Unicredit, oggi Cda straordinario, verso misure su dividendo
05 Ottobre 2008
di Redazione
UniCredit accelera i tempi per varare ulteriori misure di rafforzamento dei propri ratios patrimoniali e mettersi così meglio al riparo dalla speculazione di Borsa dopo una settimana al fulmicotone. Oggi pomeriggio si terrà un cda straordinario domenicale, chiamato a scegliere tra le diverse opzioni che il management guidato dall’ad Alessandro Profumo presenterà sul tavolo. Nel ventaglio delle varie possibilità c’è anche quella della distribuzione del dividendo sotto forma di azioni, che fonti vicine alla banca hanno definito "verosimile". Silenzio assoluto invece da parte dello stesso Profumo, che in occasione di un’uscita pubblica in mattinata per l’inaugurazione dell’anno accademico del Collegio di Milano non ha rilasciato alcuna dichiarazione.
La decisione finale spetterà chiaramente al consiglio, che è stato comunque preceduto venerdì, come confermano le fonti, da una riunione preparatoria del comitato permanente strategico protrattasi fin oltre le 22.00. Il comitato è composto da 10 membri, la maggior parte non esecutivi, tra cui il presidente Dieter Rampl, l’ad Profumo e i cinque vice presidenti dell’istituto (Gianfranco Gutty, Franco Bellei, Berardino Libonati, Fabrizio Palenzona ed Anthony Wyand). Il comitato opera con "funzioni consultive e propositive" e in particolare fornisce al consiglio pareri su una serie di argomenti. Tra questi, anche l’approvazione di "operazioni su partecipazioni oltre determinati limiti di valore"; "operazioni straordinarie sul capitale del gruppo e politica dei dividendi, sia della capogruppo che delle società del gruppo, qualora questa non sia già ricompresa negli indirizzi generali della capital allocation", nonché altre "operazioni/iniziative di rilevante contenuto strategico per il gruppo" .
Le misure decise oggi – che saranno poi spiegate al mercato probabilmente lunedì mattina in una conference call – hanno lo scopo di portare il ratio patrimoniale Core Tier1 "sicuramente non sotto" il 6,2% per fine anno (dal 5,55% di giugno), come previsto dai target oltre che dai desiderata della Banca d’Italia. "L’ottica – hanno spiegato le fonti – è quella di dare alla banca una struttura patrimoniale ancora più robusta, la più solida possibile, visto anche quel che è successo in Borsa". Oggi diversi quotidiani riferiscono indiscrezioni su probabili misure sul dividendo, attraverso un’operazione "complessa e innovativa".
Tra le ipotesi più dettagliate quella de Il Sole 24 Ore, che parla della possibile distribuzione di un dividendo sotto forma di azioni, sulla falsariga di quanto sperimentato recentemente da Ubs e altre banche internazionali. Un’iniziativa che rappresenterebbe in effetti una novità nel panorama italiano. Per farlo UniCredit utilizzerebbe in parte le azioni proprie che ha in portafoglio e in parte azioni di nuova emissione al servizio della distribuzione del dividendo, che non pagherebbe così in contanti ma appunto in azioni. Un’operazione ‘mista’, secondo il quotidiano finanziario, che avrebbe il duplice effetto di consentire il raggiungimento dell’obiettivo di Core Tier1 e di non scontentare gli azionisti di ‘peso’ della banca (Fondazione Cariverona, Fondazione Crt, Carimonte Holding e Allianz) preoccupati dall’eventualità di un possibile taglio o cancellazione della cedola.
Già nel cda del 23 settembre scorso la banca aveva approvato altre misure in direzione del rafforzamento patrimoniale. In particolare, un progetto per conferire parte del proprio portafoglio immobiliare in un fondo chiuso: la transazione dovrebbe completarsi entro il 2008 e generare più di 15 punti base (0,15%) di Core Tier 1. Inoltre, nell’ambito del programma di ottimizzazione/riduzione dei Risk Weighted Assets (RWA), UniCredit ha completato in settembre una serie di transazioni che genereranno fino a 12 punti base (0,12%) di Core Tier 1. In cantiere – come già comunicato – anche altre cessioni di asset non strategici. Insomma, tra iniziative già avviate ed altre da prendersi il messaggio al mercato è chiaro: si lavora "concretamente" per rafforzare la base patrimoniale.
fonte: APCOM
