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Una candela per Baghdad

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 Un lettore ha lasciato il commento che segue e che riporto per intero perchè lo condivido in pieno. Parla dello stillicidio di morti civili di cui ogni giorno abbiamo notizia dall'Iraq. E del terribile  senso di assuefazione che occorre vincere ogni volta per avvertire in pieno l'ampiezza di questa tragedia.Una tragedia le cui vittime principali sono uomini, donne e bambini senza colpa che ogni giorno finiscono nel macello sanguinoso che ormai sembra essere l'unico scopo dei terroristi che lo programmano e per quelli che vi si immolano.

Ed è altrettanto terribile il senso di impotenza che ci attanaglia davanti ai numeri dei morti, alle immagini delle esplosioni, alla sensazione che nessuno sappia come fermare tutto questo.

Qui all'Occidentale ci siamo presi l'impegno a tenere sempre desta l'attenzione ai fatti e ai dolori iracheni. E tutto questo a prescindere sul giudizio che ciascuno di noi da alla guerra contro il regime di Saddam Hussein. I favorevoli a quell'intervento (e io mi reputo ancora tra questi) e i contrari dovrebbero potersi unire nella solidarietà e nel sostegno agli iracheni sempre sul bilico del massacro. Specie ora che non abbiamo più nemmeno i nostri soldati a segnalare in modo concreto il nostro impegno verso quel paese.

Mi sembra questo lo spirito con cui il nostro lettore suggerisce di accendere "una candela per Baghdad": mettere per un momento da parte le diverse posizioni, le sfumature, le polemiche e mostrare che c'è poca o tanta gente a cui quei numeri di morti non sfuggono, che per ognuno di quegli attentati c'è ancora qualcuno da qualche parte che si preoccupa e si scervella per capire come porvi fine.
Sarebbe bello organizzare qualcosa del genere. Noi da soli non ce la facciamo, se però arrivassero risposte, commenti, adesioni, disponibilità, le cose potrebbero cambiare.

Leggete il commento qui sotto e fatemi sapere cosa ne pensate...
 


Una candela per Baghdad? Un accendino, un fiocchetto, una cravatta, un foulard? Io credo che sia venuto il momento di manifestare in qualche modo il dolore che (spero) tutti proviamo ormai da troppi anni nel sentire e vedere cio' che ogni giorno accade a Baghdad.

E' come se fossimo assuefatti a sentire che oggi sono morti in 150, ieri erano solo in 30, domani chissa', magari 200 o 2000... Si parla di cio' che accade in Iraq in modo molto astratto, ma li' c'e' gente che muore ogni giorno, al mercato, per strada, in fila per l'acqua o in preghiera. Certamente il dibattito su cosa fare, se ritirare o no le truppe di questo o quel paese, se andare in missione o se fare trattative e con chi: il dibattito va fatto ed e' importante.


Ma sento urgente il bisogno, il desiderio che dai nostri paesi democratici si alzi una voce anche solo simbolica. Altre volte si sono accese altre candele. Perché non fate questa campagna almeno voi? Una candela, una fiaccolata, un digiuno:  qualcosa insomma, per dire che la strage quotidiana di gente comune e innocente ci colpisce tutti, comunque la pensiamo. Lo chiedo per favore

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2 COMMENTS

  1. Anche allora…
    Per tre anni l’Occidente ha fatto finta di non vedere l’assedio di Sarajevo. Quando ha deciso di aprire gli occhi sono bastati un reparto della Legione Straniera e qualche cannone inglese per scacciare gli assedianti.
    Ci stupiamo perché le notizie delle ‘solite’ autobomba a Baghdad non ci scuotono? Se siamo più appassionati alla nascita del Partito Democratico che alla vicenda irachena? C’è una, dico una sola notizia sul nostro contingente in Libano?
    Enzo Biagi risorge dagli inferi con una trasmissione dove afferma che il 25 aprile non è acqua passata; i morti di Baghdad possono attendere il discorso di Bertinotti e le dicisioni sul ‘tesoretto’.

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