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Una fiction molto “Speciale”

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Non sempre è “meglio tardi che mai”.
Per dirla con le parole della presentazione di Rai Fiction (http://www.raifiction.rai.it/raifictionarticolo/0,9690,3061,00.html): “dopo molte stagioni di ritratti fortunati di marescialli, agenti e commissari, di magistrati, giudici e avvocati, di Carabinieri, Polizia e Esercito, sulla scena della fiction italiana irrompe per la prima volta GdF, la Guardia di Finanza” . Un tempismo eccezionale, non c’è che dire: nemmeno avevano lasciato l’aula di Palazzo Madama i senatori protagonisti del voto sull’affare Visco, nemmeno il ministro dell’Economia Padoa Schioppa aveva terminato la sua accorata arringa contro il generale della GdF Speciale, reo di un comportamento “inqualificabile”, nemmeno aveva fatto in tempo la maggioranza di governo a contarsi - facendo rientrare in extremis le posizioni di Mastella e Di Pietro -, che la TV pubblica aveva già lanciato gli spot con l’anteprima della nuova serie interpretata da Alessandro Preziosi, prossimamente sugli schermi di Rai Due.

Incredibile casualità o diabolica premeditazione? Il pensiero corre dubbioso agli autori della fiction, che, in questi giorni di tempesta sull’unico Corpo d’Armata che mancava all’appello televisivo, staranno almeno passandosi una mano tra i capelli – impossibile dire se per lisciarseli o per strapparseli. Avranno avuto sentore del delicato lavoro che i finanzieri, proprio mentre le loro penne scorrevano indisturbate sulle sceneggiature, stavano compiendo sul caso Unipol? E se sì, si saranno posti il problema, nel tracciare una storia che si snoda “dal traffico d’armi e contrabbando di sigarette agli scontri per l’egemonia del mercato della droga, dal traffico di organi umani al riciclaggio di capitali sporchi, dallo smaltimento dei rifiuti tossici ai pericolosi interessi di Cosa Nostra sull’uranio delle centrali nucleari”, della roboante assenza in tutto questo bailamme delle indagini sulla finanza rossa? Una cosa è certa: se l’ondata di fiction dedicate alle forze dell’ordine sulle frequenze della TV di Stato, secondo l’Osservatorio sulla ­Fiction, erano sinora servite a rinsaldare il rapporto tra l’istituzione e i cittadini (come ha affermato il direttore di Rai Fiction Agostino Saccà), diffondendo un’immagine della divisa positiva e vicina alla gente, sarebbe interessante farsi spiegare dal governo – editore di riferimento della RAI – perché alle Fiamme Gialle si dia con una mano quello che l’altra mostra chiaramente di voler togliere.


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