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Usa 2016, Rubio e repubblicani tutti per intervento in Libia

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Martedì 9 febbraio si vota per le primarie repubblicane nel New Hampshire, ma l'ultimo dibattito televisivo non ha brillato in quanto ad emozioni. Un po' in ombra è parso Ted Cruz, mentre Trump sembra uscirne indenne. Marco Rubio, in ascesa nei sondaggi, viene invece punito dalle recensioni dei giornaloni. Secondo altri commentatori, Chris Christie, il governatore del New Jersey che ha cercato di mettere in ombra Rubio, ha fatto il suo peggior dibattito dall'inizio della campagna elettorale.

 

Politica estera. Il tema principale della serata è stato la politica estera. E le cose non potevano andare diversamente a pochi minuti dall'annuncio del nuovo test missilistico della Corea del Nord. I protagonisti sul palco hanno detto la loro su cosa fare nei confronti di Pyongyang: Jeb Bush ha chiesto sanzioni più severe, mentre Donald Trump ha suggerito di far risolvere il problema alla Cina.

 

Lotta all'Isis. La lotta all'Isis ha messo tutti d'accordo. Con raid aerei e con truppe di terra gli Stati Uniti devono intervenire in Libia, è questo il messaggio unanime. Basta con le incertezze dell'amministrazione Obama. A tal proposito Marco Rubio ha parlato della necessità di raid e di "truppe di terra guidata dagli Usa", parlando di "fiction" inventata da Obama la discriminazione dei musulmani in America. Mentre Donald Trump si è concentrato sulla necessità di assicurare il controllo del petrolio per togliere potere all'Isis, in Iraq come in Libia e in Siria. Più aleatorio Ted Cruz, che ha insistito con la sua idea di "bombardamenti a tappeto" sull'Isis, sottolineando come gli Stati Uniti "dovrebbero utilizzare una forza schiacciante, uccidere il nemico e poi andare via".

 

Scontro Trump-Bush. Bush, approfittando della serata no di Rubio, ha cercato di guadagnare terreno come candidato più moderato, accusando il miliardario newyorchese di sostenere la politica degli espropri, accusandolo di avere anche cacciato qualche vecchietta pur di costruire i suoi casinò ad Atlantic City. "Un parcheggio per limousine - ha incalzato - non giustifica un esproprio per pubblica utilità". Trump ha perso le staffe  gridandogli uno "Stati zitto!". Ma prendendosi il sonoro malcontento della platea.  

 

La Clinton se la ride. Cerca di rifarsi attaccando Hillary Clinton: "Io ho il temperamento giusto per fare il presidente. La batterò facilmente. Non possiamo avere altri quattro anni di Barack Obama. E sono l'unica persona contro cui lei non vorrebbe gareggiare". L'ex first lady ironizza su Twitter postando un frammento di video in cui se la ride.

 

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