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Tutti parlano dello “scherzetto” a Trump e nessuno dell’annuncio di mezzo milione di nuovi posti di lavoro

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In forma, e con alcuni tratti del programma politico ben delineati, il presidente Trump è tornato sulla scena della campagna elettorale, per la prima volta da marzo, dopo l’inizio dell’emergenza sanitaria da coronavirus, lanciando un messaggio chiaro sulla tenuta dell’ordine pubblico e mettendo in guardia contro l’attacco, come lo ha definito,  alla “nostra eredità”,  mentre le proteste contro la polizia, come risposta alla morte di George Floyd, l’uomo ucciso da un agente nelle settimane scorse, a Minneapolis, in occasione di un controllo, andavano avanti.

In un discorso di un’ora e 41 minuti sabato sera, a Tulsa, in Oklahoma, davanti a una folla meno numerosa del previsto – 6.200 persone, secondo i vigili del fuoco – per via dei timori della pandemia da Covid, Trump ha incalzato Joe Biden, il possibile  candidato democratico alla Casa Bianca alle prossime elezioni presidenziali di novembre, giudicato molto  debole di fronte alle violenze dei manifestanti che si autodefiniscono antirazzisti. «Si inchinerà sempre alla folla arrabbiata e non proteggerà mai te o la tua famiglia», ha detto Trump, riferendosi all’ex vice presidente degli Stati Uniti, ai tempi del doppio mandato di Obama. Poi Trump, deciso, ha più o meno aggiunto: «Quando vedi quei pazzi per le strade, è dannatamente bello prendere le armi». Il senso sarebbe che alla violenza delle devastazioni, occorre rispondere con la forza dello Stato.

Tutto intorno al palazzetto in cui è intervenuto Trump, il centro Bok – che il presidente si auspicava pieno, ma così non è stato anche per l’”inganno” di giovani attivisti, che avevano falsamente  inviate numerose richieste di partecipazione – è infatti accaduto che la polizia, per disperdere i facinorosi che protestavano contro i sostenitori del presidente, è stata costretta a sparare una sorta di agente chimico nella folla, causando tossi e lacrime. È successo quando i vandali hanno circondato  diverse macchine della polizia e un autobus pieno di membri della Guardia Nazionale. In più, si sono viste delle risse e dei pugni volare: il tutto, tra i canti di “Peace”! Anche se poi la polizia di Tulsa ha affermato che le proteste fuori dall’arena sono state in gran parte pacifiche.Trump, che anche nei sondaggi della Foxè dato dietro a Biden– come d’altronde lo era nei confronti di Clinton, quattro anni fa – ha  invocato, di nuovo, come sta facendo da giorni, il volere della “maggioranza silenziosa”, impegnandosi a sostenere posizioni rigorose sull’immigrazione. Ha criticato poi i giocatori che si mettono in ginocchio, per omaggiare Floyd, durante le partite della National Football League,  e ha chiesto di mettere in galera coloro che bruciano la bandiera americana.

Gran parte del discorso lo ha visto impegnato sulla recente sentenza della Corte Suprema, che ha stabilito la validità della permanenza dei cosiddetti “dreamers”, i bambini immigrati illegalmente sul suolo americano, contro la volontà di Trump, che voleva cancellare Il Daca, il dispositivo del suo predecessore che, appunto, regolarizza la permanenza dei piccoli stranieri. Trump ha poi  parlato della riduzione  dei test per il coronavirus, per poi virare sui temi economici, il suo cavallo di battaglia, visto l’ottimo andamento Usa prima del “virus cinese”.  «Siamo stati l’invidia del mondo. E poi è arrivata la peste», ha osservato Trump.  Ora «andremo su, su, su», ha aggiunto. Il tutto mentre centinaia di manifestanti si erano radunati  fuori dal perimetro di sicurezza che circonda l’arena, occupando  un angolo della strada, bloccando il traffico e  urlando  “Black Lives Matter” e “Defund the Police”, la vita dei neri conta e togli i fondi alla polizia. Qualcuno è stato arrestato, mentre membri della Guardia Nazionale sono arrivati sulla scena quando  i sostenitori di Trump stavano cantando “Altri quattro anni” a Washington. Trump ha poi trovato il tempo anche di parlare della sua salute, visto che nei giorni scorsi qualcuno aveva fatto notare una mano tremolante mentre sorseggiava da un bicchiere e poi un passo più lento del solito nel camminare. «Sono stato sul palco per ore», ha ricordato, riferendosi al fatto di West Point, rammentando che il sole,  fuori, lo aveva cotto «come una torta». Quindi ha dovuto spiegare, nel criticare le informazioni diffuse dai media americani, i quali hanno speculato  sulla sua salute, che aveva indossato delle scarpe con il fondo di cuoio e che non c’erano ringhiere, mentre stava scendendo dalle scalette del palco. E poi che ha usato due mani per sollevare un bicchiere d’acqua sulle labbra, buttando poi giù il bicchiere che teneva sul palco,soltanto per esultare con una certa foga. Trump, tuttavia, al di là del suo intervento a Tulsa, potrebbe firmare un ordine, al più tardi lunedì prossimo, in cui vieterà  temporaneamente ai nuovi immigrati una lista di visti basati sull’occupazione, incluso l’H-1B, usato dai lavoratori altamente qualificati, per giungere negli Stati Uniti nel periodo della pandemia da coronavirus.

Una mossa, quella di Trump, volta a salvaguardare  i posti di lavoro per i disoccupati americani. Le nuove restrizioni, che dovrebbero durare fino alla fine dell’anno, si estendono al divieto temporaneo di immigrazione introdotto da Trump in aprile. Si calcola che i divieti di viaggio impediranno a circa 525.000 persone di entrare nel paese fino alla  fine del 2020, tra cui 170.000 possessori di green card a cui è stato proibito di venire negli Stati Uniti da aprile. Inoltre, si stima  che la nuova disposizione ridistribuirà circa 500.000 posti di lavoro agli americani senza lavoro in quella che viene  descritta come una “prima ripresa dell’America”.

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