Home News Un paese con un solo potere

Un paese con un solo potere

2
89

Uno che di affari se ne intende, Eugenio Scalfari, nel suo sermone domenicale su Repubblica, plaude a Romano Prodi per la brillante soluzione dell’affare Telecom, soluzione, a suo dire, in linea con gli interessi del Paese.

Dopo l’endorsement del Corriere, arriva anche quello di Repubblica: le news letters dei poteri forti fanno sapere che tutto è andato come doveva andare, con un crescendo progressivo ed innarrestabile di occupazione di potere che ha caratterizzato questo Governo fin dal suo nascere, verso ciò che non è azzardato definire una deriva illiberale.

Ma al peggio non c’è mai limite, ed è così che si spinge un componente della Corte Costituzionale a dare le dimissioni per indebite ingerenze di Ministri e Sottosegretari. Si passa senza vergogna da un dirigismo economico di stile sudamericano ad un interventismo subdolo verso un giudice costituzionle, infischiandosene della più elementare regola della vita democratica: la separazione dei poteri.

Il motivo? Di poteri in questo Paese ne abbiamo uno solo, ed è rappresentato da quell’intreccio di banche amiche che controllano la maggior parte del credito bancario, una parte significativa della finanza assicurativa, la più grande azienda industriale italiana (Fiat), ora la più grande azienda di servizi (Telecom) e per finire, il più grande gruppo editoriale (Rcs) con l’appoggio esterno dell’altro grande gruppo editoriale (Espresso/Repubblica).

Qui non si tratta di conflitto di interessi, si tratta di una gigantesco regime onnivoro che determina i destini del Paese, distribuisce e difende rendite di posizione grazie e questo perverso intreccio tra finanza, informazione e politica che drena risorse al Paese reale, ne frena lo sviluppo economico e ne mina le fondamenta democratiche, arrivando addirittura a limitare l’attività di un ramo del Parlamento. E’ questo il vero scandalo di cui nessuno parla, il  Senato infatti, eletto democraticamente dai cittadini, è ormai completamente anestetizzato, inoperoso, impossibilitato ad espletare la sua funzione democratica e quando, raramente, è chiamato a farlo, negli splendidi corridoi di Palazzo Madama, si consumano forzature e pressioni.

Questo è il Paese che questa maggioranza ci stà regalando. Un Paese nel quale il Governo può revocare le concessioni TAV (tranne quelle in cui sono coinvolte le Coop), con un contratto di ordine privatistico, all’ interno di un provvedimento chiamato “liberalizzazioni” (sic!). Un Paese dove chi si azzarda a comprare qualche azione in più del dovuto di Rcs Corriere della Sera viene immediatamente distrutto. Un Paese nel quale ministri presunti tecnici,  che un giorno si e l’altro pure ci fanno lezioni di mercato, si permettono di passare il loro tempo al telefono per fare e disfare cordate, promettendo protezioni. Un Paese dove il capitalismo è sotto tutela, la libertà economica non ha diritto di asilo e chi produce valore e benessere non ha né rappresentanza né rispetto.

 
(Milton)

  •  
  •  

2 COMMENTS

  1. Il Professore,gli imprenditori ed il mercato
    Ieri,04/05,ho sentito alla radio che il Professore,con la p maiuscola per deferenza e rispetto,si è lamentato con qualcuno perchè gli imprenditori rischiano poco;ebbene devo aggiungere che sicuramente il Professore di imprenditori ne conosce pochi,a parte i big naturalmente,perchè rischiamo,e mi ci metto anch’io,di tasca nostra visto che le banche ci danno poco,e quel poco ampiamente garantito;rischiamo oltretutto quasi sempre in prima persona,anche se utilizziamo la srl,non tutelati nei nostri crediti dalle istituzioni,ma inseguiti come ladri e come evasori se qualcosa va male e marchiati per decenni.
    I big invece,come quelli conosciuti dal nostro Esimio,sono coccolati dalle banche,hanno l’appoggio dello Stato,sono riveriti e ammirati come furbi spesso anche dalle loro vittime,magari rovinate dall’ultima ciambella non riuscita con conflitti d’interesse da far impallidire un centrafricano;però il Chiarissimo smemorato dei suoi inciuci si ricorda del conflitto d’interesse di Berlusconi,il quale avrà pure le sue magagne
    e sicuramente ha fatto leggi a suo favore,però mi risulta abbia sempre pagato dipendenti,creditori,banche,fornitori e tutti coloro che ne vantavano diritto.
    Domanda ,e chiedo preventivamente scusa se la memoria di un povero vecchio come me fa difetto:chi si ricorda del cotonificio Rossi in amministrazione controllata,amministrata dal nostro Esimio che per dieci anni ha percepito il suo giusto emolumento con poco impegno,emolumento decennale che sarebbe bastato a pagare tutti,mentre alla fine miseramente falli’ pagando nessuno?
    Seconda domanda:chi si ricorda il conflitto e l’inciucio conseguente del compianto Visentini,ministro delle Finanze e Presidente dell’Olivetti con l’introduzione obbligatoria del registratore di cassa?
    Grazie e scusate lo sproloquio e la prosa,ma sono solo un misero,piccolo commerciante.

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here