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Uruguay vs Olanda, il paese degli zoccoli darà un calcio al Sudamerica?

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La semifinale che non ti aspetti. Uruguay e Olanda non hanno molta dimestichezza, almeno negli ultimi anni, con gli appuntamenti che contano. Il successo più recente tra le due lo ha conquistato la celeste nel 1995, quando vinse l’ultima Copa America della sua bacheca. D’altra parte gli orange sono a secco da ancor più tempo, l’ultimo loro successo è datato 1988, ovvero l’europeo ospitato dalla Germania Ovest.

La storia di entrambi i paesi richiama racconti di libertà raggiunta nel corso dei secoli, dopo dominazioni  europee che li hanno accomunati. La capitale uruguagia, Montevideo, fondata dagli spagnoli nel 1726 come roccaforte militare, ha poi approfittato del suo porto naturale per diventare un importante centro commerciale. Identico iter per l’intero stato. Rivendicato in un primo tempo dall’Argentina ma annesso al Brasile nel 1821, l’Uruguay dichiarò la sua indipendenza nel 1828 dopo una dura lotta di 3 anni.

Nel 2004, la coalizione di centro-sinistra ha vinto le elezioni nazionali, ponendo di fatto fine a 170 anni di controllo politico già in possesso del “Colorado and Blanco” parties ed ora condizioni politiche e del lavoro sono tra le più libere del continente. Anche i paesi bassi partirono da una sottomissione, quella di Giulio Cesare nel I secolo a.C., che fece del sud della regione la frontiera del mondo romano fino alla disgregazione dell'Impero. Solo 1000 anni dopo sorsero vari principati semi-indipendenti, anche se rimasero formalmente soggetti all'Impero fino al XV secolo, quando passarono sotto il controllo diretto della famiglia imperiale degli Asburgo.

La svolta arrivò nel XVIII secolo, quando con la Rivoluzione francese del 1789 prima (pochi anni dopo i francesi invasero i Paesi Bassi annettendoli alla Francia) e il Congresso di Vienna poi, che restaurò lo Stato olandese trasformandolo in monarchia, si giunse all’indipendenza definitiva del 1830.

Forse a causa di questi capovolgimenti di fronte l’Olanda non si è mai schierata apertamente in politica estera. I Paesi Bassi proclamarono infatti la propria neutralità in entrambe le guerre mondiali. Nella prima essa venne rispettata mentre nella seconda il paese fu occupato dai nazisti nella Campagna di Francia (maggio 1940). Il paese fu posto sotto l'amministrazione di un commissario tedesco: Arthur Seyß-Inquart; molti furono gli ebrei deportati e le fucilazioni collettive. La liberazione giunse solo nel maggio 1945. Da allora la politica estera olandese è dominata dall'impegno a creare o rafforzare le istituzioni internazionali di cui fa parte come l'ONU, la NATO e l'Unione Europea.

L’Uruguay ha invece alcune dispute territoriali aperte, in particolare con Argentina e Brasile. La prima riguarda la costruzione di due cartiere al confine con i cugini biancocelesti che potrebbero causare danni ambientali e su cui i giudici non si sono ancora espressi mentre la seconda richiama beghe con i verdeoro a causa dell’Isla Brasilera, di cui ognuno reclama la sovranità.

In maniera molto più leggera l’Olanda reclama – e nessuno la contrasta - la paternità di alcuni oggetti diffusissimi da quelle parti e che la contraddistingue nell’immaginario collettivo. Stiamo parlando della bicicletta (de fiets in olandese), uno dei mezzi di trasporto più diffusi e utilizzati. Ma i Paesi Bassi sono anche famosi per gli zoccoli, che sono i classici sandali da indossare ma possono essere anche dipinti e fungere da soprammobile. Infine, i tulipani. Le varietà sono tantissime, si possono trovare arancioni, rossi, gialli, rosa, bianchi, viola o indaco.

Siamo insomma di fronte a due paesi che hanno poco in comune, divisi non solo da appartenenze continentali diverse ma anche da stili di vita molto poco affini. Sul campo, tutt’altra storia.

Le due compagini hanno un potenziale assolutamente diverso che condiziona irrimediabilmente il pronostico del match. Olandesi nettamente superiori in ogni zona del campo (compreso l’attacco, punto di forza della celeste) e forma fisica equivalente fanno propendere verso una sicura esclusione uruguagia. Oltretutto uno dei terminali offensivi dei sudamericani - Suarez - è squalificato, fatto che modificherà non di poco gli equilibri tattici. Largo dunque allo spettacolo, spernado che non sia già tutto finito dopo pochi minuti.

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