Unità nazionale e contributo delle parti sociali le misure per rilanciare il Paese
04 Agosto 2011
Crisi economica globale, andamento dei mercati finanziari, crescita, sviluppo e rigore nei conti pubblici. Nel suo intervento in Parlamento, Silvio Berlusconi ha toccato tutti i punti più delicati di stretta attualità, fornendo la ricetta del suo Governo alla crisi economica e di sfiducia che ha investito l’Italia negli ultimi mesi. Ha ricordato come l’attuale crisi non affligge soltanto il Belpaese, ma si è sviluppata su scala internazionale, non risparmiando nemmeno i big players internazionali, in primis gli Stati Uniti, alle prese con un debito pubblico che sta crescendo a tassi incontrollati.
Una situazione internazionale caratterizzata da un incremento dell’incertezza e della volatilità dei mercati finanziari, dovute sia al ritardo con il quale i Governi hanno preso le loro contromisure di politica economica, sia alla forte componente speculativa, improntata al pessimismo, che sta guidando le Borse. In questo scenario, ha ricordato il premier, l’Italia ha un sistema politico solido, capace di approvare in soli tre giorni la manovra finanziaria, anche grazie al contributo dell’opposizione. I fondamentali economici sono solidi ed il sistema bancario nazionale è liquido, con le banche che hanno saputo superare con successo gli stress test imposti dall’Europa. Ha inoltre ricordato come la ripresa dell’economia debba passare attraverso l’unità nazionale ed il contributo delle parti sociali, imprese e sindacati in testa, con le quali il Governo dovrà, nelle prossime settimane, trovare una intesa programmatica su delicate questioni come la contrattazione e la produttività.
Sempre relativamente alla questione dello sviluppo economico, un importante contributo è venuto dalla seduta del CIPE, il quale ha deliberato il programma delle infrastrutture strategiche, tra le quali lo stanziamento di 9 miliardi di euro per lo sviluppo del Sud, dal completamento della Salerno-Reggio Calabria, all’Alta velocità Napoli-Bari, dalla direttrice ferroviaria Salerno-Reggio Calabria al nuovo tessuto stradale della Sardegna. Per quanto riguarda i conti pubblici, il premier ha ricordato la necessità di proseguire sulla strada del risanamento, che dovrà passare per il pareggio del bilancio, previsto per il 2014, e per la riduzione del debito pubblico italiano, pesante eredità delle scelte di politica fiscale dei Governi degli anni ’80 e ’90.
Certamente, il discorso di Berlusconi è stato anche e soprattutto un invito rivolto all’opposizione affinché collabori per aiutare il paese ad uscire dalla crisi, coscienti che la debolezza politica rappresenta un terreno fertile che gli speculatori trovano per poter imbastire azioni profittevoli. Le manovre speculative che stanno prendendo piede sui mercati internazionali andrebbero però contrastate a livello sovranazionale, pensando ad un sistema di regulation finalmente efficace ed imperniato sul controllo del rilascio delle informazioni e dei dati finanziari da parte di enti ed agenzie di rating, al monitoraggio e, se necessario, al divieto di utilizzo spregiudicato di alcuni strumenti finanziari ad elevato rischio, quali i credit default swaps, le opzioni e le strategie short selling, che utilizzano anche l’effetto leva per investire al ribasso. In questo campo, gli organismi internazionali di regolamentazione sono decisamente in ritardo nell’attuazione di nuove regole e vincoli.
Sarebbe auspicabile che nei prossimi mesi le autorità governative che presiedono al monitoraggio dei mercati finanziari trovino accordi che finalmente contengano norme per ricondurre la finanza alla sua funzione principale di strumento di finanziamento dell’economia. Per quanto riguarda lo sviluppo economico, occorre al più presto attuare la riforma fiscale, che gli italiani attendono da anni, semplificando il sistema tanto costoso quanto contorto delle agevolazioni fiscali, mantenendo soltanto quelle più necessarie in cambio di una riduzione delle aliquote. E’ inoltre indispensabile pensare ad uno strumento, come il quoziente familiare, per agevolare i nuclei familiari più numerosi, in modo da poter incentivare lo sviluppo demografico del paese, con effetti benefici sul sistema pensionistico. Come ha ricordato il premier, è opportuno istituire un sistema fiscale premiante per le aziende che investono in ricerca e sviluppo, tendendo il più possibile ad escludere la tassazione degli investimenti, in quanto strumenti capaci di generare reddito futuro. In relazione al mercato del lavoro, è indispensabile ripensare ai meccanismi di contrattazione salariale, in maniera da legare il più possibile lo stipendio al livello di produttività, prevedendo, tra le altre cose, un sistema di contrattazione differenziata. E’ inoltre indispensabile proseguire sulla strada delle liberalizzazioni delle professioni e dell’accorciamento dei tempi di inserimento dei giovani nel mercato del lavoro.
Infine, per quanto riguarda i conti pubblici, è necessario al più presto costituzionalizzare la norma che impone il pareggio di bilancio, al fine di evitare che, nel futuro, si possano riproporre spregiudicate politiche di deficit spending. Accanto a questo, come sottolineato da Berlusconi in uno dei suoi passaggi più apprezzati, è necessario ridurre i costi della politica e della pubblica amministrazione, in modo da ricondurli ai livelli medi europei, non soltanto relativamente ai parlamentari ma anche al costoso apparato degli organi costituzionali, che dovranno anch’essi contribuire al risanamento di bilancio. Da questo punto di vista, è auspicabile che a breve possa essere varata la tanto attesa riforma costituzionale che preveda la riduzione del numero dei parlamentari e la revisione della funzione del Senato, in un’ottica più federale.
