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Una Germania mondiale

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L’anno internazionale 2007 si apre all’insegna della Germania, chiamata a presiedere sia la Unione Europea (per sei mesi) che il G8, ospitando in giugno il vertice dei capi di Stato e di Governo ad Heiligendamm, una località che si affaccia sul Mar Baltico.

Cogliendo di sorpresa chi l’ha accusata di essere priva di visioni politiche, Angela Merkel descritta dal Time,  (e citata tra le persone più importanti del mondo) come - the woman who cheered up Germany, ha inaugurato il semestre di presidenza tedesca annunciando durante il suo breve viaggio alla Casa Bianca, un nuovo corso politico che vedrà l’Europa più vicina agli Stati Uniti. Uno spazio economico comune con gli Usa per ridurre i costi in un regime di interscambio molto intenso. «In Europa – spiega il cancelliere in un’intervista rilasciata al Financial Times – abbiamo accumulato una certa esperienza riguardo ai mercati unici, che possiamo applicare nei nostri rapporti commerciali con gli Stati Uniti. Nell’Unione Europea abbiamo saputo amalgamare sistemi legali di ispirazione molto diversa. In un mondo sempre più globalizzato, questa può essere una buona base per una cooperazione economica transatlantica». Le prime proposte europee verranno discusse al prossimo vertice euro-americano che si terrà a maggio. All’obiezione che tale mercato potrebbe essere percepito da paesi quali Cina, India, Giappone, come una costruzione protezionistica é la stessa Merkel ad assicurare che – «questa cooperazione non é intesa contro nessuno e certamente non punta a restringere il commercio mondiale. Concorrenza globale e energia sono, infatti, le grandi sfide del nuovo secolo». Nell’intervista al quotidiano La Stampa il cancelliere fa chiarezza anche sul rapporto che intende instaurare, quale rappresentante dell’Unione Europea, con la Russia di Putin, che sta conoscendo una deriva autoritaria: «Per prima cosa con la Russia dobbiamo affrontare una serie di questioni riguardanti la Polonia, e sarà un dossier impegnativo, tanto che se non ci sarà un nuovo accordo di cooperazione con la Russia. Poi ci sono da definire i parametri di Kyoto fino al 2012 e come Germania vedremo cosa si può fare in sede di G8». Il tono appare sostanzialmente diverso da quello del suo predecessore ma anche da quello assunto dal ministro degli esteri socialdemocratico Steinmeier. «Abbiamo avuto – dice Merkel nell’intervista rilasciata al Financial Times – una discussione molto franca col presidente Putin nell’ultimo vertice tra Russia e Unione Europea. Noi abbiamo bisogno di forniture energetiche affidabili e loro di partner politici affidabili»

Il viaggio lampo a Washington

Molti, forse perfino la maggioranza di fronte al viaggio lampo del cancelliere Merkel a Washington (il 5 gennaio) si sono domandati se gli americani e gli europei potevano finalmente condividere gli stessi valori. La domanda, dettata da ragioni politiche ed economiche trae fondamento da diverse questioni: la lotta contro il terrorismo, la ricerca di nuove risorse energetiche, la crisi nel vicino e medio oriente. La domanda si può anche riassumere in altri termini e cioè se il cancelliere di ritorno da Washington potrà dire all’Europa di avere trovato un nuovo partner nonostante le differenze che ancora separano l’Europa dall’America (ad esempio le diverse posizioni riguardo il conflitto in Afghanistan, e quelle riguardo alla difesa mondiale del clima con la mancata ratifica statunitense del cosiddetto Protocollo di Kyoto); e nonostante l’inversione di rotta della politica americana. Un segno visibile per tutti: la carica assunta dalla neo eletta Nancy Pelosi e la maggioranza democratica al congresso, esito delle elezioni di metà mandato.

Tra le proposte avanzate dal cancelliere Merkel al presidente Bush vi é quella di creare un Nahost-Quartett - per la soluzione del processo di pace nel vicino oriente. Il cosidetto ‘quartetto’ formato da Stati Uniti, Russia, Unione Europea e Nazioni Unite dovrebbe partecipare attivamente alla soluzione del conflitto in Siria e Palestina e proporre una strada di pace per Israele e Palestina. La soluzione indicata mira alla costruzione di due Stati riconosciuti (Zwei Staaten Lösung). Il ‘quartetto’ potrebbe costituire la prima tappa significativa del riavvicinamento tra America e Europa, tuttavia non é ancora chiaro – (come accaduto in passato) - chi sarà il portavoce dell’Unione Europea. Bush ha accolto positivamente la proposta invitando Condoleeza Rice a recarsi in vicino oriente. In occasione della visita alla Casa Bianca, la Merkel ha sottoposto al presidente Bush l’intera agenda della presidenza di turno in Europa e del prossimo vertice del G8.

