dovesse succedere a Trump alla Casa Bianca introdurrà tasse più alte per i ricchi, proponendo una netta giravolta sulla sua posizione relativa al fracking, la produzione di petrolio attraverso la frattura della roccia, da cui il gas di scisto. Sono giorni, infatti, che le tv americane, specialmente la Fox, stanno riproponendo interviste a Biden in cui dichiara recisamente la sua opposizione al fracking. Ma ora ha rovesciata la prospettiva, dichiarandosi favorevole, per non perdere l’elettorato, soprattutto in Ohio.

L’ex vice di Obama ha anche rimarcato che, se dovesse vincere, a seconda di ciò che deciderà il Senato, per quanto riguarda la nomina del giudice Barrett, farà in modo di riformare la Corte Suprema. E se le domande, a Biden, sono state poste da George Stephanopoulos della Abc, sempre con il garbo dovuto, Trump è stato intervistato con una certa supponenza da Guthrie. Come quando gli è stata chiesta la sua opinione sull’aborto. Su questo, Trump ha rifiutato di dire qualcosa sulla storica sentenza Roe versus Wade, ribaltata dalla Corte suprema, e poi ha ripetutamente rifiutato di dire ciò che vorrebbe che la Corte suprema decidesse, poiché ha ricordato che la propria opinione potrebbe influenzare la candidata Barrett, se fosse confermata. Ma Trump ha anche accennato al fatto che una sua dichiarazione avrebbe un effetto sulle elezioni. «Le sto dicendo – ha scandito – che non voglio dire nulla per influenzare nessuno».

Trump poi non ha svicolato sull’inchiesta del New York Times, in cui è emerso un debito delle sue aziende e imprese di circa 400 milioni di dollari. Somma che il presidente non ha negato e che ha definito «noccioline», se considerate di fronte al suo patrimonio netto. Alla domanda, poi, sul perché l’elettorato dovrebbe dare di nuovo fiducia a Trump, il presidente ha risposto di aver «fatto un ottimo lavoro. Prima del virus avevamo l’economia più forte del mondo. E ora siamo ad una svolta – ha fatto notare – in quanto presto avremo i vaccini e perché la nostra economia è forte. Siamo a un livello di occupazione come mai prima e abbiamo rilanciato l’apparato militare, oltre ad aver ridefiniti i nostri confini, che prima non avevamo». Poi, ha proseguito Trump, «abbiamo attuata la più grande riduzione delle tasse nella storia del nostro paese e la più grande riduzione delle normative, che è altrettanto importante. E abbiamo creato nuovi livelli di posti di lavoro che nessuno pensava fosse possibile. E il prossimo anno sarà migliore».

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