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Unipol, per D’alema la soluzione viene dall’Europa

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Massimo D'Alema nel luglio 2005 era parlamentare europeo. Non italiano. E nessuno al mondo in due anni sembra essersene accorto a partire dall'interessato e da tutti i membri della giunta per le autorizzazioni a procedere della camera dei deputati, senza dimenticare la gip milanese Clementina Forleo. Che ora vedrà molto probabilmente tornare indietro gli atti mandati a Montecitorio alla commissione presieduta da Carlo Giovanardi. Sulla busta troverà scritto: "Restituire al mittente, indirizzo sbagliato". Per D'Alema infatti l'autorizzazione a utilizzare le telefonate in cui parla con Giovanni Consorte della scalata Unipol alla Bnl dovrà essere Strasburgo a concederla. E la ormai imminente decisione del suddetto organismo, prevista addirittura per domani, non ci sarà più.
 
Il relatore sulla posizione di D'Alema, Elias Vacca dei comunisti dilibertiani, ha chiesto tempo per decidere cosa proporre alla Giunta. Che tornerà a riunirsi mercoledì prossimo. Anche se lo stesso Vacca oggi ha fatto capire che il suo orientamento è identico a quello già esternato da
Giovanardi un po' a tutti i media che si sono affacciati alla Commissione per le immunità parlamentari: "Se le cose stanno così non c'è dubbio che noi dobbiamo spogliarci della nostra competenza".
 
Questo colpo di scena, che lui chiama "coniglio dal cilindro", non è piaciuto per niente a Federico Palomba dell'Italia dei Valori, il fidato collaboratore di Di Pietro nella giunta. Palomba infatti dice di essere "assolutamente contrario" al rinvio, perché "c'era la possibilità di decidere e il Parlamento europeo non è competente". In particolare Palomba si dichiara assolutamente  contrario al fatto che "se un coniglio esce dal cilindro altri conigli cerchino di attaccarsi a quella coda". Almeno "sulle altre richieste si deve decidere", ironizza l'ex presidente della regione Sardegna con riferimento agli  atti riguardanti Cicu e Fassino. Ma quel che probabilmente succederà, invece, come in un grottesco gioco dell'oca giudiziario, è che torneranno alla Forleo tutti gli incartamenti e che la gip dovrà riformulare le proprie richieste inoltrando quelle per D'Alema a Strasburgo e facendo tornare quelle per Fassino e Cicu a Montecitorio.
 
Nel dibattito in commissione la linea in materia è stata pressoché unanime, fatta salva l'eccezione del partito di Di Pietro. Il cui succitato esponente in commissione alimenta tesi suggestive sui mandanti del colpo di scena: "Il nome non lo voglio dire ma c'è qualcuno che lo ha detto a Giovanardi e sicuramente non ha fatto gli interessi di D'Alema". Ma proprio il presidente della Commissione fa sarcasmo su questo complottismo e dichiara a chiunque
lo contatti al telefono che "non c'è alcun mistero, non ve ne eravate accorti neanche voi giornalisti, non se ne erano accorti D'Alema e i suoi avvocati, non se ne era accorta la Forleo e non ce ne eravamo accorti noi in Commissione. L'unica realtà e che io, in previsione della decisione che doveva esserci domani, ho fatto fare dei normali controlli di routine ai solerti funzionari della Commissione e loro, non altri, di certo non alcun suggeritore occulto, hanno scoperto che D'Alema era deputato europeo… è una realtà non può cambiare nessuno".

E anche l'agguerrita Clementina Forleo dovrà presto prenderne atto. Certo questi colpi di scena, o "conigli dal cilindro", per usare l'espressione di Palomba dell'Italia dei valori, sembrano fatti apposta per continuare ad alimentare le ormai stucchevoli polemiche sulla "casta" e sulla cosiddetta antipolitica. Forse un giorno anche Beppe Grillo potrà ringraziare il solerte funzionario della Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera.


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1 COMMENT

  1. In questa vicenda dovrebbe
    In questa vicenda dovrebbe essere l’on. D’Alema che rinunciando spontaneamente all’immunità si pone a disposizione della magistratura dal momento che si dichiara innocente.
    Così facendo darebbe anche un chiaro segnale all’opinione pubblica.

    Anonimo

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