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Un video da non dimenticare

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Ho visto che oggi sia il Corriere che la Stampa hanno messo in prima pagina la notizia del video della al Aqsa Tv (l'emittente dell'Autorità Palestinese) in cui due bambini vengono intervistati a proposito della mamma che si era fatta esplodere con cinque ebrei al seguito.

Non so se abbiano visto la nostra home page che già ieri pomeriggio mostrava l'intero video. Spero però che quel video e quello che comporta resti nella consapevolezza degli italiani quando si tratta di discutere del riconoscimento del nuovo governo di unità nazionale guidato da Hamas.

In questi giorni molti paesi europei sono tentati dar credito a quel governo, cadendo nelle tortuose trappole diplomatiche che i palestinesi sono così bravi a tessere. Si discetta sul fatto che Hamas, pur non riconoscendo Israele, è pronta a riconoscere gli accordi siglati in passato con il governo di Tel Aviv.

Tutte chiacchiere: dopo aver visto quel video capiamo che i palestinesi riconoscono benissimo gli israeliani quando si tratta di farli saltare per aria. Per poi celebrare la madre martire in tv davanti ai figli orfani.

Qualche parola sul come vanno le cose qui all'Occidentale. Sul  sito ci sono ancora molti errori, stiamo facendo il possibile per mettere tutto in ordine al più presto. Aiutateci segnalandoci le cose che non vanno e quelle che potrebbero andare meglio. Fateci sapere cosa pensate degli articoli e dei commenti e mandateci i vostri contributi, di qualsiasi genere siano.

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4 COMMENTS

  1. hamas
    è allucinante assistere ad un’intervista del genere. la stessa sensazione mi era capitata quando avevo visto i bambini israeliani scrivere i loro messaggi di morte sulle bombe destinate alla palestina…
    l’humus in cui i bambini israeliani e palestinesi stanno crescendo potrà mai cambiare? e soprattutto potrà mai cambiare il loro destino? forse è meglio vivere in vallettopoli.

  2. Video di Hamas
    Vorrei rispondere brevemente al commento di Gianluca. Parlando del video di Hamas, Gianluca lo accosta in modo un po’ surrettizio ad altri video dove, secondo lui, ci sarebbero bambini israeliani intenti a firmare bombe indirizzare ai palestinesi.
    Ora è bene dire subito che cose del genere non esistono. Gianluca si riferisce forse ad una foto circolata durante la recente guerra israelo-libanese dove si vedeva una soldatessa israeliana firmare un proiettile indirizzato contro le basi di Hezbollah che da giorni bombardavano i civili.
    La foto fece molto scalpore in Israele e la soldatessa venne molto biasimata.
    Io sinceramente non ci trovo molto di strano: durante una guerra cose simili sono normali. Gli inglesi firmavano le bombe che sganciavano su Berlino.
    Non mi sembra che quell’episodio abbia alcunchè a che fare con la tv di Hamas che celebra la mamma suicida con gli orfanelli in studio

  3. Il filmato non mi ha stupito
    Il filmato non mi ha stupito affatto. Perchè dovrebbe stupirmi? Forse perché dei bambini che a scuola e a casa imparano ad odiare, e fuori giocano ai terroristi, sono orgogliosi che la loro mamma abbia ucciso degli ebrei (e attenzione… non “israeliani”, ma “ebrei”)? No, non mi sorprende. Mi sorprenderebbe invece vedere qui, nel mio paese (ultimamente un pò sbiadito e smemorato), quelli che parlano di diritti negati ai bambini palestinesi indignarsi veramente davanti a simili episodi. Mi sorprenderebbe se “qualcuno” capisse e imparasse qualcosa da questi filmati e smettesse di trovare stupide e pericolose giustificazioni alla cultura della morte che rischia di sommergere l’Occidente.

  4. e invece esistono
    Ha ragione, direttore. Non si trattava di missili diretti in Palestina, ma in Libano.

    La foto è a questo indirizzo: http://www.aljazira.it/images/stories/bambini_israeliani_missili.jpg

    Le allego un articolo del 26 luglio 2006.

    I saluti dei bambini israeliani sono…missili!
    di Imad az-Zughbi

    Se esiste una “umanità di serie b” devono esistere anche “bambini di serie b”. Ignorati nelle loro sofferenze, nei loro traumi,derisi da “bambini di serie a”.
    I primi, ci dicono,sono “educati all’odio”, i secondi sono forse “educati al razzismo”?

