Home News Tutto esaurito a Chieti, il Pdl chiude la campagna elettorale in Abruzzo

Un gruppo coeso. Parlano Di Stefano, Piccone, Quagliariello, Chiodi

Tutto esaurito a Chieti, il Pdl chiude la campagna elettorale in Abruzzo

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CHIETI - C'è tanta gente al SuperCinema per la manifestazione regionale che chiude la campagna elettorale del Pdl in Abruzzo. A dimostrazione che il partito c'è, è vivo, i militanti e i sostenitori hanno voglia di farsi sentire e di ascoltare i loro canditati. Intervengono tutti i big del partito, in un tripudio di applausi e manifestazioni di affetto che spiegano perché lo slogan scelto per questa campagna, "l'Abruzzo si distingue", alla fine si è rivelato giusto. Un risultato che tende a relativizzare quello dell'antipolitica che altrove, intanto, riempie Piazza San Giovanni.

Aprono i coordinatori regionali, i senatori Filippo Piccone e Fabrizio Di Stefano, in corsa per Camera dei Deputati. "Ieri come oggi c'è un valore da cui non si può prescindere," dice Di Stefano, "la dignità nazionale. Siamo fieri della identità che ci unisce". E' un intervento teso a recuperare fino in fondo il legame valoriale fra la classe politica e il territorio della quale è espressione. "Viviamo in una terra che respira religiosità, la nostra cultura è impregnata di questi valori".

Il senatore Piccone è pugnace come al solito quando si chiede: "Se è vero che il padre della discesa dello spread è stato Mario Monti come mai tutti gli indicatori economici sono rimasti orfani?" e non si può dargli torto, il governo che se ne va lascia un quadro macroeconomico con dei dati peggiorati cominciando dalla disoccupazione.

"Il federalismo fiscale sarebbe stata la vera riforma economica per il nostro Paese," riflette Piccone ricordando la grande riforma che avrebbe dovuto rendere più responsabili le Regioni ma che poi sembra essersi arenata. "Era l'unico modo per incidere davvero sulla nostra economia" e invece "Monti lo ha messo nel cassetto scegliendo altre strade". Poi il passaggio sul programma presentato da Silvio Berlusconi agli italiani: "La restistuzione dell'IMU e la riforma di Equitalia sono due diritti che gli imprenditori italiani meritano dopo quest'anno di tecnici".

"L'Abruzzo è una Regione importante," dice ancora il coordinatore regionale del Pdl, "Dal 2006 ad oggi le cose sono cambiate profondamente. Prima dovevamo vergognarci, con la sinistra abbiamo rischiato il default, ma adesso siamo orgogliosi di rivendicare le nostre origini e questo è un merito del buongoverno di centrodestra. Non ci sono stati scandali nella nostra Regione. Siamo stati gli unici ad abbassare le tasse". Il cinema risponde con convinzione quando si parla di fisco e delle tasche dei cittadini.

Poi tocca a Gaetano Quagliariello, vicepresidente vicario dei senatori del Pdl, capolista in Senato dopo Silvio Berlusconi. "E' stata una campagna elettorale difficile", spiega, il pubblico ascolta, "partita in un modo un po' freddo ma che si è progressivamente scaldata trovando nuova forza e vigore". Quagliariello riconosce al Cavaliere il merito di aver rivitalizzato l'elettorato moderato e le diverse anime del partito: "E' riuscito ancora una volta ad interpretare la radice profonda del nostro Paese, quella maggioranza silenziosa che adesso ha preso coraggio e dice voglio vincere, voglio guidare questa Nazione".

La centralità della persona umana è il perno del pensiero di Quagliariello, "se non ridiamo speranza e respiro alla persona umana l'economia non si rimetterà in moto". Il senatore ricorda i diversi passaggi della campagna elettorale degli avversari: "Il Pd ha prima provato a congelarla ma poi è scoppiato lo scandalo di Mps. Devo dire che", continua parlando della magistratura, "il 'buco' di Monte Paschi è stato trattato in modo esemplare dalla procura senese. Massimo riserbo, niente fughe di notizie. Tutto il contrario di quello che è accaduto a Milano con i processi a Silvio Berlusconi".

Infine, la stoccata a Monti, "La nobiltà in politica è togliersi alcuni titoli piuttosto che appuntarseli al petto" e l'abbraccio ideale agli elettori, "La classe politica che abbiamo al governo in Abruzzo ha migliorato la politica. Oggi questa Regione è un modello".

Chiude il presidente della Regione, Gianni Chiodi. Dalla sua ha i riconoscimenti ottenuti negli ultimi mesi dalla stampa nazionale, in materia fiscale, nei tagli ai costi della politica, nel contenimento della spesa sanitaria. "Sembrava che il Pdl avesse iniziato questa campagna elettorale in una situazione disperata" esordisce, "ma oggi abbiamo dimostrato di essere vivi e vegeti e che abbiamo lo stesso entusiamo di sempre". Gli elettori nel cinema gli danno ragione, a sentirli.

"Dobbiamo ridurre le tasse, recuperare il principio di autorità. Noi crediamo nel lavoro e nella nobiltà del lavoro, vogliamo recuperare il principio della responsabilità individuale. Per noi la politica è buonsenso più che una ideologia". E' la definizione di un programma che passa attraverso "la riduzione del debito pubblico, la difesa della vita, il diritto all'educazione e alla libertà d'insegnamento". 

Se la stampa locale fino a ieri descriveva un'attesa timorosa del voto di domenica e lunedì, la manifestazione conclusiva del Pdl a cui abbiamo partecipato dimostra invece uno spirito vitale, una capacità di attrarre consenso, che, nonostante tutto, riempie il cuore degli elettori e ridà fiducia a questa classe dirigenta. Verrà il tempo dei riequilibri interni, si riapriranno le trattative dopo il "caso Pescara", ma oggi quello che abbiamo davanti è un gruppo coeso, cosciente dei suoi risultati, pronto a mettere in atto il suo programma di governo.

[Domani l'Occidentale Abruzzo trasmetterà su YouTube il video integrale della Manifestazione di chiusura della campagna elettorale del Pdl a Chiedi. Guarda, commenta, condividi]

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1 COMMENT

  1. Io personalmente, non ho
    Io personalmente, non ho potuto partecipare a nessuna delle manifestazioni di chiusura della campagna elettorale del PDL. Avevo impegni di lavoro che mi hanno costretta ad andare fuori Roma. Ma sono rimasta molto colpita dall’entusiasmo e mi sono sentita coinvolta ugualmente. Bellissimi tutti gli incontri e stupendi gli interventi in Abruzzo. Io, ho una pena nel cuore, che vorrei manifestare. Non so se opportuna!!! Sono molto preoccupata dei consensi di Grillo. Ritornando al passato storico, mi viene in mente come in una Germania in profonda crisi, un uomo, da “barbone” è diventato un leader sanguinario e nessuno in Europa e nella stessa Germania è stato capace di individuarne la problematica, preventivamente. I risultati di ciò, fanno parte, purtroppo di una pagina oscura della nostra civiltà. Forse sono troppo allarmista, ma io sento nel cuore un pericolo. Quando la demagogia sostituisce competenze e meriti, un po’ di paura bisogna averla o forse un po’ di preoccupazione. Cordialmente Mariateresa Bove

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