Ue a Italia, squilibri eccessivi. Napolitano chiede crescita e lavoro

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Ue a Italia, squilibri eccessivi. Napolitano chiede crescita e lavoro

Ue a Italia, squilibri eccessivi. Napolitano chiede crescita e lavoro

06 Marzo 2014

Bruxelles non perdona. L’Italia ha degli "squilibri macro-economici eccessivi" che tengono ancora fuori dal club dei virtuosi il nostro paese. Nelle raccomandazioni della Commissione europea, ne usciamo al livello di Croazia e Slovenia, mentre la Spagna sembra aver messo in opera le ricette giuste. Per l’Italia, debito pubblico, poca competitività e produttività del lavoro limitata sono le cause della retrocessione, mentre abbiamo bisogno di una crescita sostenuta del Pil nel lungo periodo. Per Bruxelles, sono "obiettivi difficili" da raggiungere per il nostro Paese, progressi sono stati fatti e il commissario Ue all’Economia, Olli Rehn, "incoraggia il nuovo governo italiano a portare avanti urgentemente le riforme per rafforzare la crescita e la creazione di posti di lavoro". A Bruxelles rispondono il capo dello Stato, Napolitano, convinto che rispetto dei conti e ripresa della crescita si possono anzi si devono tenere insieme "per ricreare fiducia nell’Europa". Per Napolitano, il prossimo semestre europeo avrà come obiettivo la crescita della occupazione specialmente giovanile e l’elemento che più caratterizza la crisi europea. Secondo il premier Renzi sono numeri "duri" che rendono chiaro perché bisogna "cambiare verso". Secono il ministro della economia, Padoan, "Il monito di Bruxelles è severo ma in linea con quello che pensiamo noi". Problemi che l’Italia vive da tempo e che possono essere risolti facendo ripartire l’occupazione.