Ungheria. Fango tossico, l’azienda pronta a pagare 5,5 milioni di euro
18 Ottobre 2010
di Redazione
La società Mal, responsabile del peggiore disastro ambientale mai avvenuto in Ungheria, è pronta a pagare 1,5 miliardi di fiorini (5,5 milioni di euro) di indennizzi agli abitanti sinistrati dell’esondazione di fango rosso avvenuta lo scorso 4 ottobre ad Ajka, nell’ovest del Paese. Il risarcimento avverrebbe in cinque anni, in rate di 300 milioni l’anno. Lo ha dichiarato oggi alla stampa il presidente e proprietario maggioritario della società, Lajos Tolnay.
Inizialmente la Mal aveva proposto risarcimenti complessivo per 30 milioni di fiorini (110.000 euro), somma che le famiglie colpite giudicavano assolutamente insufficienti e un’elemosina. "La responsabilità del disastro non è ancora accertata giuridicamente, ma le tragedie umane necessitano un rimedio, e non c’è altro modo che pagare un indennizzo consistente", ha detto.
Tolnay ha precisato che il fango rosso che si produrrà durante la lavorazione dell’allumina sarà decantato in un altro deposito, più sicuro di quello accidentato. Nel frattempo, da venerdì, l’impianto ha ripreso la produzione.
Nei due comuni più colpiti, Kolontar e Devecser, continua intanto l’opera di pulizia e demolizione delle case danneggiate. A Devecser circa 100 case e a Kolontar circa 30 saranno completamente demolite e i proprietari sistemati in alloggi offerti dallo Stato. Un terzo circa degli abitanti di Kolontar non vuole ritornare nel paese temendo nuovi disastri in futuro e rischi alla salute, causati dalle polveri di fango tossico, nel frattempo seccatosi, ritenuto cancerogeno. Al momento comunque l’emergenza ambientale risulta sotto controllo.
