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Un autogol la strategia difensiva di Visco

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La cosa era ormai nell'aria da troppi mesi: "un atto dovuto" come si dice nel gergo dei magistrati. Ma ieri, nelle intenzioni del suo difensore, il senatore diessino Guido Calvi, la notizia sarebbe dovuta essere un'altra:

"il viceministro delle finanze Vincenzo Visco si presenta alla procura di Roma per chiarire spontaneamente la sua situazione processuale."

Non é andata così e già nell'Ansa delle 21 finiva in rete che "dopo un interrogatorio di tre ore svoltosi davanti al proprio difensore di fiducia, il viceministro delle finanze Vincenzo Visco é finito nel registro indagati con l'accusa di  abuso di ufficio e minacce". Una Caporetto di immagine per i Ds e per il governo che da ormai due mesi non sanno come venire a capo di un caso che ogni giorno si ingarbuglia sempre di più.

Infatti se é già difficile fare digerire agli italiani l'attuale pressione fiscale, lo sarà da oggi ancora di più chiedere ai cittadini di pagare sempre più imposte con la faccia di un ministro sospettato di avere fortemente voluto, anzi ordinato con minacce ai massimi vertici della Finanza, di rimuovere quattro investigatori che insieme alla procura di Milano stavano facendo le pulci all'affaire Unipol.

Sembra fra l'altro che proprio la mossa di anticipare l'invito a comparire che era già pronto da alcune ore, e della cui esistenza l'avvocato Calvi era l'unico a esserne stato messo a conoscenza, presentandosi spontaneamente, abbia fatto precipitare le cose: il pm romano Angelantonio Racanelli non era infatti per niente favorevole a una deposizione spontanea e ha trasformato l'incontro a sorpresa in un formale interrogatorio. Che si é protratto per oltre tre ore giovedì sera nei piani alti di piazzale Clodio. Come

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6 COMMENTS

  1. In olanda ricordiamoci di
    In olanda ricordiamoci di quel ministro che si è dimesso dopo la diffusione della notizia del suo mancato pagamento del canone televisivo!!

    In italia un ministro viene iscritto nel registro degli indagati di un’indagine e non ha nemmeno le “palle”, o la coerenza, o la dignità.. di dimettersi.

  2. Visco e l’autogol
    Da quanto raccontato non si evince niente, almeno in maniera chiara, e nonostante questo avete emesso la sentenza di colpevolezza del povero ministro. Ma in che mondo viviamo? Cerchiamo di essere seri: staremo tutti meglio.
    Martino, Milano.

  3. Siano seri loro…
    Ma quale sentenza di colpevolezza, Martino.
    A parte il fatto che quelli che anticipavano le sentenze di colpevolezza senza alcun ritegno, quando l’indagato era Berlusconi o qualche suo amico, erano quelli che adesso sono improvvisamente tornati ad essere garantisti, quando la magistratura indaga su loro.

    Non sono gli stessi che dicono che una persona anche se solo indagata non dovrebbe nemmeno candidarsi a un incarico pubblico?
    E allora, chiediamo solo un po’ di coerenza.

    Visco prenda esempio da Storace, che quando venno iscritto tra gli indagati per una vicenda della Sanità, si dimise da ministro.
    Se poi lo rinviano a giudizio vedremo. Io dubito che lo faranno.
    http://gino.splinder.com/

  4. Visco-Speciale: una brutta figura all’italiana.
    Certamente c’è stata un’invasione di campo da parte del potere politico. Il vice ministro Visco, titolare della delega sulla Guardia di Finanza, forse, non aveva ben chiari i limiti e le competenze derivanti dalla delega stessa. La superficialità e l’arroganza politica del politico hanno fatto il resto. Il procedimento penale cui attualmente è sottoposto è un atto dovuto. Analogo percorso, dovrebbe essere riservato al ministro dell’economia e delle finanze Padoa Schioppa per le dichiarazioni diffamanti e ingiuriose rivolte al Gen. Speciale.

  5. Visco e l’autogol
    Per Martino:
    Fossi in te non mi spenderei così tanto in difesa del “povero” viceministro, dimostrando un garantismo “a senso unico” molto in voga in quest’ultimo periodo…
    I fatti, contrariamente a ciò che appare, sono molto chiari…oserei dire “cristallini”.
    Purtroppo la maggior parte dell’opinione pubblica non è a conoscenza del funzionamento di certi meccanismi, assai noti invece a chi opera nel settore (sono un Ispettore della GdF).
    E questa è la classica storia del bambino che viene beccato con le mani nella marmellata (Visco) e, anziché riconoscere la marachella e chiedere scusa, si difende accusando il padrone del barattolo (Speciale) di aver rubato lui la dolce confettura…siamo quasi all’assurdo!
    La storia mi ricorda molto anche la famosa favola di Esopo “il lupo e l’agnello”, in cui il lupo, per giustificare la sua aggressione, accusava il povero ovino di avergli intorbidito l’acqua…
    Ne consiglierei vivamente una rilettura, quantomeno dell’incipit:
    “ad rivum eundem lupus et agnus venerant, siti compulsi…superior stabat lupus, longeque inferior agnus…”
    Suvvia, siamo seri o, per lo meno, sforziamoci di esserlo senza cadere nel ridicolo…
    In un Paese normale certe situazioni avrebbero una naturale e semplice soluzione (vedi l’esempio precedentemente citato dell’Olanda che, pur non considerandolo un Pese “normale” per altre ragioni, in questo caso ci dà una sonora lezione di stile), ma il problema è proprio questo…ciò accadrebbe in un Paese “normale”, e il nostro somiglia sempre più alla classica Repubblica delle Banane, in cui non si perde occasione per rendersi ridicoli di fronte al resto del mondo…
    Io, comunque, continuo a confidare nell’applicazione della famosa “legge del contrappasso” di dantesca memoria…anziché nei “viciani” corsi e ricorsi storici, la prima volta come tragedia, la seconda come farsa…
    Ad maiora!

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