Unioni civili, “Comitato parlamentari per la famiglia”: No Cirinnà, si veda nostra proposta
23 Luglio 2015
di Redazione
Affondo del ‘Fronte del no’ alle adozioni gay e all’equiparazione delle unioni civili al matrimonio contro il ddl Cirinnà all’esame del Senato: "su quel provvedimento è praticamente impossibile trovare un accordo, almeno all’interno della maggioranza, perché quel testo non è emendabile", dice Eugenia Roccella, tra gli oltre 100 deputati e senatori che aderiscono al Comitato dei parlamentari per la famiglia. "La divisione – spiega l’esponente di Area popolare – non è tra omofobi, reazionari e oscurantisti da una parte e, dall’altra, chi vuole promuovere i diritti all’amore tra le persone omosessuali, ma semplicemente tra chi vuole una legge che equipari le unioni civili al matrimonio tra omosessuali e chi invece vuole la tutela dei diritti individuali all’interno della coppia e per tutte le forme di convivenza senza l’equiparazione al matrimonio". Per chi in Parlamento si batte contro i matrimoni e le adozioni gay, il punto di partenza per riaprire il confronto è rappresentato dalle iniziative di legge presentate al Senato, primo firmatario Maurizio Sacconi, e alla Camera, primo firmatario Alessandro Pagano, che hanno il medesimo obiettivo di dar vita ad uno ‘statuto della convivenza’ che escluda però con nettezza l’equazione unioni civili-matrimonio. La posizione del Comitato è stata illustrata in una conferenza stampa a Montecitorio alla quale hanno partecipato anche Alessandro Pagano, Paola Binetti e Maurizio Sacconi di Ap, il tosiano Emanuele Prataviera, Luca Squeri di Forza Italia.
"E’ falso che chi è contro il ddl Cirinnà non vuole riconoscere i diritti agli omosessuali", dicono i firmatari delle proposte di legge sostenute dal Comitato che riunisce parlamentari di Ap, di Forza Italia di Fdi-An, della Lega, fittiani e tosiani. Dieci i punti chiave delle proposte presentate alla Camera e al Senato: assistenza sanitaria del convivente nei confronti del partner, accesso alla cartella clinica del partner, congedi per motivi di salute, possibilità di colloqui con il convivente detenuto, subentro del convivente nella successione della locazione, assegnazione degli alloggi popolari, possibilità della presentazione della domanda di grazia, estensione del convivente dei benefici per le vittime di mafia e terrorismo. Inoltre, il partner ha titolo, a determinate condizioni, al risarcimento del danno subito dall’altro partner.
Per quanto riguarda l’iter parlamentare del ddl Cirinnà, per Sacconi "la calendarizzazione del ddl Cirinnà è una sceneggiata. In conferenza dei capigruppo è stata subordinata al lavoro della Commissione, ma è evidente che è impossibile che la Commissione concluda i suoi lavori dato che non è ancora iniziato l’esame degli emendamenti. L’ostruzionismo di cui tanto si è parlato, non è nemmeno iniziato", aggiunge Sacconi.
Mentre, sui dati forniti oggi dal MEF via Twitter, Sacconi sottolinea come la previsione sulla copertura, per gli aspetti previdenziali, va fatta su "almeno dieci anni per calcolare gli effetti" di una legge una volta che "è a regime. Il Tweet del Mef e’ sconcertante", afferma il presidente della commissione Lavoro del Senato. Sacconi, partendo da una spesa attuale di "oltre 50 miliardi" tra pensioni ai superstiti, assegni familiari e detrazioni, prevede "per difetto", se il ddl entrasse in vigore, un aumento di "almeno il 3%", pari a "1,5 miliardi".
