Uccise moglie e figlia. Sopravvissuta 13enne: “Sia fatta giustizia”

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Uccise moglie e figlia. Sopravvissuta 13enne: “Sia fatta giustizia”

14 Ottobre 2010

"Lui deve rimanere in carcere, questa perizia psichiatrica non si deve fare e anche se si fa non esce niente perché non è pazzo. Deve essere fatta giustizia e basta. Per mia mamma e per mia sorella". Lo afferma la figlia tredicenne di Carmelo Sanfilippo, l’uomo di 48 anni che il 26 ottobre del 2009 ha ucciso a coltellate la moglie e l’altra loro figlia di otto anni nella loro abitazione nel popoloso rione San Giorgio a Catania.

La ragazzina, ferita durante la furia omicida del padre, contesta la decisione del giudice di Catania di disporre una visita psichiatrica sull’imputato per verificare se nel momento in cui ha ucciso la moglie e la figlia era in grado di intendere e volere. "Mi diceva chiama l’ambulanza, chiama l’ambulanza – ricostruisce la tredicenne in un’intervista a News Mediaset – digli che ‘mio papà ha fatto male alla mamma e sta morendo’. E intanto sentivo mamma che gli gridava ‘fermo io ti amo, ti amo’ e lui non le credeva. ‘Non è vero, le diceva, e ancora continuava…’ ".

"A un certo punto, mi insegue intorno al tavolo e poi mi spinge verso il muro – ricorda la ragazzina – cerca di colpirmi. Io mi difendevo dandogli calci ma poi lui mi ha soffocato. Gli dicevo: ‘ma noi ti vogliamo bene perché fai questo ?’, e lui zitto".