Una manovra che dà più che chiedere. Via Imu, azzerati interessi Equitalia

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Una manovra che dà più che chiedere. Via Imu, azzerati interessi Equitalia

27 Novembre 2013

Il Consiglio dei ministri approva il decreto legge che cancella la seconda rata Imu per la prima casa e per i terreni agricoli e immobili strumentali. Ad annunciarlo il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, in conferenza stampa dopo l’incontro con i ministri. Approvati anche la rivalutazione delle quote di Bankitalia e la dismissione degli immobili pubblici.

Ieri il Senato ha votato la fiducia chiesta dal Governo sulla Legge di Stabilità. 171 i voti positivi dei senatori contro 135 voti negativi, e sulla manovra si consuma lo strappo definitivo con Berlusconi e Forza Italia che escono dalla maggioranza. In complesso, la manovrà dà più che chiedere agli italiani: 700 milioni di euro sono stati accantonati per ridurre le tasse su case e aziende.

Previste maggiori detrazioni in particolare per i redditi tra i 15 e i 18mila euro (circa 225 euro annui). Altre detrazioni, a scalare, per i redditi fino a 35mila euro. Sulla questione casa, l’Imu sulla prima casa viene cancellata. Nel 2014 sulla prima abitazione si pagheranno la Tari e la Tasi, quest’ultima con aliquota dall’1 al 2,5 per mille (con ulteriori detrazioni possibili previste dai Comuni). L’Imu si continuerà a pagare sulle seconde case, sulle case di lusso, ville e castelli. La Iuc (imposta comunale unica) sommerà l’Imu su immobili, la Tari per la raccolta riufiuti e la Tasi per servizi come trasporti e illuminazione.

Si è deciso inoltre di sperimentare nelle aree metropolitane il cosiddetto "sostegno di inserimento" (legato a delle condizioni come il mandare i propri figli a scuola), 120 milioni di euro in tre anni, coperto da un contributo di solidarietà sulle pensioni d’oro. Si abbassa infatti da 150mila a 90mila euro lordi la soglia entro cui scatterà il contributo di solidarietà per la "carta sociale". Le pensioni oltre i 90.000 euro pagheranno un contributo del 6%, quelle oltre i 128.000 euro il 12%, quelle oltre i 180mila euro il 18 per cento.

Decisione importante è senza dubbio quella che azzera gli interessi sulle vecchie cartelle di Equitalia. Salgono  i prelievi sulle attività finanziarie possedute all’estero dai residenti in Italia, come pure le tasse su giochi e slot machine, dopo il rifiuto delle società che gestiscono le macchinette di arrivare a una transazione sulle multe contratte con lo Stato. Se la manovra non dovesse tenere, scatterà l’accisa sulla benzina. Il premier Letta ha anche annunciato di voler destinare i risparmi ottenuti grazie alla spending review verso una riduzione delle tasse sulle famiglie. Ora sulla Legge di Stabilità è chiamata ad esprimersi la Camera.