Turismo. La crisi non colpisce le mete religiose
09 Aprile 2009
di Angela Sozio
La crisi e il maltempo hanno finora bloccato la voglia degli italiani di partire per le prossime vacanze pasquali e per i ponti del 25 aprile e del 1 maggio.
O meglio, la voglia di partire non manca , ma i timori legati alla recessione, le piogge degli ultimi mesi e il freddo non hanno invogliato gli italiani a recarsi nelle agenzie per prenotare i soliti “viaggi a prezzi economici”.
Ad avvalorare la statistica mensile redatta delle numerose agenzie di turismo presenti su tutto il territorio italiano è la percentuale che l’Assotravel (Associazione nazionale delle agenzie di viaggio e turismo aderenti a Confindustria, a Federturismo e a Federexport) ha reso nota oggi e che mette in evidenza il drastico calo delle prenotazioni,circa a 20/25% in meno rispetto al dato del 2008.
“E’ come se tutto fosse sospeso” spiega Francesco Granese direttore dell’Assotravel.
La calma quasi apparente delle prenotazioni in “anticipo” lascia il posto ai tanto ricercati “last minute” che spesso toccano mete sempre più a basso costo, come Egitto, Marocco,Tunisia e Canarie. Ad essere penalizzate dai recenti dati negativi sono le nostre regioni meridionali con infrastrutture – non del tutto adeguate – e dei numerosi disservizi (organico dei dipendi inferiore alla norma e mancanti impianti di riscaldamento).
Il popolo dei turisti” sceglie invece mete dell’Italia del centro-nord e soprattutto con destinazioni religiose. La Basilica di San Marco a Venezia, seguita dal Duomo di Milano e dalla Basilica di San Pietro rappresentano le tappe sacre del Belpaese più apprezzate secondo la top ten stilata da TripAdvisor la più grande e rinomata community di viaggiatori al mondo, che ha selezionato le dieci attrazioni religiose più popolari dello Stivale in base ad un indice di popolarità e agli algoritmi evidenziati dai vari proprietari delle strutture alberghiere per misurare il livello di gradimento dei turisti.
A confermare l’unico dato crescente del settore turistico è la Borsa del Aurea 2008 (che regola gli andamenti delle quotazioni dei luoghi di fede) che con ben 330 milioni di turisti della fede ha generato un giro d’affari che si aggira intorno ai 18 miliardi di dollari, risollevando in parte il drastico calo delle prenotazioni.
Anche il centro studi del Cidec, la Confederazione Italiana degli Esercenti Commercianti, ha effettuato uno studio campione delle imprese turistiche italiane, confermando non solo i dati dell’Assotravel ma sottolineando coma la bassa presenza di turisti negli esercizi specializzati nella vendita dell’ abbigliamento abbia lasciato spazio a incassi record nelle attività che commercializzano oggetti sacri.
L’unica alternativa in grado di poter viaggiare sullo stesso binario e con ricavi paragonabili al sacro è lo sviluppo che le regioni cercano di dare ai cosiddetti “percorsi enogastronomici” di qualità, i quali con una semplice vacanza e nell’ambito di una offerta non esosa rappresentano un’alternativa valida anche per il turista più esigente.
Tra il sacro, il profano e la gola il bilancio turistico annuale chiude l’esercizio economico del 2008 con una drastica perdita, in attivo solo le statuette di Gesù, le Madonnine ed infine in percentuale minima le piccole strutture a conduzione familiare, “gli agriturismi”, i quali con un budget che si aggira intorno ai 25/30 euro al giorno offrono garanzie di ospitalità con servizi e qualità ma a basso costo.
