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La proposta di riforma di Fondazione Magna Carta

“Una flat-tax per l’Italia”: per un nuovo rinascimento fiscale

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Il libro “Una flat-tax per l’Italia” intende proporre un sistema fiscale basato su una tassazione con aliquota proporzionale del reddito personale e un vantaggio fiscale pensato su base familiare. Un’idea innovativa, ma pur sempre rispettosa di quei criteri di efficienza, equità e semplicità che ogni ottimo sistema tributario dovrebbe possedere. 

Per troppi anni il problema di una seria ed organica revisione del sistema fiscale è stato rimandato e i tentativi di riforma che si sono susseguiti nel corso degli anni si sono risolti o nel nulla di fatto o si sono perduti nei meandri del clientelismo e degli interessi di parte. Con risultati disastrosi per l’economia italiana, che si è ritrovata fortemente penalizzata dall’intollerabile livello di pressione fiscale attuale e da imposte distorsive che hanno provocato una riduzione sostanziale dell’occupazione e degli investimenti. Anche l’obiettivo della redistribuzione delle risorse dai ricchi ai poveri è miseramente fallito, nonostante la progressività dell’imposta riconosciuta dalla Costituzione avrebbe dovuto assicurare risultati esattamente opposti. 

Dalla presa di coscienza di questo fallimento la Fondazione Magna Carta ha riflettuto, con l’aiuto di due grandi economisti di fama internazionale della Hoover Institution e della Stanford University, il professor Alvin Rabushka e il professor Kurt Leube, sulle possibilità di proporre un modo di tassare le famiglie e le imprese italiane che andasse a vantaggio di tutti: efficiente, perché in grado di incentivare le imprese ad assumere e i lavoratori a lavorare, equo perché non crea disparità di trattamento tra i vari contribuenti e riduce sostanzialmente l’evasione fiscale, che della elevata tassazione è figlia, semplice perché permette a ogni contribuente di comprendere la misura delle tasse da pagare senza dover ricorrere, come oggi deve fare, a burocrati e fiscalisti. 

Una tassa proporzionale al 23%, che può scendere fin sotto la soglia del 20% nel caso di recupero di evasione fiscale e con una detrazione elevata garantita a tutti gli individui e che aumenta all’aumentare del numero di persone a carico, fino a raggiungere per famiglie con oltre 4 figli il livello di 21.000 Euro è sicuramente un risultato che non può non convincere chi gestisce l’economia italiana. Una riforma in grado di far ripartire il motore imprenditoriale italiano ed attrarre attenzione da parte di investitori stranieri, che presta una particolare attenzione anche a quelli aspetti demografici, attualmente mortificati da un sistema che penalizza le famiglie. Come viene spiegato con chiarezza dal testo, per l’Italia un nuovo Rinascimento fiscale è davvero possibile.  

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5 COMMENTS

  1. Rinascimento Fiscale – Rivoluzione Liberale
    Bene, molto bene, buona idea! Immagino che tutte ste tasse son state calcolate con il costo della politica e sindacale, dell`attuale mostruoso insieme di divoratori del bene nazionale. Credo che con un dovuto, drastico ridimensionamento del nostro carrozzone di approffittatori statali, le percentuali indicate potrebbero ancora scendere ed allora si che ci sarebbe certezza nel far ripartire a pieni giri il motore Italia. Gli strilli dei viziati politici che si vedranno costretti a lasciare la greppia non dovra’ muoverci a compassione, come a loro non interessa ora un fico secco delle intre famiglie che restano all`asciutto, dovuto alla loro insipienza gradassa. Mettiamolo in Costituzione che per nessun motivo le tasse possano superare livelli equi, il contribuente non deve lavorare piu’ d`un mese all`anno per mantenere lo Stato, oggi s`arriva ai sei mesi! Solo cosi gli investitori esteri e nostrani si precipiteranno con sicurezza nel mercato italiano, il costo del lavoro diminuirebbe accrescendo la competitivita’ italiana, con quel che ne consegue.
    Un Rinascimento Fiscale dentro una Rivoluzione Liberale, questo dev`essere il motto!

  2. Follia allo stato puro
    Le tasse vanno radicalmente abbassate ma un’imposta del 23% per tutti o quasi, senza una qualche e pur attenuata progressivita’, sarebbe veramente folle. Primo, la tendenza, finalmente anche negli Usa, e’ quella di aumentare la progressivita’. Secondo, la proposta creeerebbe un buco nero nelle entrate statali che i proponenti si guardano bene dal calcolare.
    In materia fiscale, e’ sempre una questione di misura. Le attuali quote di tassaione diretta ed indiretta sono estreme, ma altrettanto la proposta in questione.

  3. “La ‘-decima-‘ scalata”
    LA PROPOSTA DI UNA “FLAT TAX”, TRA LE ALTRE,
    E’ STATA ELABORATA DA “P.I.N.” = PARTITO ITALIA NUOVA, IL QUALE PARTITO STA RACCOGLIENDO NON POCHI CONSENSI IN TUTTA ITALIA. LA TASSAZIONE PROGRESSIVA E’ SOLO DOGMA DEL DEMAGOGICO PENSIERO SINISTRORSO.

  4. Bravi, era ora!
    Concordo pienamente: non sono, infatti, mai riuscito a capire perchè ci si debba vergognare di guadagnare dei soldi onestamente e per capacità. Con un’aliquota fissa e non progressiva chi guadagna di più a) paga, comunque, più tasse, b) è più facile che non sia tentato di “evadere”, c) è incentivato a cercare di continuare a guadagnare (cioè a produrre quale che sia il proprio ambito lavorativo); e chi guadagna di meno sarà stimolato a cercare di guadagnare di più – onestamente -, sapendo che se ci riuscirà non gli sarà mangiato tutto dalle tasse. Finiamola con l’ipocrisia catto-comunista che i soldi (quelli degli altri) sono sempre sporchi e, quindi, vanno ridistribuiti.

  5. famiglie numerose aiutate: un’assurdità
    Aiutare le famiglie incoscienti che fanno più figli di quanti ne possano mantenere?
    E le persone responsabili dovrebbero sovvenzionarle?
    Assurdo. Ingiusto.
    Se una famiglia è benestante, che faccia i figli che riesce a mantenere e gestire.
    Se una famiglia è povera, si può aiutare fino a due figli. Poi, basta.
    Il mondo è già troppo sovrappopolato.
    Bisogna divulgare la procreazione responsabile, e invece punire chi fa figli in modo incosciente. A spese dei bambini e della società.

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