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Un monumento ricorda le vittime del comunismo

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Oggi a Washington viene finalmente consacrato il memoriale per le vittime del comunismo nel mondo, voluto dalla Victims of Communism Memorial Foundation (VCMF) e approvato due anni fa dopo 18 mesi di audizioni pubbliche davanti a Commissioni federali e cittadine.

Si tratta di una statua, eretta nel “Mall”, la zona monumentale della città, e più precisamente al centro di un giardino triangolare di circa un kmq di superficie all’angolo fra Massachusetts Avenue e New Jersey Avenue. Alta tre metri, rappresenta la “Dea della democrazia”, come la statua di cartapesta eretta nel 1989 dagli studenti di Pechino sulla piazza Tienammen prima di essere schiacciati dai cingoli dei carri armati. Da lì si vede bene il Campidoglio, la sede del Congresso USA.

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Oggi, dunque, l’inaugurazione, con un'intera giornata di celebrazioni e d’interventi. Sono stati invitati anche il presidente George W. Bush (presidente onorario della VCMF) e il senatore John McCain, candidato presidenziale Repubblicano per le elezioni del 2008, se non altro da sempre cristallino quanto a valori anticomunisti.

Il via libera definitivo alla costruzione del monumento è infatti stato dato, con parere unanime, il 6 ottobre 2005 dalla Commissione per la Pianificazione Nazionale della capitale federale. Da quel momento la VCMF ha lavorato al monumento alacremente sotto la direzione del presidente Lee Edwards.

Nato a Chicago nel 1932, Edwards ha studiato Inglese alla Duke University di Durham, North Carolina, alla Sorbona di Parigi e nel 1986 si è addottorato in “World Politics” all’Università Cattolica di Washington, dove pure oggi insegna Filosofia politica. Tra le guide principali del “Draft Goldwater Movement”, poi uno dei più energici animatori degli “Young Americans for Freedom”, nel 1985 ha fondato alla Georgetown University l’Institute of Political Journalism, di cui è stato direttore fino al 1987. Firma di punta del periodico The World & I, “Senior Fellow” presso “The Heritage Foundation” nella capitale federale, storico del movimento conservatore americano, ha pubblicato Ronald Reagan: A Political Biography (1981), Goldwater: The Man Who Made A Revolution (1995), The Power of Ideas: The Heritage Foundation at 25 Years (1997), The Conservative Revolution: The Movement That Remade America (1999), Educating for Liberty: The First Half-Century of the Intercollegiate Studies Institute (2004) e The Essential Ronald Reagan: Courage, Justice, And Wisdom (2004). L’ultima sua fatica è un breve ma sapido libretto, di quelli che vi vorrebbero anche qui da noi: A Brief History of the Modern American Conservative Movement (2004).

Per la VCMF ha radunato un Comitato direttivo internazionale di primo piano che, tra gli altri, comprende gli storici Robert Conquest, Paul Hollander, Richard Pipes e Brian Crozier, l’ex candidato presidenziale Repubblicano Robert Dole, il presidente di “The Heritage Foundation” Edwin J. Feulner jr., l’ex ambasciatrice di Reagan all’ONU Jeane J. Kirkpatrick, il biografo di Papa Giovanni Paolo II George Weigel, gli ex presidenti Sali Berisha (Albania), Emil Constantinescu (Romania), Arpad Goncz (Ungheria), Vytautas Landsbergis (Lituania), Lenart Meri (Estonia), Guntis Ulmanis (Lettonia), quindi Elena Bonner, Vladimir Bukovsky e Lech Walesa.

Com’è nata la VCMF? Per iniziativa dell’alacre Dana Rohrabacher, deputato Repubblicano, e di Clairborne de Borda Pell, senatore Democratico, che il 17 dicembre 1993 ottennero dall’allora presidente Bill Clinton l’autorizzazione ufficiale affinché il “National Captive Nations Committee” (NCNC) potesse dedicare un monumento ai più di 100 milioni di vittime del comunismo nel mondo. Una legge del 21 ottobre 1998 ha quindi dato mandato all’NCNC di creare un ente indipendente che se ne occupasse materialmente. La VCMF è nata così. Da oggi, per merito suo, è possibile onorare alla luce del sole la memoria di quei milioni di vittime della più turpe ideocrazia della storia che i libri di storia, la politica e la cultura generale faticano ancora, nonostante tutto, ad accettare.

marcorespinti@hotmail.it

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