Un uovo per la testa d’uovo di Walter

Banner Occidentale
Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

Un uovo per la testa d’uovo di Walter

27 Marzo 2008

Goffredo Bettini,  braccio destro e sinistro di Veltroni, oggi parla a ruota libera con il Corriere della Sera. Così a ruota libera che alla fine perde completamente il controllo di quello che dice.

Sostiene ad esempio che gli elettori indecisi si orienteranno prevalentemente verso il Pd perchè “non è solo la somma dei vecchi partiti ma qualcosa di veramente nuovo”. Subito dopo però ammette che per vincere il Pd deve rimettere in circolazione un po’ di sano anti-berlusconismo: lo stesso ingrediente che teneva insieme i “vecchi partiti”. Così spiega: “Da oggi la diplomazia è sospesa: il Pd deve arrivare al 35 per cento”.

E Bettini si cimenta subito nel nuovo approccio, ma la mancanza di allenamento lo tradisce. Dice infatti con rara acrimonia: “Al di là del fallimento politico di Berlusconi, c’è anche una scarsa credibilità della candidatura in sé che gli italiani lo avvertono”. Peccato che tutti i sondaggi continuino a dimostrare che la candidatura di Berlusconi risulta credibile ad un numero di italiani sensibilmente più alto di quelli che credono nella candidatura di Veltroni. Magari i sondaggi non saranno oro colato, ma non c’è segnale che dica l’opposto, se non si conta la stralunata sensazione di Bettini.

Anche quando parla di Prodi, Bettini farebbe meglio a sorvolare: “Prodi con i suoi ministri sta dando una lezione di stile e sobrietà in questa campagne elettorale”. Qualcuno, magari il giornalista che lo intervistava, avrebbe dovuto ricordarli il perfetto stile della lite Bianchi – Padoa Schioppa sulle riserve finanziarie di Alitalia.

Ma è ancora su Berlusconi che Bettini alla fine della sua corsa  va sbattere. Dice che il Cav,  è l’unico (ha fatto lui le opportune ricerche storiche) ad avere avuto la “sfrontatezza” di candidarsi cinque volte. Come lui, accusa Bettini,  solo Jean Marie Le Pen.

C’è una piccola differenza che non dovrebbe sfuggire a una testa d’uovo: Berlusconi, al contrario di Le Pen, non si è solo candidato, ma ha anche avuto la “sfrontatezza” di vincere e governare per due volte. E si prepara a farlo per la terza…