Ue. Un milione di firme per proporre leggi, ‘sì’ Strasburgo
15 Dicembre 2010
di Redazione
I cittadini europei potranno proporre direttamente leggi alla Ue attraverso la raccolta e la presentazione di almeno un milione di firme, a partire dall’inizio del 2012. La facoltà, prevista dal nuovo Trattato di Lisbona, è stata approvata oggi con un plebiscito dal parlamento europeo (628 voti a favore, 15 contrari e 24 astensioni) e perché entri in vigore ora resta solo l’ok formale del consiglio Ue e la trasposizione delle nuove regole di democrazia popolare nella legislazione nazionale dei 27 stati membri.
Ai cittadini sono concessi 12 mesi di tempo per la raccolta del milione di firme necessarie, che dovranno provenire da almeno sette paesi, con un numero minimo di firmatari per stato calcolato sulla base della popolazione. Il livello minimo dei firmatari per l’Italia è di 54.000 mentre per la Germania 74.250. Per la piccola Malta, 3.750. Ciascuno stato membro dovrà farsi carico di verificare la validità delle firme, mentre la Commissione Ue dovrà decidere se procedere o meno con una proposta di legge concreta che faccia seguito alla richiesta avanzata dai firmatari, una volta convalidate le firme entro tre mesi dal loro arrivo.
Le proposte di legge presentate attraverso l’iniziativa popolare dovranno ovviamente essere conformi con i valori e le norme Ue e su ciò dovrà vigilare Bruxelles. "Oggi l’Unione europea si sta aprendo a una democrazia partecipata. Ora i cittadini posseggono gli stessi diritti del Parlamento del Consiglio europeo sull’iniziativa politica, spetta a loro agire", ha commentato soddisfatto il relatore del provvedimento, l’eurodeputato francese Alain Lamassoure (Ppe). Commenti soddisfatti sono stati espressi da tutti i gruppi politici. L’eurodeputato del Pd Roberto Gualtieri ha sottolineato che il Parlamento europeo ha approvato "una delle innovazioni più significative introdotte dal Trattato di Lisbona". Per Nicolò Rinaldi (Idv) "si è fatto un ulteriore passo verso la trasparenza, dando i natali a un reale meccanismo decisionale che parte dal basso". Carlo Casini (Udc) ha sottolineato che è oggi è nato "un nuovo utile strumento nelle mani dei cittadini europei simile a quanto prevede la Costituzione italiana".
