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Unipol. Intercettazione tra Fassino e Consorte: “Fare subito chiarezza”

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"Sono fiducioso che la magistratura accerterà rigorosamente tutto ciò che è avvenuto, individuando anche eventuali responsabilità. Mi auguro in tempi rapidi". L'ex leader dei Ds Piero Fassino chiede chiarezza sull'ipotesi che l'intercettazione della telefonata con Consorte sia stata offerta a Berlusconi prima della pubblicazione sul Giornale.

Se l'ipotesi risultasse vera, dice Fassino in un'intervista a Repubblica, "allora risulterebbe chiaro che una conversazione privata e del tutto innocua, come peraltro riconobbero poi i magistrati, è stata strumentalizzata in modo brutale e cinico per un'opera di legittimazione mia personale, dei Ds e del centrosinistra". La vicenda, aggiunge, "è sconcertante. Vi si ritrova l'esatta dinamica avvenuta due anni prima con il caso Telekom Serbia".

La destra, prosegue Fassino, "in questi anni ha una gravissima responsabilità: quella di avere introdotto nella normale dialettica politica tra chi governa e chi sta all'opposizione delle tossine pericolosissime che avvelenano il funzionamento della democrazia, colpiscono l'onorabilità delle persone, travolgono normali regole di civiltà prima ancora che politiche".

Sulla questione ieri era intervenuto Niccolò Ghedini, deputato del Pdl, affermando che "la vicenda riguardante la pubblicazione della intercettazione dell'onorevole Fassino così come è ricostruita quest'oggi sull'Unità è del tutto priva di fondamento. Le indagini non potranno che dimostrare la totale estraneità alla pubblicazione del Presidente Berlusconi e del dottor Paolo Berlusconi".

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