Usa 2016, sondaggi: Hillary non più tanto favorita

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Usa 2016, sondaggi: Hillary non più tanto favorita

12 Maggio 2016

“Lotterò fino all’ultimo voto”. Il candidato per la nomination democratica Bernie Sanders vince in West Virginia e rilancia la sua corsa più determinato che mai ad arrivare fino in fondo, al voto in California a giugno e alla convention a luglio. Per adesso, quindi, la Clinton, non corre da sola per la Casa Bianca. E nonostante pare quasi impossbile che Sanders possa raggiungere il suo numero di legati, i sondaggi non le sorridono troppo. 

Un sondaggio commissionato da Reuters e Ipsos sulle intenzioni di voto alle presidenziali del prossimo novembre negli Stati Uniti, infatti, ci dice che Donald Trump e Hillary Clinton sono praticamente con le stesse percentuali tra le mani. Trump è riuscito a recuperare oltre dieci punti percentuali in pochissimi giorni. Pare che il 41% degli intervistati abbia detto che voterà per Clinton, mentre il 40% per Trump, il restante 19% è ancora indeciso.

Il sondaggio è stato condotto online tra venerdì e martedì scorso su un campione di 1.289 persone ed è considerato abbastanza attendibile. Nei sondaggi precedenti la Clinton è sempre stata avanti, a parte lo scorso marzo quando si ritirò dalle primarie repubblicane Marco Rubio, portando a un aumento dei consensi verso Trump.

Hillary, comunque, è prontissima ad affrontare la sua guerra nel sogno di sedersi, come il marito, nella stanza ovale. La candidata più esperta di tutti quanto a campagne elettorali, però, si aspettava un maggior appoggio del mondo femminile nel primo tempo di questa campagna elettorale. Ma le associazioni femministe più note, nell’accusarla di essere strumento di potere in particolare dell’alta finanza, la stanno tenendo a debita distanza. Un’accusa, questa, che comunque Sanders non ha mai smesso di rivolgerle dai primi dibattiti. 

E’ difficile provare ad immaginare la linea politica che seguirà con gli Esteri. Forse, l’unica cosa certa, al momento, è il muso duro a Putin. La domanda ricorrente, infatti, per gli esperti, è che intenzioni avrà, nel caso riuscisse a vincere la battaglia finale? Continuerà le politiche di Obama, o proverà a imitare il marito? In entrambe le opzioni non si riesce ad immaginare nessuno scenario felice. 

Il “Giornale’ , per esempio nel ricordare la storia del marito, lancia una giusta provocazione: “Bill, suo marito e First Gentleman, fece la voce grossa più volte e strinse un patto con Massimo D’Alema, presidente del Consiglio nel 1999, per scatenare una fantastica «guerra umanitaria» contro la Repubblica Federale di Jugoslavia che durò 78 giorni colpendo ripetutamente Belgrado dalle basi italiane. Obama invece non ha voluto intervenire mai e ha lasciato marcire il Medioriente. Che cosa farà la First Lady diventata Ms President?”