UE: niente animali clonati per le nostre carni
16 Gennaio 2008
di Redazione
“Le carni in vendita in Europa non provengono mai da animali clonati. Fino ad oggi le clonazioni sono effettuate solo a fini di ricerca”. Lo ha affermato oggi la portavoce Markos Kyprianou, Commissario Ue alla Sanità.
Rispondendo alla domanda di un giornalista Nina Papadoulaki ha poi ricordato che nel marzo 2007 la Commissione ha chiesto all’Autorità alimentare europea (Efsa, con sede a Parma) di elaborare le sue opinioni scientifiche sulle carni clonate (anche riguardo al benessere e sicurezza degli animali) e l’esito è atteso “entro la primavera, forse a maggio”.
“La Commissione – ha continuato la portavoce – lancerà poi un questionario, attraverso Eurobarometro, tra i cittadini europei, i cui risultati saranno resi noti per la fine dell’anno. Solo dopo, e solo dopo aver concluso anche le consultazioni dirette, la Commissione elaborerà una sua posizione sulle misure da prendere per proteggere i cittadini. Intanto attendiamo, forse già per oggi o domani, il parere del Comitato bioetico sulla materia, anch’esso richiesto lo scorso marzo”.
La Commissione, ha aggiunto Papadoulaki, “sta conducendo una ampia consultazione in materia, con tutte le parti in causa, prima di adottare la sua posizione. Deve essere chiaro che se la valutazione del rischio è compito dell’Efsa, il risk management sarà compito della Commissione”. A chi le chiedeva quali garanzie ci siano che da paesi terzi, come gli Usa, non vengano importati cibi con carni clonate, la portavoce di Kyprianou ha ricordato che “ogni cibo che entra nell’Unione deve avere le garanzie di sanità previste dalle nostre norme, e al momento, comunque, non vi è alcun segno che si stia procedendo ad una commercializzazione di carni di animali clonati. Se dovesse comunque avvenire qualcosa in questo senso, noi saremo pronti ad affrontare la situazione”.
Ancora senza risposte chiare è rimasto invece il problema dei figli degli animali clonati. Tutte le precauzioni della Commissione europea, tuttavia, potrebbero infatti essere rese vane da una decisione dell’ autorità di regolamentazione Usa, la Food and Drug Administration americana (Fda). Il via libera della Fda per la commercializzazione dei prodotti provenienti da animali clonati (compreso il seme e gli embrioni congelati) e dalla loro prole è atteso a giorni.
I cloni di bovini nati negli Usa nei prossimi mesi potranno riprodursi, e il loro seme verrà importato in Europa senza che sia possibile distinguerlo dal seme di altri bovini. A meno che l’Ue nel frattempo non abbia approvato nuove misure legislative per la ‘tracciabilità’ degli animali clonati, della loro prole e dei prodotti da essi derivati. D’altra parte, se l’Ue dovesse alla fine dare il via libera alla pratica della clonazione per gli animali d’allevamento nell’Ue, non sarebbe possibile, con le norme attuali, distinguere i prodotti provenienti dalla prole di animali clonati, o il seme o gli embrioni congelati di questi ultimi. Solo la carne e i prodotti alimentari (uova, latte etc.) provenienti direttamente dagli animali clonati dovrebbero essere approvati caso per caso secondo la procedura prevista dal regolamento comunitario per i ‘nuovi alimenti’ (‘Novel foods’), di cui la Commissione ha proposto proprio una revisione.
Almeno per il prossimo futuro, comunque, non c’è interesse per commercializzare i prodotti alimentari provenienti direttamente da animali clonati (il costo di un singolo clone di bovino varia dai 10.000 ai 14.000 euro).
(Apcom)