Il semestre europeo

Molte sono le aspettative poste di fronte alla presidenza di turno tedesca. Aspettative nutrite non solo dal cancelliere ma da tutti i partiti di governo. Anche quelli che siedono all’opposizione, come i liberali FDP guidati da Guido Westerwelle hanno promesso la loro collaborazione per il raggiungimento di un importante successo per tutta la Germania. La Signora Merkel ha ricordato alla sua coalizione di governo come l’obiettivo più importante del semestre sia salvare la Costituzione Europea dal fallimento. «Certo – dice il cancelliere nell’intervista alla Stampa-  prendiamo atto che i il referendum è fallito ma questo non significa che non si possa più parlare di Costituzione». Quasi per evitare alla coalizione una cocente delusione, il ministro degli esteri Steinmeier ha dichiarato nel corso di un’intervista rilasciata al Süddeutsche Zeitung che nei sei mesi prossimi «nessuno è in grado di fare miracoli». Egli afferma che le attese da questo semestre sono troppo alte o semplicemente troppo ambiziose rispetto alle questioni sul tavolo: pace nel vicino e medio oriente e nei Balcani, risoluzione della crisi in cui é caduta la vicenda della Costituzione Europea, risoluzione della questione turca e intessere nuovi rapporti con la Russia di Putin.

Non pochi presidenti o cancellieri che hanno sperimentato la leadership all’interno del G8 o dell’Unione Europea hanno successivamente lamentato una perdita di popolarità, o soltanto di forza all’interno della propria coalizione. Questo, dato il panorama geopolitico denso di conflitti e difficoltà potrebbe essere anche il caso della Merkel. Lei consapevole della minaccia c’é da credere che darà il meglio di sé. Il governo é intelligente abbastanza per stare attento ai pericoli incombenti dettati dall’agenda politica internazionale: l’irrisolta crisi della costituzione europea, i rapporti con la Russia in vista del vertice che detterà il futuro piano energetico dell’Unione, la questione del clima e della protezione dell’ambiente, le crisi nel vicino e medio oriente. Come a dire, la Germania non possiede la bacchetta magica. Riguardo alla Costituzione il ministro afferma che se la sostanza della Costituzione dovrà rimanere valida e la soluzione non sarà cambiarle semplicemente nome vi sono paesi chiamati a compiere maggiori sforzi per uscire dall’impasse istituzionale. Riguardo alla questione della difesa europea, Steinmeier auspica una maggior collaborazione con gli Stati Uniti e una cooperazione più stretta tra i paesi europei. Se la pace tra i paesi europei é stata la spinta alla nascita della Comunità europea, oggi tale spinta si é esaurita, economia e concorrenza globale sono le nuove sfide. Sulla questione dell’annessione della Turchia all’Unione, Steinmeier si fa critico nei confronti dell ex-cancelliere che aveva compiuto passi verso la Turchia dettati dal solo ottimismo senza analizzarne prima i problemi reali.

Allargamento della UE: Romania e Bulgaria

Con l’ingresso di Romania e Bulgaria l’Europa sale a quota 27 ma sta volta nessuno all’interno della vecchia Europa ha voglia di festeggiare. In particolare il 53% dei tedeschi intervistati dall’istituto demoscopico DIMAP sono contrari all’entrata dei due Stati membri, il 62% è contrario ad ogni altro allargamento, in particolare all’entrata della Turchia in Europa e oltre il 50% è convinto che Romania e Bulgaria porteranno in Germania criminalità organizzata e corruzione. L’allargamento é oggi percepito come un inevitabile destino più che come un successo dell’Unione. Le reazioni della gente non sono di ribellione verso l’Europa ma di puro scetticismo. Anche lo scrittore ucraino – Juri  Andruchowytsch – sostiene che l’Europa abbia smarrito l’idea di se stessa, non vi é più alcun spirito –sostiene-  a tenere unito gli Stati dell’Unione Europea tra di loro.

Dopo il trionfale big bang del 1 maggio 2004 l’Europa ha bisogno di metabolizzare la scelta fatta. Come dire spingere sull’acceleratore dell’allargamento non significa modernizzare le strutture istituzionali. La tiepida accoglienza di Romania e Bulgaria nell’Unione Europea segnala una questione irrisolta più urgente: alla Ue manca una struttura istituzionale capace di reggere ulteriori allargamenti, oltre il numero 27. Inoltre, la situazione politica instabile nell’Europa dell’Est – in Polonia il governo cambia ogni paio di mesi – rende impossibile per la Ue la conduzione di ogni politica. Pare evidente che l’Unione non è in grado di accogliere nessun altro paese, fino a quando non ci sarà una Costituzione: questo vale per i paesi dei Balcani come per la Turchia. Un allargamento senza limiti degraderebbe la UE in una zona di libero scambio priva di unità politica. Ma forse la Germania può ancora invertire la rotta.

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