Ue. Tajani: “Con nuova politica industriale 5 mln di nuovi posti di lavoro”

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Ue. Tajani: “Con nuova politica industriale 5 mln di nuovi posti di lavoro”

28 Ottobre 2010

Con la nuova politica industriale presentata oggi a Bruxelles "creeremo in Europa cinque milioni di posti di lavoro, di cui tre nelle piccole e medie imprese". A rivendicarlo è stato il vice presidente della Commissione europea, con delega all’Industria, Antonio Tajani, sottolineando l’impegno dell’Europa "per vincere la sfida della competitività e l’anima di questa sfida sono le piccole e medie imprese". In una conferenza stampa a Bruxelles, il commissario ha quindi annunciato l’avvio, "al più presto possibile", di test di competitività, attraverso i quali l’esecutivo europeo compirà una valutazione delle proprie norme, per vedere come possono influire sulla competitività, ed una valutazione dei singoli Paesi e dei singoli settori industriali. "Migliorando la competitività di ciascuno dei 27 Paesi, si migliorerà la competitività dell’Europa nel suo insieme", ha sottolineato Tajani.

A proposito di competitività, da un rapporto diffuso questa mattina e relativo a tutti i Paesi membri dell’Unione emerge che, per quanto riguarda l’Italia, "la produttività del lavoro è stata lievemente superiore alla media Ue nel 2005 e nel 2008", mentre il costo del lavoro nel settore manifatturiero è aumentata del 45% tra il 2000 ed il 2009, molto più che negli altri Paesi dell’eurozona, ad eccezione del Lussemburgo.

Negativi anche i dati sull’innovazione, che collocano l’Italia al di sotto della media europea, facendone "un innovatore moderato". Positive, invece, le performance dell’Italia verso un’industria sostenibile, grazie agli "sforzi significativi per sostenere la modernizzazione della base industriale e per applicare tecnologie energetiche efficienti per ridurre la necessità di importare energia dall’estero". In sintesi, sostiene l’esecutivo di Bruxelles, se nel breve periodo la priorità dell’Italia è quella di consolidare le finanze pubbliche, "un graduale cambiamento della struttura produttiva in direzione di attività innovative e ad alta tecnologia rafforzerebbe la competitività del Paese a medio e a lungo termine".