Home News “Una cosa deve essere chiara: senza i numeri si va subito al voto”

La risposta a Fini

“Una cosa deve essere chiara: senza i numeri si va subito al voto”

«Abbiamo reagito e scelto l’unica strada possibi­le. Per scongiurare una lenta e inevitabile consunzione. E per­ché era arrivato il momento della chia­rezza e del nuovo inizio. Le incognite? Pesate. Valutate...». Una pausa leggera, poi Gaetano Quagliariello riprende a par­lare da dove si era interrotto: «Berlu­sconi è il primo a essere assolutamente consapevole del rischio che si corre. È il primo a capire che scegliere la chiarezza significa anche mettere a repentaglio se stesso». È quasi sera quando il vicepre­sidente dei senatori del Pdl si prepara a salire ancora una volta a Palazzo Grazio­li e, al telefono, ammette le variabili che si agitano dietro la crisi. A cominciare dal voto anticipato. «Non è quello che au­spico e dico: faremo di tutto per evitarlo e lo eviteremo. Ma almeno a livello teo­rico un rischio sui numeri c’è e allora u­na cosa deve essere assolutamente chia­ra: se non c’è più una maggioranza si va alle elezioni su una base di chiarezza». (Riproponiamo l'intervista rilasciata oggi dal senatore Gaetano Quagliariello, vicepresidente dei senatori del Pdl, al quotidiano Avvenire).

Elezioni? E perché non...

Non vada nemmeno avanti. In una de­mocrazia quando un governo regolar­mente eletto non ha i numeri non si fan­no ribaltoni, non si inventano formule astruse. In tempi brevi si torna davanti a quella che è la fonte del potere politico: la sovranità del popolo.

Guardi senatore che molti proveranno a ragionare su percorsi diversi

Queste persone farebbero bene a riflet­tere su quali sono state le sorti politiche di quanti lo hanno fatto prima di loro. Vuole una previsione? Non vedremo que­sto film, andremo avanti con un gover­no e una mag­gioranza che re­stano forti e se ci sarà questo ten­tativo di ribalto­ne lo denunce­remo davanti all’opinione pub­blica con la massima forza. Così ognuno si dovrà assumere le proprie re­sponsabilità po­litiche.

Torniamo alla crisi: perché?

Perché in questi ultimi tre mesi i princi­pi comuni si sono sgretolati. Non c’è più lo stesso concetto di legalità, non si com­prende più che cosa sia il garantismo. Anzi si ritiene che per noi voglia dire impunità.

E così Fini fonda 'Futuro e libertà'

Anche il nome che ha scelto per il suo nuovo gruppo è una spia di quella che è la nuova matrice culturale. Una matrice genericamente futurista con dei rigurgi­ti di fiumanesimo. Una sorta di destra anarchica che mette insieme principi au­toritari, giacobismo, condendoli con un pizzico di scapigliatezza.

Fini dice: sosterremo il governo se pen­serà all’interesse generale...

O è una colossale banalità o vuol dire es­sere passati a un appoggio esterno. E ap­poggiare un esecutivo dall’esterno man­tenendo però dei ministri è una cosa che non è possibile. Ma vedrà nelle prossime ore qualche ambiguità di troppo del di­scorso di Fini dovrà essere superata: e in pochi giorni si capiranno tante cose che sono ancora vaghe. Sì, andremo in va­canza con il quadro chiaro.

Il senatore Pisanu potrebbe scegliere Fi­ni e garantirgli i numeri per costituire il gruppo anche al Senato?

Ho troppa stima del presidente Pisanu per ritenere che possa entrare in una pic­cola combinazione parlamentare. Co­munque anche a Palazzo Madama ci sarà un gruppo di Fini: oggi sono poco sotto i dieci senatori, ma la mia esperienza mi insegna che in questi casi due o tre par­lamentari in prestito si trovano.

Berlusconi bis con Udc?

È bene che la formula di governo resti quella che è stata sottoposta agli eletto­ri: questa è una conquista alla quale è be­ne non rinunciare se non in situazioni di assoluta eccezionalità.

Fini dice: Silvio illiberale...

La richiesta di lasciare la presidenza del­la Camera deriva da un’incompatibilità sostanziale, perché diventando leader di una minoranza interna, nei fatti e forse anche contro la sua volontà il suo riferimento è diventato non più il regola­mento ma la convenienza politica. Nel­la Prima Repubblica quando si era elet­ti presidenti delle Camere si scioglieva­no le correnti; oggi che la partitocrazia non dovrebbe più esistere non si può di­ventare leader di nuovi partiti.

