Ue, 78 giorni dopo Letta punta tutto sulla unione politica
12 Luglio 2013
di Redazione
"Sono 78 giorni che ci siamo", dice Enrico Letta, "E’ quasi una vita ma è poco tempo". Il premier parla durante il ricevimento ll’ambasciata di Francia a palazzo Farnese, a Roma. Nella mattinata di ieri, Letta aveva messo in guardia dai "protagonisti vocianti" di questi giorni, "che cercano l’immediato consenso per cose effimere", per "un titolo di giornale o l’apertura di telegiornale" sottolineando "la necessità di fare le cose perché si devono fare, non per avere un risultato immediato". Poi il premier ha aggiunto: "L’obiettivo dell’unione politica europea sarà il più importante per il semestre di presidenza italiana. Il 2014 può essere decisivo". Ed effettivamente è questa la grande scommessa del Governo sostenuto dalla strana maggioranza. Falchi e condor possono volare minacciosi sull’esecutivo, i grilli togliersi la giacca e fare caciara al question time, il Pd firmare lettere e il Pdl fermare i lavori delle Camere, ma se Letta otterrà altri risultati dopo quello strappato al Consiglio europeo, se, come si diceva, l’Italia – non da sola – riuscirà a far valere la sua visione di una nuova Europa, proprio durante il nostro semestre di presidenza, se quindi la Ue rappresenterà una opportunità, innanzitutto economica, per l’Italia, allora questo Governo potrebbe durare davvero molto di più del previsto.
