Un Giudice a Berlino per Silvio Berlusconi

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Un Giudice a Berlino per Silvio Berlusconi

La pubblicazione della telefonata del 13 luglio scorso tra Silvio Berlusconi e Valter Lavitola ripropone, immancabilmente, il tema delle intercettazioni telefoniche e della legittimità della loro pubblicazione.

Qui non si tratta di difendere o meno la posizione del Premier (attività alla quale assolvono egregiamente gli avvocati dello stesso) ma solo di tentare di ristabilire i capisaldi dello stato di diritto.

Basta dunque con lo stratagemma delle intercettazioni a strascico usato dai Pm che, non potendo intercettare un parlamentare senza autorizzazione a procedere, lo fanno sistematicamente con tutti i possibili interlocutori dello stesso, di fatto così ottenendo lo stesso risultato.

Facciamola finita con la pubblicazione illecita delle intercettazioni, espressamente impedita dall’art. 114 del codice di procedura penale. Non è eversivo pretendere che un magistrato eserciti l’azione penale contro questa periodica violazione di legge.

E’ un Paese al contrario quello in cui illegalmente si pubblica l’intercettazione di un Premier che non contiene alcun elemento nemmeno lontanamente assimilabile a reato. E lo resterà fintanto che non spunterà fuori il famigerato Giudice a Berlino che si deciderà a pretendere il rispetto della legge ed il diritto a non essere sputtanato – ché di questo si tratta – per qualsiasi cittadino.

Foss’anche Silvio Berlusconi.

 

*Responsabile Giustizia Giusta

**Consigliere regionale del Pdl