Ue. Consiglio dimezza aumento budget 2010 chiesto da Commissione

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Ue. Consiglio dimezza aumento budget 2010 chiesto da Commissione

12 Agosto 2010

Il Consiglio europeo ha approvato oggi una proposta di bilancio Ue per il 2011 che di fatto dimezza le richieste di aumento avanzate dalla Commissione, per fare fronte alle sfide aperte dalla crisi e dalle accresciute compentenze di Bruxelles dovute all’entrata in vigore del Trattato di Lisbona.

L’esecutivo Ue aveva chiesto ad aprile un bilancio da 130 miliardi di euro, pari ad un incremento del 5,7% rispetto a quello stanziato per il 2010. A cui gli stati membri, che hanno dovuto adottare misure di austerità a causa della crisi, hanno risposto picche, riducendo al 2,9% l’aumento della spesa, pari a tagli per circa 3 miliardi di euro. Tra questi, il ‘no’ all’aumento salariale dell’1,85% previsto dai regolamenti Ue per i funzionari delle istituzioni comunitarie.

Il Consiglio ha infatti trovato un accordo, si legge nel documento di Bruxelles, su "tagli mirati alla proposta della Commissione che prendono in considerazione le attuali restrizioni di bilancio degli stati membri", pur assicurando "un finanziamento adeguato per le priorità dell’Ue, in particolare la ripresa economica". Eppure, nonostante i tagli effettuati, sette governi hanno comunque votato contro la decisione di oggi, ovvero Gran Bretagna, Austria, Olanda, Repubblica Ceca, ma anche Svezia, Finlandia e Danimarca. Perchè, l’aumento dei costi, pur se "controllato e limitato", di fatto c’è. E se per alcuni governi i tagli alla spesa non sono stati giudicati sufficienti, dall’altra parte la maggior parte di questi, circa 2 miliardi di euro su 3, sono andati a colpire le proposte della Commissione relative al sociale, agli aiuti alle regioni povere e alla ricerca.

I costi amministrativi, che l’esecutivo Ue aveva chiesto di aumentare del 4,5%, sono stati ridotti solo del 2,5% dal Consiglio, che ha anche chiesto di congelare la creazione di nuovi posti di lavoro, come è già stato deciso in molti paesi Ue per risanare i conti pubblici. Ma l’ultima parola sul bilancio Ue per il 2011 spetta ora al Parlamento europeo, e non più al Consiglio come avveniva prima dell’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, il cui voto è previsto per ottobre.