Tratto da "Avvenire"

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4 COMMENTS

  1. Riflettere!
    L’onorevole Quagliariello è persona tra le più serie e competenti dell’attuale pseudo-maggioranza. Ma in questo caso non posso che dargli torto. Fini ed i suoi parlamentari non sono sprovveduti e sciocchi, né tantomeno esponenti di una destra autoritaria, anarchica, giacobina e scapigliata. Chi in questo momento sta facendo la figura dell’illiberale è Berlusconi, il quale sta mostrando inequivocabilmente di avere una concezione padronale-aziendale del partito, dell’Italia e delle sue istituzioni, e con i suoi giornali che aggrediscono Fini cercando di distruggerlo politicamente ed umanamente. Gli italiani elettori di Centro-Destra non sono imbecilli. Una domanda per la redazione dell’Occidentale e per l’onorevole Quagliariello. Premessa: Berlusconi ha governato tra il 2001 e il 2006 e l’Italia è rimasta la stessa; Berlusconi sta “governando” dal 2008 ed è ancora tutto fermo. Domanda: secondo voi molti elettori di Centro-Destra che aspettavano riforme liberali (la famosa Rivoluzione Liberale promessa) da Berlusconi, continueranno a credere che Berlusconi possa essere l’uomo politico con la reale volontà e capacità di attuare tale Rivoluzione Liberale? Provate a darvi una risposta, in tutta onestà e coscienza. In caso di elezioni Fini ed il suo nuovo partito prenderanno molto ma molto più del 3-4 per cento, come alcuni vogliono far credere. Ve lo assicuro.

  2. E riflettiamo.
    Ma con serenità, usando il cervello e lasciando da parte slogan strillati che sono d’ostacolo alla riflessione. L’Italia è cambiata, e profondamente, in questi ultimi dieci anni; esci dal corteo e guardati intorno, smetti di farti imbottire le orecchie da sciocchezze e cerca i fatti: ma non quelli che ti raccontano gli avversari politici bensì quelli di cui puoi accertarti da solo. Rivoluzione liberale è anche questo: lasciar perdere gli alti princìpi e ragionare in termini di praticità, senza badare a tutte le fesserie che sono il fumo buttato negli occhi alla gente per impedirle di pensare con la propria testa. Non ci credere, a quelli che ti additano Berlusconi come la fonte di tutti i mali. Lo fanno perchè non hanno argomenti validi per contrastare la sua azione di governo; e allora lo demonizzano in tutto quello che fa. Li hai contati, i “giornali di Berlusconi” e oltre a Il Giornale quali sono?, e le “televisioni di Berlusconi” a parte il TG4 di Emilio Fede, quali sono? e come le usa Berlusconi quelle televisioni?. Pensa alla editrice Mondadori, che è una società di Berlusconi, hai notato che ci scrive il fior fiore dell’intellighenzia di sinistra? Allora, soffermati un momento a pensare con la tua testa, rifletti sulle cose (ma senza punti esclamativi, per favore) e poi decidi da te a chi credere; se ai fatti o alle critiche gratuite e preconfezionate.
    Alla domanda se gli elettori di Centro-Destra che aspettavano riforme liberali continueranno a credere che Berlusconi possa essere l’uomo politico con la reale volontà e capacità di attuarle, posso tranquillamente rispondere di sì a nome mio e dei tantissimi che nel liberalismo credono. Ed è proprio per questo che le opposizioni sono tanto imbufalite contro di lui. E’ per questo che lo stesso Fini ce l’ha a morte con Berlusconi, perchè non gli lascia lo spazio cui Fini ambirebbe. Non glielo lascia perchè Fini lo sprecherebbe; ma Fini in realtà non lo vuole nessuno. Se tu hai un socio di minoranza che ti rema contro, che fai, te lo tieni o lo cacci via? Se lo tieni sei uno sciocco, ma se lo cacci sei un dittatore. Tu che faresti? non dirmelo. Ciao.

  3. à acquastanca

    solo il TG4
    à acquastanca

    solo il TG4 di Fede??

    e il soldato Minzo dove lo lasci???

    Forse non hai capito bene che Fini e i suoi si sono STU-FA-TI di un vecchio rincoglito che pensa solo alla figa e agli affaracci propri, oltre a stendere un cordone sanitario sugli amici omertosi, vedi Mangano e Brancher.
    Ma te lo ricordi lo slogan RIALZATI ITALIA della primavera 2008?
    Dove ti pare che siamo arrivati dopo i condoni fiscali premianti per gli evasori, le cricche degli appalti e il G8 mancato in Sardegna che ha lasciato uno scempio costato milioni e milioni (anche miei!!) i pensionati sfigati che premevano sugli organi istituzionali per ottenere decisioni favorevoli al loro padrone?

    E intanto l’Italia dove va?
    i giovani senza futuro….
    Le aziende stritolate dalle banche e dai crediti che la PA non gli paga, qualcosa come 70 miliardi di euro, pero’ si trovano i fondi della legge mancia per accontentare il proprio bacino elettorale come ai tempi dei boss democristiani!

    Se c’è uno che ha tradito, non è certo Fini!
    E’ il Berlo con i suoi ministri che hanno preso in giro gli elettori!

  4. Per Acquastanca
    Mi spiace, ma io non credo al complotto contro Berlusconi. Voler far passare quello che sta accadendo come se si trattasse di un complotto di farabutti illiberali (che vogliono che tutto resti così come è ora) contro il riformatore liberale Berlusconi, non regge. Berlusconi non è un riformatore, né un liberale. Lo dimostra il tipo di concezione che ha delle istituzioni, del Parlamento, del partito, di tutto. E, soprattutto, lo dimostrano i fatti, o meglio, i non-fatti, poiché Berlusconi non ha fatto nulla e non sta proponendo nulla. E’ evidente a chiunque (tranne a chi finge di non vedere o non vuol vedere) che Berlusconi non ha alcun progetto di riformismo liberale del nostro Paese.

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