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Un’Autorità portuale, la nuova sfida della regione per rilanciare l’economia

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Il rilancio dell’Abruzzo può passare anche attraverso i porti. Ed è così vero che l’idea si è trasformata in una proposta di legge regionale, presentata ieri a Palazzo dell’Emiciclo. Una proposta che mira alla costituzione di un’Autorità portuale regionale, l’Apra e che è stata messa nero su bianco dai consiglieri regionale Nicola Argirò, Giuseppe Tagliente del Pdl, Tonino Prospero di Rialzati Apruzzo e, come primo firmatario, Berardo Rabbuffo (Fli). Si punta sulle infrastrutture dunque per spingere l’Abruzzo. Infrastrutture, infatti, è una della parole chiave per stimolare la crescita, da cui è necessario che la classe dirigente riparta dopo anni di immobilismo.

Lo spiega bene Nicola Argirò, presidente della IV Commissione Attività Produttive: “Il testo entra nell’ottica di un reale potenziamento delle infrastrutture regionali, che, come nel caso dei porti commerciali, svolgono un ruolo fondamentale per il trasporto delle merci sul territorio, e rendono competitive le imprese che esportano fuori dai confini nazionali”.

Sotto i riflettori in particolare i porti di Vasto e Giulianova, a precisarlo è il consigliere Tonino Prospero: “L'Abruzzo, con questa legge, si pone in linea con il rinnovato panorama nazionale che guarda al federalismo - ha affermato -. Contemporaneamente, propone di realizzare la gestione coesa dei due porti commerciali, come quelli di Vasto e Giulianova, individuati dal Piano regionale integrato dei trasporti. La nostra proposta - ha spiegato meglio - intende infatti anticipare anche il disegno di legge di modifica alla legge 84/94 (istituzione delle autorità portuali), attualmente in discussione alle Camere, con l'obiettivo di ottimizzare la gestione accentrata, con l'indubbio effetto benevolo degli scali marittimi, che sono a oggi esclusi dalla possibilità di costituire autorità portuali e, comunque, di divenire porti di interesse regionale”.

Ancora una passo avanti verso l’efficienza e l’economicità, una prova del cambio di mentalità che la governance regionale è pronta a realizzare, mandando in soffitta i carrozzoni del passato e chiudendo a doppia mandata la porta. La parola d’ordine adesso è “accelerare i processi di efficienza delle infrastrutture locali”. Lo dice l’esponente di Fli, Berardo Rabuffo, che aggiunge: “Bisogna tener conto che la migliore gestione dei porti determinerà un enorme vantaggio sull’economia degli scambi in ambito europeo. Questo comporterà anche un aumento dell’occupazione e il rilancio di un settore strategico e fondamentale per lo sviluppo del territorio regionale”.

E territorio, infatti, è la chiave di volta per far ripartire l’economia regionale. Più attenzione al territorio, alle sue potenzialità inespresse, alla valorizzazione delle risorse a costo zero. Strizzando l’occhio ad un settore, quello commerciale, che oltre a quello ferroviario e aereo, troverebbe un altro sbocco. Un’idea che stuzzica il sindaco di Vasto, Luciano Lapenna, decisamente entusiasta del progetto: “Va nella direzione auspicata dal nostro Comune, che già nel 2007 ha approvato il nuovo piano regolatore portuale che proietta il nostro scalo marittimo nella realtà dei traffici dell’Adriatico”.

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