Turchia. Processo per terrorismo a 151 esponenti curdi

Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

Turchia. Processo per terrorismo a 151 esponenti curdi

18 Ottobre 2010

Si è aperto oggi in un tribunale di Diyarbakir, in Turchia, il processo a 151 esponenti curdi accusati di legami con i ribelli che da 26 anni si battono per la creazione di uno Stato curdo indipendente sul territorio turco.

Dei 151 imputati, 103 sono in stato di detenzione, mentre dei 48 in stato di libertà sono oggi presenti in aula solo 18 tra i quali il sindaco di Diyarbakir, Osman Baydemir, e quello di Sun, Abdullah Demirtas. Agli accusati viene contestato di avere legami e dare sostegno logistico e finanziario all’Unione delle associazioni del Kurdistan (Kck), a sua volta accusata di terrorismo e di complicità con il Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk), movimento di lotta armata considerato un gruppo terroristico non solo da Ankara ma anche dagli Usa e dall’Ue.

Vari analisti considerano questo processo una sorta di banco di prova per i militanti curdi soprattutto alla luce di una recente iniziativa avviata dal governo di Ankara nel tentativo di risolvere la cosiddetta "questione curda", appunto la sanguinosa lotta armata lanciata dal Pkk nel 1984 e che sino ad oggi ha fatto oltre 40.000 morti.

La pubblica accusa ha chiesto pene varianti dai cinque anni all’ergastolo per reati che vanno dall’appartenenza ad una organizzazione terroristica all’attentato all’unità dello Stato, alla diffusione di propaganda terrorista.