    Bambini che scrivono, con le matite colorate, parole e dediche, in attesa di spedirle ai loro “coetanei” libanesi,non per chiedere scusa per le uccisioni e le distruzioni che i loro padri ed i loro parenti stanno commettendo, ma per attestare con tale gesto che i loro messaggi arriveranno a tutti i bambini libanesi, senza better ciglio,anzi, divertendosi e ridendo davanti ai missili ed ai carri armati super tecnologici.

    Dall’altra sponda invece,si consuma una tragedia vissuta dal popolo libanese, ed in particolare dai bambini, causata dall’aggressione israeliana che annienta gli uomini,gli edifici e i diritti umani,soprattutto quelli dei bambini, essendo questi ultimi, per lo più le principali vittime.
    Rimane ovvio che la causa sta nel fatto che essi sono stati educati e cresciuti in una società militarizzata, che non conosce altro che l’uccisione e lo spargimento di sangue, il sangue di ogni arabo, che sia sangue palestinese o libanese…non fa differenza.

    I media israeliani sono tutti concordi nel modo in cui presentare l’immagine, della propria macchina di guerra, vietando la trasmissione delle immagini dei massacri compiuti contro i civili libanesi, particolarmente contro i bambini.
    Permettono, invece, pubblicazione delle immagini che ritraggono bambini israeliani intenti a divertirsi giocando tra carri armati,mezzi da guerra e grandi quantità di missili; in tal modo i media israeliani cercano forse di trasmettere ai popoli di tutto il mondo “il vivo desiserio di pace che hanno i loro figli”!
    “Pace”, una parola composta da lettere che vengono incise, dalle mani degli stessi figli, sulle bombe a grappolo, sulle bombe al fosforo e sulle “bombe intelligenti”. Di fronte a tutto ciò e di fronte all’esodo di oltre 750 mila cittadini libanesi, il mondo intero, insieme allo Stato Gigante, si prende tutto il suo tempo, prima di imporre una fine all’uccisione dell’infanzia in Libano, mentre la gente si divide, da un lato, tra semplici spettatori ed altri dispiaciuti per la morte di vittime innocenti; dall’altro,tra coloro che chiedono sottovoce, di mettere fine alla distruzione del popolo libanese e coloro che mantengono il silenzio per paura del Signore Gigante…persino il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia,UNICEF,non ha condannato immediatamente i crimini commessi contro l’infanzia, ma solo dopo 13 giorni dall’inizio dell’aggressione israeliana al Libano, ammettendo,tramite il direttore esecutivo dell’organizzazzione,Ann Veneman,che “la maggior parte degli sfollati in seguito a questi violenti avvenimenti sono bambini che potrebbero aver assistito alla morte o al ferimento dei loro cari e che,afflitti, soffrono di una grave depressione”. Senza dubbio, i bambini libanesi sono esposti a pericolosi rischi psichici, causati dalle spaventose esperienze viste e vissute dalla vista dei corpi dei loro cari dilaniati dalle bombe di fabbricazione americana, quella dei corpi bruciati dal fuoco dell’ odio israeliano.
    E quanti bambini,al loro ritorno a scuola, guarderanno il banco che c’è accanto, vedranno che è vacante, e ci poseranno una rosa e quanti sono quelli che quando torneranno nei loro villaggi, cercheranno invano i volti dei vicini di casa e dei loro cari, che non ci sono più …
    Questo,nel caso in cui rimanga, a questi bambini un villaggio, una scuola ed un casa a cui fare ritorno.
    I bambini in Libano, costretti all’ esodo ed all’abbandono delle proprie cose e dei propri villaggi, fanno disegni che raccontano l’aggressione, disegni tratti della realtà quotidiana, disaegni degli aerei americani che sganciano missili su edifici civili. I bambini in Israele,invece, vicino alle postazioni, disegnano dulle bombe e sui missili, e mandano i loro saluti, mentre il ministro degli Esteri americano Condoleezza Rice esprime “la sua forte preoccupazione riguardo alla situazione dei cittadini libanesi ed alla loro sofferenza”.
    Fonte:” As-Safir” (Libano)

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